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"Dopo Valencia"
Brescia 13-14 gennaio 2007

 

 

 

A Brescia riprende il dialogo fermo al 2 luglio 2006 quando ci incontrammo a Pescara, a questo seguirono, tra luglio e settembre, tre incontri (Firenze, Torino, Firenze) per elaborare la ricerca presentata a Valencia.

Presenti: Mariano, Giancarlo, Sabrina, Sebastiano (solo il 14), Ada, Sergio, Palma, Giovanna Noto (collega di Mariano, solo il 13).


13 gennaio

Primo punto

Adesione alla giornata organizzata dal PHM in Puglia.

Giancarlo legge la mail inviata da Edoardo Bai organizzatore di questa manifestazione. Il convegno è strutturato in due parti, la prima dove si susseguono 13 interventi di diverse associazioni, il tempo che ciascuna ha a disposizione è di 10’-15’. Una seconda parte è destinata alla discussione e ad una tavola rotonda con le istituzioni per la costituzione di un osservatorio sulle violazioni al diritto alla salute.

Mariano rimarca il fatto che il tempo è troppo poco e diventa estremamente difficile seguire per tre ore tutti gli interventi (sono tutti d’accordo).

Giancarlo dice che ha già parlato a telefono con Edoardo e conferma la presenza di Nim. Edoardo aveva capito che Nim avrebbe portato solo la storia di Abdel che Lorenzo ha recitato a Valencia. Giancarlo informa Bai che può anche essere portato un intervento sull’infermiere precario e sul caporalato e dice a Bai che in questo caso uno spettacolo teatrale su Abdel, realizzato da Teatri Offesi, potrebbe essere presentato nell’ambito del convegno (es. a fine convegno).

Bai risponde che vede quello che può fare, chiede quanto tempo dura. Il 22 gennaio avrà un incontro con gli organizzatori in Puglia e ne parlerà.

In seguito a questo Giancarlo telefona a Lorenzo e chiede la disponibilità di teatri offesi (ok).

Pertanto Giancarlo prospetta due ipotesi

a)      Presentare come intervento di Nim la storia di Abdel versione Valencia e a lato del convegno organizzare una qualche forma di presenza attiva del gruppo (volantinaggio, banchino, provocazioni, proiezioni….).

b)      Presentare come intervento una relazione sull’infermiere precario (modificata per l’occasione) e a lato lo spettacolo di Teatri Offesi e/o qualche forma di presenza attiva.

Mariano obbietta che lo spettacolo in un contesto di relazioni “pesanti” ha il sapore dell’intermezzo “leggero”, cosa che occorre decisamente evitare.

Il gruppo è d’accordo e viene approvata la seconda ipotesi, naturalmente dobbiamo aspettare decisioni da Bai.

Palma esprime una certa sfiducia sul modo di operare di Bai e propone di chiedere un incontro con Sunil Deepak (attuale responsabile italiano del PHM) per avere uno scambio di idee ed eventuali altre informazioni sulla campagna lanciata dal PHM.

Si decide di fissare un incontro con lui a Bologna (ai primi di Febbraio?) l’occasione potrebbe essere sfruttata da nim per discutere ulteriori questioni.

Si conclude che occorre rivedere il testo dell’intervento di Valencia e scrivere a Bai per fornirgli ulteriori informazioni sullo spettacolo di teatri offesi prima del suo incontro in Puglia il 22.

Le date del convegno dovrebbero essere il 13 o il 20 aprile.

Si discute anche della possibilità di realizzare una brochure o una cartolina da distribuire al convegno (lo seguiranno Sabrina e Sebastiano).

Dei presenti andranno in Puglia: Giancarlo e Mariano sicuramente sì; Sabrina, Palma, Sebastiano, Giovanna forse; Ada e Sergio sicuramente no.

  

Secondo Punto

Articolo da pubblicare su rivista IPASVI

Giancarlo informa di aver preparato un articolo (sui temi di Valencia) che pubblicherà sulla rivista del Collegio di Firenze.

Oltre a chiedere una revisione collettiva (in particolare Sebastiano), chiede come deve comportarsi per la firma dell’autore.

La discussione è accesa. Ci sono varie ipotesi:

a)      firmare a nome del gruppo senza nomi

b)      inserire tutti i nomi del gruppo e indicare quelli che hanno partecipato al lavoro.

c)      Solo chi ha lavorato ad un tema lo firma a nome del gruppo

Prevale l’idea di firmare a nome del gruppo in quanto anche gli assenti assicurano con la loro “presenza” l’attività complessiva del gruppo. Si decide di firmare a nome di Nim, rimandando al sito chi vuole conoscere componenti e scopi del gruppo.

Giancarlo sottolinea l’importanza della decisione e il forte impatto per il futuro, perché anche lavori portati avanti individualmente dovranno essere considerati patrimonio del gruppo.

Palma solleva il dubbio che alcune riviste non accetteranno articoli senza autori, nel caso la forma scelta potrebbe essere “a cura di” con il nome che ha effettivamente scritto l’articolo.

Vi è discussione anche per decidere a quali altre riviste inviare l’articolo. Si decide di tentare prima le riviste nazionali “L’infermiere” e “La rivista di scienze infermieristiche”, se queste non daranno risposta si invierà a tutti i collegi e associazioni.

 

Terzo punto

Allargamento a nuovi soggetti e organizzazione di una giornata.

La discussione si sposta subito su una questione di fondo, quella di dare forma “giuridica” al gruppo, in altre parole diventare associazione.

