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Le diseguaglianze nella salute

2° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Edizioni ETS, Pisa, Novembre 2006

Perché in Giappone la speranza di vita è di 48 anni più lunga che in Sierra Leone? Perché
ogni anno muoiono 11 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni e quasi tutti nascono nei
paesi a scarso sviluppo? Perché in Inghilterra un manovale vive in media 7 anni in meno
rispetto a un professionista? Perché in Italia le persone con livello di istruzione superiore
hanno una probabilità doppia di ricevere un trapianto di rene rispetto a quelle con livello di istruzione inferiore?

Il 2° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale parla delle crescenti diseguaglianze nella salute nel mondo. Parla delle cause – globali e locali – che le rendono così inique e inaccettabili.

Il Rapporto si compone di tre parti.
La prima – il capitolo introduttivo – affronta il tema dell’origine sociale delle malattie e tratta dei principi e dei concetti di diseguaglianza nella salute.
La seconda è dedicata alle abissali diseguaglianze nella salute su scala planetaria. Diseguaglianze che sono lo specchio di altrettanto profonde diseguaglianze nelle condizioni generali di vita e nel reddito tra diverse nazioni, ed in particolare tra nord e sud del pianeta. Oltre la metà dei paesi dell’Africa sub-Sahariana ha attualmente un PIL inferiore a quello di 20-30 anni fa e, a parità di potere d’acquisto, il rapporto tra PIL per abitante di un paese dell’Africa sub-Sahariana rispetto a quello di un paese industrializzato è passato da 1:30 attorno al 1950 a 1:120 attorno al 2000. Il 5% più ricco della popolazione mondiale detiene oggi circa un terzo della ricchezza globale guadagnando in due giorni quanto il 5% più povero guadagna in un anno.

I capitoli di questa parte trattano vari aspetti delle diseguaglianze “globali” nella salute:
il profilo epidemiologico mondiale, con un particolare focus sulla salute materno-infantile;
il ruolo delle guerre e delle catastrofi; produzione globalizzata, condizioni di lavoro ed effetti sulla salute dei lavoratori; patologie della diseguaglianza e ricerca scientifica; le politiche delle organizzazioni internazionali; il ruolo delle organizzazioni della società civile.

La terza parte del Rapporto è dedicata alle diseguaglianze nella salute all’interno delle nazioni. Dopo un capitolo dedicato alla situazione in Europa - dove anche qui, nonostante la presenza di sistemi sanitari universalistici, le diseguaglianze tendono ad accentuarsi –, vengono presentati case studies riguardanti Cina, India, USA, Brasile, Uganda, Kazakhistan e Moldova. Sono quindi analizzati alcuni aspetti specifici delle diseguaglianze nella salute: i servizi sanitari, gli stili di vita, le relazioni diseguali tra uomini e donne, l’esperienza migratoria.

L’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale – www.saluteglobale.it - ha come finalità la promozione del diritto alla salute a livello globale e si propone di fornire a istituzioni, enti, organizzazioni della società civile e a tutti i soggetti interessati strumenti di analisi, valutazione e decisione per la definizione di strategie e azioni appropriate.