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SANITA', INFERMIERI, MIGRAZIONI
Collegio IPASVI Firenze
Circolo Aretè

 

   



Legge 30: la Vita di A

Teatri OFFesi

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

       


 

Legge 30: vita di Abdel

 

-Una storia vera di estrema precarietà-

 

  

Abdel è un infermiere precario. E’ arrivato dal Marocco molti anni fa e si è diplomato infermiere in Italia ma, a causa di una Legge dello Stato, non può partecipare a concorsi pubblici.

E’ qui, da questa assurda norma, che comincia la breve e sventurata carriera professionale di Abdel.

Una Agenzia di Intermediazione lo impiega come infermiere presso un  grande ospedale in cambio di un salario modesto e condizioni di lavoro svantaggiose rispetto ai suoi colleghi italiani. A causa di un ritardo di tre mesi nella retribuzione dello stipendio, Abdel ha un violento litigio con il responsabile della Cooperativa; l’infermiere marocchino ha la peggio e finisce in rianimazione con una lesione permanente alla colonna vertebrale: inizia ora un’odissea che, a tutt’oggi, non si è ancora conclusa.

Perché la storia di Abdel è una storia incredibile ma vera!

E’ la storia di un viaggio cominciato in Marocco 15 anni fa e che è sembrato interrompersi tragicamente a Dicembre dell’anno scorso con la violenza subita da Abdel per mano del suo datore di lavoro.

Ma la speranza è che questo viaggio possa continuare in un modo o nell’altro. Per Abdel e per la gente come lui, la gente precaria, la gente migrante, la gente in movimento verso un mondo con più giustizia sociale, con pari opportunità e diritti per tutti.

Lo spettacolo racconta una storia recente di estrema e tragica precarietà cercando di dare parola a tutti i protagonisti della vicenda ma, nello stesso tempo, cercando di prefigurare con il tema del viaggio, dello spostamento, del movimento, luoghi possibili e pieni di speranza.

 

 Regia e testi di Teatri OFFesi.

 Con Fabio Zavatta e Lorenzo Marvelli

 Musiche ed immagini di Renato Barattucci

 Tecnici del suono e delle luci: Domenico Di Marco, Matteo Di Tullio

 

Puoi trovare il copione completo su: www.teatrioffesi.org