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SANITA', INFERMIERI, MIGRAZIONI |
Giancarlo Brunetti |
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Parliamo degli infermieri stranieri che sono arrivati in Italia negli ultimi anni per colmare una carenza ormai cronica, Romania, Polonia, Perù, Tunisia, India…. Nell’85% sono donne, con il loro lavoro mantengono i figli e la famiglia rimasti nel paese di origine. La legge bossi-fini ha abilitato agenzie interinali e cooperative al reclutamento, un business da 300 milioni di euro l’anno. Il trattamento economico è più basso rispetto ai colleghi di ruolo nel SSN. La legge 30, legge Biagi, ha permesso a queste agenzie e cooperative di mettere sul mercato prestazioni infermieristiche e negli ospedali pubblici dove la carenza di personale è più acuta (Piemonte e Lazio) utilizzano di norma questo mercato. Molti infermieri vengono reclutati con sistemi illegali, raggirati da “scafisti della sanità” alimentando un vero e proprio caporalato. Sono le nuove forme di lavoro precario nell’assistenza infermieristica, le nuove forme di esternalizzazione dei servizi pubblici che ancora in Toscana non sono presenti. Ma attenzione! Una breccia si è aperta nel sistema sanitario pubblico introducendo le prime forme di privatizzazione. Dietro a questo contesto tante storie di infermieri che non sono mai state raccontate, di una sanità che cambia. Normalmente si usa definire prima il contesto di un fenomeno, poi ci si addentra nei dettagli. Oggi useremo un metodo diverso e inconsueto, vogliamo partire raccontandovi una storia, una storia incredibile, ma vera, la storia di un infermiere marocchino. Poi cercheremo di chiarire il contesto che ha determinato il destino di questa vita, cercheremo di riflettere sui perché e proveremo a fare delle proposte e condividerle con voi.
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