| Indice |
Progetto Afrikalba per Huruma |
nim |
![]()
|
Il Progetto "Afrikalba per Huruma" compie 2 anni “Siamo realisti, esigiamo l’impossibile”E. Guevara
Proprio nei giorni in cui il Progetto Afrikalba per Huruma, straordinaria, meravigliosa e semplice creatura, compie 2 anni…io, dopo 2 anni riabbraccio Fr. Beppe…Infinita emozione![1] È da un anno circa che stiamo cercando di rivederci, nelle rare occasioni in cui lui è in Italia, e proviamo a programmare quest’incontro, concepito come un attimo di amicizia, impegno e confronto aperto, onesto…atteso! La mamma di Beppe è vigorosa, luminosa, la casa di Casalgrasso (Torino) ci accoglie con Pathos africano…e noi facciamo altrettanto!
Quando Barbara, Infermiera, amica e prossima volontaria destinata a Chaaria, ed io varchiamo la soglia di casa, i primi minuti sono tutti destinati agli abbracci, baci e sorrisi…[2] Un pasto preparato con amore, sorrisi, aspettative sul prossimo futuro e qualche immagine da Chaaria (corredate da inevitabili racconti riferiti alla sapienza di mamma Africa). Le ore trascorse in CASA MZUNGU[3] sono state piacevoli e ci hanno presentato la realtà domestica di una famiglia decisamente allargata che dall’Italia settentrionale giunge sino al continente africano per rispondere al “semplice” quesito della vita, uguale dovunque, ma non per chiunque…
Sul finire, con Fr. Beppe facciamo due
conti…prossimamente arriveranno altri insostituibili frammenti di
contabilità africana; intanto sappiamo che, con i 500 € che oggi riesco a
consegnare oggi a Fr. Beppe, nel semestre 2005 siamo riusciti a destinare
1100 € ai nostri amici figli della terra
(600 furono inviati tramite bonifico bancario lo scorso
Febbraio). Per la cronaca, i proventi derivanti dalla distribuzione di
Afrikalba ci hanno permesso di inviare in Africa:
Di seguito, proponiamo alcune considerazioni di Fr. Beppe circa quanto realizzato e realizzabile a huruma Centre.
“Huruma Centre ha ora 45 ragazzi, ed ha
espanso la propria attività anche ai piccolissimi: infatti nell’ultimo
anno ha accolto 2 trovatelli appena nati. I due neonati sono stati
svezzati senza problemi ed ora camminano. Abbiamo cominciato a pensare al futuro dei ragazzi, giacché si è a noi prospettata la necessità di staccarli gradualmente dal Centro. Abbiamo pagato la scuola superiore per una ragazza ( Faith ) che ora sta lavorando al Cottolengo di Chaaria. Faith lavorerà con noi per alcuni mesi. Parte dello stipendio lo tratteniamo per l’acquisto di un pezzo di terra e la costruzione di una casetta in legno. Zaverio è stato mandato in una scuola professionale per falegnami ad Isiolo. Nel frattempo stiamo cercando un pezzo di terra per realizzare un progetto simile a quello di Faith. Peter sta completando le scuole dell’obbligo ed inizierà il corso di carpenteria in gennaio. Afrikalba paga anche le piccole spese per la scuola dell’obbligo ( cancelleria, quaderni, divise ). Abbiamo installato pannelli solari per dare la luce ai locali, anche al fine di ridurre il rischio d’incendi. I ragazzi hanno ora una televisione in bianco e nero alimentata da una batteria. Joseph ha ora un telefonino con il quale ci può raggiungere in ogni momento. Abbiamo assunto due assistenti perché ci rendevamo conto che Joseph da solo non bastava più. Huruma Centre non ha problemi di cibo perché la gente aiuta molto. Il Cottolengo di Chaaria continua a garantire prestazioni mediche gratuite. Ci pare di poter dire che la parte edilizia non debba essere ulteriormente ingrandita, anche se si potrà migliorare e rendere più funzionale. Quello che ora ci impegnerà è fare dei progetti che permettano a questi orfani di uscire dal Centro e di inserirsi degnamente nella società”. Fr. Beppe Gaido
[1] Da sx verso dx: Fr. Beppe, io, mamma di Beppe, sorella di Beppe con figlia e marito [2] Fr Beppe e Barbara, che dal 20 giugno sarà in Kenya per un mese…ci ha promesso un servizio sullo stato dell’arte…la prima inviata del progetto afrikalba per Huruma!! [3] MZUNGU, che in Lingua Swhaili significa UOMO BIANCO, era l’unica parola impressa (bianco su nero) sulla t-shirt che indossava la mamma di Beppe in occasione del nostro incontro.
|