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Progetto Afrikalba per Huruma

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8 marzo 2005 il progetto Afrikalba per Huruma va nelle scuole fiorentine

“Allora, te sei un angelo che vola basso…”
Gianluca


Mariano De Mattia incontra gli studenti dell'
Istituto Tecnico Commerciale “Alessandro Volta” di Bagno a Ripoli (Firenze) per far conoscere loro cosa fa l'infermiere e festeggiare insieme il terzo compleanno del progetto.

 

         Progetto Afrikalba per Huruma giunge quest'anno alla sua 3° primavera e, benché sia attualmente sprovvisto di un corpo fisico[1], sembra che il suo spirito sia ancora capace di generare forti emozioni! L’Istituto Tecnico Commerciale “Alessandro Volta” di Bagno a Ripoli (Firenze) ha funto da torta, mentre gli occhi, accesi e coinvolti, di oltre 70 studenti hanno fatto sì che le candeline fossero ben più numerose degli anni compiuti…
      Come in tutte le altre occasioni precedenti (18 incontri in 7 città), si è trattato di “Un viaggio attraverso le emozioni”, circa due ore di racconti, immagini, gioco, sorrisi, frammenti di caos e qualche lacrima.
         

 

Disegno di Michael

Avendo chiarito che la “pausa” può essere intesa come un’occasione per ridurre la distanza tra corpo ed anima; come ha scritto Gennaro nei suoi appunti, “pausa = aspettare l’anima”, è iniziato il gioco delle presentazioni. In questo frangente, ho chiesto ai ragazzi di usare il proprio nome come bigliettino da visita. “fate conto che il vostro nome sia un acronimo le cui lettere corrispondano ad altrettanti aggettivi e/o termini capaci di descrivere la vostra personalità” Ecco che, ad esempio, Decisa, Emozionabile, Bassa, Onnipresente, Realista, Altruista…sono l’insieme che permette a Debora di descrivere se stessa agli altri.

         Nel complesso, per gli amanti della statistica, il gioco delle presentazioni ha prodotto 104 modi per descriversi. Il podio spetta ad orgoglioso (che ricorre nel 10% dei casi e conquista la vetta), amichevole e razionale guadagnano la seconda posizione, mentre a lunatico ed energetico spetta la medaglia di bronzo. Senza dubbio non sono mancate affermazioni particolari: elaborioso e bipede (Roberto), osceno e coglione (Francesco), estemporanea (Serena), Luminoso (Daniele, sul cui foglio degli appunti c’è un “ASSEMBLEA”che funge da titolo), neutro e salvavita (altro Francesco), anomalo (Andrea). In altri casi si passa dal leale (Camilla) al losco ed orribile (Olsi, magistralmente capace, in più di un’occasione, di tranquillizzare Gianluca che comincia a dare segni di stanchezza…saresti un buon collega secondo me, pensaci). C’è spazio anche per l’ottimismo di Marco, che si definisce onnipotente e rigenerante, ed il pessimismo di Simone che si considera scemo, inaffidabile, malato e nano! Sugli appunti di Michael c’è addirittura un mio ritratto…preferisce rappresentare me più che descrivere se stesso. Silvia fa del suo nome un periodo: “Semplicemente Irresistibile Lascia Vivere In Armonia”, mentre Niccolò definisce se stesso cazzuto ed occultatore!

          Ai ragazzi ho chiesto di fornirmi anche la loro idea sulle funzioni di un infermiere, ed anche qui non si sono risparmiati: Salva la vita, Fa le punture, Generoso di cuore, Assiste i malati e le persone bisognose, Missionario, Sostiene i malati. Qualcuno si affida all’ironia ed al dialetto (due tra le cose che più ho amato e cercato di apprendere nel corso dei 4 anni in cui ho vissuto a Firenze): 

"Aiuta i' dottore, Disinfetta (é un disinfettante), Fa le buhe in terra!"

