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Indietro ASSISI 8 GIUGNO 2007 Santa Maria degli Angeli
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IX CONGRESSO REGIONALE ANIARTI UMBRIA |
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Infermiere nel mondo: introduzione alle tematiche. Salute diritto fondamentale dell’uomo Relatore per Nim: Giancarlo Brunetti Introduzione Ritengo indispensabile presentare questa giornata introducendo subito il principio che muove e giustifica la cooperazione internazionale, cioè la salute è un diritto fondamentale dell’uomo e quindi il diritto alla salute ha un valore anche per la professione infermieristica in particolare per coloro che, come recita il sottotitolo del congresso, si aprono al respiro del mondo. Obiettivi della relazione Vorrei presentarvi gli obiettivi di questa esposizione.
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Il primo si collega a quanto appena
detto il ruolo degli infermieri nella tutela del diritto alla salute è un
fattore principalmente culturale ancora in larga parte da conquistare.
• Il secondo impone una domanda: perché c’è bisogno di cooperazione internazionale? Nella cultura occidentale di fronte a un problema si cerca subito di agire prima ancora di riflettere sulle cause che l’hanno prodotto. L’obiettivo di questa relazione è porre attenzione alle cause che determinano enormi disuguaglianze nella salute. Pensiamo prima a cosa mettere nella testa e nel cuore e dopo a cosa mettere nella valigia. • E infine cercare di capire a quali programmi di cooperazione è più giusto partecipare
Proponiamo questioni abitualmente trascurate od occultate che riguardano la professione letta nel contesto socio-politico. Attualmente siamo impegnati in una ricerca sulle condizioni di estrema precarietà e sfruttamento degli infermieri migranti che riguardano sempre di più anche gli infermieri italiani. Quanto facciamo e pensiamo lo potete trovare sul sito www.nelmovimento.org . Diritto alla salute La salute è un diritto? Dipende da dove nasci . Oggi l’umanità soffre per ampie e crescenti disuguaglianze nel reddito e nella salute. L’umanità sembrava incamminarsi su una strada tracciata nel dopoguerra dai principi enunciati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, tra questi il diritto alla salute. Purtroppo questo cammino si è interotto. L’aspettativa di vita in Sierra Leone è di 34 anni, in Giappone di 82. In Sierra Leone la mortalità infantile è del 316 per 1000, in Islanda del 3 per 1000 (1). Nel 1978 la Dichiarazione di Alma Ata, voluta dall’OMS, afferma con forza il diritto alla salute. La strada indicata per ottenere risultati realisticamente raggiungibili per una gran numero di persone è l’approccio ai bisogni di base attraverso un sistema di cure primarie. Vuol dire: educazione sanitaria, un’adeguata alimentazione, disponibilità di acqua potabile, assistenza materno-infantile, vaccinazioni, prevenzione e controllo delle malattie endemiche, disponibilità di farmaci essenziali. Una strategia economicamente sostenibile che stimola la partecipazione delle comunità locali. La parola d’ordine era “salute per tutti entro l’anno 2000”(2).
Dalla dichiarazione di Alma Ata alle politiche neoliberiste Disuguaglianze nella salute La cooperazione esiste là dove esistono disuguaglianze. L’infermiere che partecipa ad un progetto di cooperazione, oggi, deve essere un infermiere consapevole, informato, critico e autocritico. Non può partire solo con l’idea di andare ad aiutare i più bisognosi seguendo una generica idea di solidarietà o di carità. Solo un quinto della popolazione detiene l’80% delle ricchezze del pianeta, 1 su 5 vive in povertà, più di un miliardo vive senza acqua potabile, 2 miliardi e mezzo non ha servizi igienici, 800 milioni non hanno sufficiente cibo. I 4 cartogrammi mettono in evidenza queste enormi differenze tra Nord e Sud del mondo rispetto alla spesa sanitaria pubblica (fig.1), privata (fig.2), alla presenza di medici e in pari misura infermieri (fig.3), alla mortalità neonatale (fig.4), all’HIV (fig.5) e alla malaria (fig.6) (6). La povertà è la prima causa di malattia. L’OMS ha incluso “la condizione di estrema povertà” nella classificazione internazionale delle malattie con il codice Z59.6. La disuguaglianza ha una dimensione morale ed etica. Si riferisce a differenze evitabili e non necessarie, quindi