La questione è annosa e discussa fin dal primo incontro (Firenze ottobre 2005).

L’idea dei sostenitori è che se vuoi organizzare giornate, chiedere patrocini, finanziamenti, proporre progetti, promuovere libri o semplicemente interagire con altre associazioni o reti devi essere associazione riconosciuta.

L’idea è sostenuta in particolare da Mariano, Palma e Sergio, ma sono d’accordo tutti. Giancarlo obbietta che se la decisione è quella di costituire un’associazione occorre un impegno nel rispettare regole e procedure (elezioni di cariche, convocazione di assemblee di soci, quote d’associazione, bilancio) e chiede se tutti ne sono consapevoli.

Sergio risponde che anche lui ha formato una piccola associazione, ma di fatto non cambia molto nel rapporto che già esiste tra i componenti e che quindi non c’è una grossa richiesta di risorse e tempo. Occorre solo sottoscrivere un atto costitutivo e uno statuto, il lavoro delle cariche e assembleare può essere ridotto al minimo.

Sono favorevoli tutti, ma data l’importanza della decisione devono essere sentiti gli assenti (Lorenzo, Luca, Maria Grazia, Paqui).

Giancarlo informa che vuole organizzare una giornata a Firenze non sa ancora se come Nim o come Collegio (dipende da molti fattori da valutare in itinere). La giornata è su infermieri migranti e prevede l’intervento di Nim, la relazione di uno o due ospiti (es. Adriana Bernardotti autrice del rapporto Ires CGIL) e lo spettacolo di teatri offesi. Mariano e Sergio sottolineano l’importanza di portare anche testimonianze dirette da parte di infermieri stranieri. Mariano ha raccolto il racconto di un collega albanese, Aurel, sul quale scriverà e chiederà all’interessato se è disposto a raccontarla direttamente alla giornata di Firenze. Informerà sugli sviluppi. 


 14 gennaio

Quarto punto

Proposta di Mariano per un nuovo tema: Salute e infermieristica tra produzione e consumo .

 

Mariano propone un nuovo tema per nim.

Racconta del suo impegno per denunciare l’insopportabile condizione di povertà del terzo mondo dopo le esperienze personali e professionali in Equador e Africa. Questo impegno si è concretizzato nel progetto “Afrikalba per Huruma” un libro che finanzia dal 2003 un microprogetto di cooperazione verso ragazzi di strada in Kenia.

Il ruolo dell’infermiere con la povertà, per Mariano, ha un significato se c’è una presa di coscienza del rapporto tra predatori e predati, l’impatto sulla salute di quest’ultimi è determinata in gran parte dai nostri consumi (“votiamo ogni volta che andiamo a fare la spesa”). E’ quindi necessario trasformarsi da consumatori a consum-attori, cioè responsabili dei nostri acquisti. Occorre denunciare ciò che sta dietro a tanti prodotti delle multinazionali e di quanto l’acquisto di questi incrementino la povertà e malattia dell’altra parte del globo.

La proposta è quella di organizzare eventi, produrre materiale, promuovere il dibattito con lo scopo di restituire “drammaticità alla drammaticità”.

Mariano propone anche di rilanciare il libro “Afrikalba” sperando che possa diventare, in futuro, patrimonio di Nim. Già ora il sito di Nim ospita  il  progetto e contribuisce alla sua diffusione. In futuro il gruppo (o associazione) potrebbero promuovere questo e altri progetti.

Mariano propone anche una lettura dal libro di Saviano “Gomorra” e la visione di un brano del film di Covatta “Muzungu” che produce in tutti forti emozioni.

Giancarlo si dice disposto a contribuire attivamente al tema nelle forme già sperimentate a Valencia vista la scarsa propensione personale alla recitazione… almeno ad oggi.

Si discute anche a chi può essere rivolto questo tema, visto che alcune passate esperienze in scuole superiori hanno avuto un successo straordinario.

Naturalmente le modalità comunicative andranno modificate a seconda dell’interlocutore: scuole, collegi ipasvi, congressi, ecc. Mariano pensa che sia centrale rivolgersi agli infermieri anche perché è caratteristica centrale di Nim.

Sergio propone che potrebbe essere prodotto un video filmando gli incontri, video che potrebbe essere utilizzato nelle scuole dove il messaggio filmico è più efficace e diretto.

Mariano si impegna a scrivere un progetto sul tema proposto per poterlo condividere con tutti, presenti e assenti.

Si conviene che fino ad aprile concentreremo gli sforzi sul tema infermieri precari e successivamente, in parallelo a questo, si introdurrà il nuovo tema.

Palma dice di volersi impegnare solo sul tema degli infermieri stranieri e valuta se poter condividere con il gruppo un progetto (“Mandala”) che sta elaborando per il collegio di Firenze con lo scopo di facilitare il loro inserimento nel mondo lavorativo.

Si chiude richiamando tutti i soci fondatori di nim a contribuire al fondo per le spese vive del gruppo, costituito a Firenze il 23 settembre. Sabrina presenta un bilancio.
Entrate

Quote di Ada, Paqui, Giancarlo, Sabrina, Sebastiano, 50 euro ca per un totale di 250 euro

Uscite

Produzione poster per Valencia 51 euro

Totale 199 euro

Entrate 14 -1-07
Quota Mariano 50 euro

Totale 249 euro

Un particolare ringraziamento a Marì e Silvana (madre e moglie di Mariano) per l’ospitalità, le premure e la pazienza che ci hanno riservato.