 Altri hanno cercato di definire la professione con una modalità che non ha nulla da invidiare a quelle prodotte da alcuni teorici del nursing:

 “L'infermiere nel mondo ha il compito di aiutare le persone, in caso di necessità, cercando d’essere disponibile verso coloro meno fortunati o che non godono di piena salute”. Niccolò

“L'infermiere, sfidando i pregiudizi e lottando contro le ingiustizie, cura, assiste e salva le vite. Non solo con la medicina, ma anche con la comprensione, l'amore, la solidarietà”. Silvia

“L'infermiere salva la vita, é capace di curare le ferite del corpo, ma anche quelle dell'anima. Può aiutare a trovare una via di sorriso attraverso il buio del dolore”. Serena

 Disponibilità, pazienza nell’assistere accuratamente i pazienti alleviando a volte i dolori attraverso cure terapeutiche di vario genere (dipende anche dai pazienti da curare)”. Ylenia

 Tra i banchi dell’aula che ci ha accolto quella mattina dello scorso marzo, ho provato una grande emozione, i ragazzi mi hanno trasmesso quella carica vitale di cui ho avuto spesso bisogno nella vita.

Il “gioco” del “Drink Africano” ha sorpreso i presenti chiarendo l’importanza della materia trattata ed il sorriso sincero e costante dei loro coetanei africani ha insegnato ancora una volta che “Dove c'é dolore non c'é obbligatoriamente tristezza” (Gennaro). Ai ragazzi, infine, è risultato nuovo ed interessante apprendere che un infermiere, volendo, si può anche occupare di giornalismo, ricerca, politica, mercato, paracadutismo, comico terapia, pittura, poesia e musica. Speriamo che il “vecchio” che c’è sia in grado di stimolare il “nuovo” che ci si attende.

Un grazie sentito, sincero e particolare va a tutti coloro che hanno reso possibile quest’incontro di anime.

Immensamente grato per la vita, mariano

 

I commenti dei ragazzi

 

“L’esperienza e le parole che il signor Mariano ci presentò hanno colpito tutti noi, e secondo noi sarà una discussione che ci rimarrà impressa per molti anni e spesso ci torna in mente e ci fa riflettere molto.
L'Africa é un continente molto vicino all'Europa geograficamente ma dopo quell’esperienza ci é sembrata sempre più lontana ed era difficile anche solo immaginarsi quelle situazioni. Il primo argomento affrontato era la scarsità dell'acqua in Africa e ci restava molto complicato pensare che in alcuni paesi ci sono molte persone che muoiono di sete mentre nel nostro stato abbiamo uno spreco incredibile e lui ci ha dato molti consigli che nel nostro piccolo potrebbero far diminuire questo spreco; ci ha fatto due esempi il primo era di tirare lo sciacquone solo quando é strettamente necessario e il secondo era di stare attenti allo spreco dell'acqua nel lavarsi i denti. La cosa che ci ha colpito di più é stata la visione delle diapositive, che ci hanno fatto realmente capire, quanta é dura la vita in Africa ma che comunque, loro la affrontano col sorriso sulle labbra”.

  

Pensieri sciolti raccolti dall’insegnante…
 

- Ganzo, prof. A noi ci piacciono le lezioni così: s’impara “ummonte”

- Si, lui (Mariano) è un tipo “giusto”, ma io non potrei mica viver così.

- Lui (Mariano) dice bene sullo spreco e su come si potrebbero fare un sacco di cose per l’Africa…e noi siamo anche d’accordo, ma poi ci si dimentica.


- E’ come vedere un film!

- Io non sono d’accordo su quel modo di vivere: bisogna farli modernizzare, ormai la vita non è più quella e bisogna aiutarli a civilizzarsi.

- Vogliamo leggere il suo libro

- Grazie prof., è stata una cosa davvero speciale! Ce la ricorderemo sempre!

- Come sono belli quei bambini!

- L’immagine dell’incontro con mariano per me sarà il piccolino (paziente n°1) sulla sua mano.

·       


 

[1] Afrikalba, il libro che ha sin qui fatto da radice del progetto, è ancora alla ricerca di “un’adozione”! In definitiva, stiamo cercando qualche associazione, gruppo o singolo, senza grosse pretese e con una storia “pulita”, che ne finanzi la quarta edizione.