ingiuste ed inaccettabili. La valutazione di quali situazioni sono ingiuste varia da luogo a luogo, da tempo a tempo, ma il criterio più ampiamente usato è il livello di scelta. Dove le persone hanno poca o nessuna libertà di scelta le differenze nella salute sono più probabilmente da considerare ingiuste (5). Basandosi su questa asserzione dobbiamo impegnarci per quanto nelle nostre possibilità a superare o ridurre queste differenze. Guerra e salute Siamo ad Assisi la città di San Francesco simbolo universale di fratellanza e di pace. Non posso non dimenticare uno degli scenari più dolorosi e drammatici che rendono necessari interventi di cooperazione sanitaria: la guerra. Ancora una volta mi chiedo perché il nostro intervento è mirato esclusivamente a ridurre i danni. E’ possibile come infermieri, medici agire preventivamente? Un editoriale apparso nel 1998 sul British medical Journal pone una domanda insolita, ma stimolante: “Può la medicina prevenire la guerra?” L’ipotesi fa riflettere, propone la guerra come un processo patologico dell’organismo globale del genere umano. Questa malattia ha fattori di rischio che vanno eliminati o modificati (prevenzione primaria) e sugli effetti si deve intervenire (prevenzione secondaria). Una volta che la malattia-guerra ha ormai determinato il danno, non rimane che curare e riabilitare (prevenzione terziaria) (7). Gli infermieri svolgono un ruolo importante in ogni fase di questo processo. Non importa, in questo caso, la nostra esperienza e competenza, né il livello della nostra preparazione teorica; per migliorare la salute dobbiamo fare uso di un insieme di strumenti socio-culturali di analisi (politici, economici e storici) e diventare veri e propri attivisti e avvocati della salute (8). Si stima che nel ventesimo secolo per la guerra siano morte 191 milioni di persone di cui più della metà civili. Nella prima guerra mondiale i civili rappresentavano il 5% dei morti, nella seconda il 48%, in iraq supera l’80%. Le strategie della guerra moderna consiste nella distruzione sistematica dell’ambiente fisico e sociale di intere società. Per ogni morto in guerra altri 9 muoiono per le conseguenze e dalle 2 alle 13 vengono ferite (9). Possiamo ancora impugnare la mitica lampada di Florence Nightingale che illuminava i feriti degli ospedali da campo, io consiglierei una posizione proattiva. E’ stato calcolato che per garantire a tutti i cittadini servizi sanitari essenziali comprese le cure contro l’AIDS basterebbero 30 miliardi di dollari, pensate che la spesa militare nel mondo ogni anno è di circa 900 miliardi di dollari, il 50% di questa è degli Stati Uniti. Secondo i calcoli di alcuni analisti e ricercatori basterebbero 35 dollari pro-capite all’anno. Si chiama “Assicurazione sanitaria mondiale”. Tutti i paesi africani dovrebbero devolvere il 15% della spesa pubblica, i paesi che pur adempiendo all’obbligo non riescono a raggiungere i 35 $ riceveranno un finanziamento integrativo dalla comunità internazionale (10). Gli strumenti ci sono ma prevalgono logiche egoistiche. Pochi giorni fa è apparsa la notizia che l’Italia è agli ultimi posti nella classifica internazionale delle donazioni. Appena lo 0.20% del PIL che occorrono per raggiungere i millennium developement goals (11). Criteri guida per la partecipazione ad un progetto di cooperazione Quali sono i criteri guida
per partecipare ad un progetto di cooperazione? La destinazione di fondi pubblici per la cooperazione va quindi a:
Ed infine la partecipazione delle comunità locali, l’enfatizzazione delle cure primarie, la difesa delle fasce deboli della popolazione, il superamento delle disuguaglianze nella salute, sono elementi pienamente riconosciuti dagli infermieri e a pieno titolo fanno parte della natura stessa della nostra professione.
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Ringrazio Francesco Dottori e Nora Marinelli di ANIARTI Umbria per aver introdotto le tematiche del congresso con la relazione di Nim. Un particolare ringraziamento a Francesco, moderatore della prima sessione, ha presentato Nim leggendo l'atto costitutivo del gruppo e ha concluso con la lettura di un passo della Carta dei Popoli per la salute. Francesco e Nora hanno colto
in pieno il significato di questo congresso, Grazie ancora a nome di tutto il gruppo di Nim.
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