Nursing in movimento a
Valencia
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La professione infermieristica e le nuove forme di lavoro precario"il tema proposto al Congresso internazionale degli infermieri di comunità
Quando abbiamo saputo che l’Associazione
Infermieri di Comunità aveva organizzato un congresso sui problemi
dell’assistere in un mondo globalizzato ci siamo detti che non potevamo
mancare all'appuntamento. Un
tema per Valencia Il tema di discussione che abbiamo proposto a Valencia è “La professione infermieristica e le nuove forme di lavoro precario”. Il gruppo Nim ha presentato la propria ricerca sul tema cercando di utilizzare nuovi linguaggi: teatro, video, un’informazione sintetica sullo stato delle cose. Privilegiando più che l’esposizione frontale, la circolarità della comunicazione, dove chi parla e chi ascolta continuamente muta ruolo e tutti si fanno ugualmente responsabili del processo educativo.
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la precarietà del lavoro è vissuta in prima persona da un numero
crescente di infermieri, soprattutto stranieri ma anche italiani; A queste considerazioni si aggiunge il rilievo di
una anomalia. Il lavoro precario riguarda storicamente attività di bassa
qualificazione, in cui la competenza acquisita con la pratica
professionale è trascurabile, così come irrilevante è la continuità nel
servizio. È inoltre proprio di quelle attività in cui la domanda di
lavoro è inferiore all’offerta. Nessuna di queste condizioni vale per la professione di infermiere. Tutto ciò che sta succedendo porta la professione infermieristica indietro non di anni, ma di decenni. Occorre ripercorrere i libri di storia dell’assistenza per ritrovare situazioni confrontabili con quelle attuali. La precarietà del lavoro, le condizioni di sfruttamento denunciate dai mass media e che oggi interessano prevalentemente gli infermieri stranieri o quelli italiani neolaureati, costituiscono una minaccia per tutti i professionisti. Non solo la professione è svilita da quanto sta accadendo, ma corre il rischio di vedere messi in discussione diritti acquisiti. A fronte di un numero crescente di infermieri disposti ad accettare questi rapporti di lavoro diventa sempre più difficile perseguire obiettivi di avanzamento culturale e professionale per tutti. La colpevole disattenzione dei dirigenti sanitari e dei politici nel creare spazi di valorizzazione degli infermieri all’interno delle aziende sanitarie e lo scarso riconoscimento economico a fronte delle responsabilità richieste sono tra le cause principali della “carenza” di personale infermieristico. All’interno delle strutture sanitarie si continua consapevolmente a tenere ai margini gli infermieri, schiacciandoli su ruoli subalterni con pochissimi esempi di iniziative controcorrente. Stupisce pertanto che il lavoro precario: -
non sia oggetto di analisi e di dibattito da parte dei Collegi e
della Federazione Nazionale nel loro impegno di tutela della salute
pubblica e della professione; Non stupisce invece che il risultato finale sia una condizione di precariato intellettuale dell’infermiere che vede appiattita in un elenco di compiti spezzati la propria attività quotidiana, ignorata la competenza, banalizzata la cura consapevole delle storie di malattia. L’intervento di Nim a Valencia è una sfida, un tema difficile sul quale mancano quasi completamente informazioni e testimonianze. La presenza al congresso degli infermieri di comunità significa voler essere al loro fianco nel denunciare ogni forma strisciante di privatizzazione nella sanità e di deprofessionalizzazione degli infermieri derivante da precarietà e sfruttamento.
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