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NEWS 2006
 

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Barricate e morte a Oaxaca

Nella città messicana di Oaxaca gruppi di uomini appartenenti al Partido Revolucionario Istitucional hanno attaccato con armi da fuoco le barricate erette da settimane dalla popolazione locale, che ha cercato di difendersi. Nei pressi di una di queste barricate a Santa Lucia del Camino è stato colpito e ucciso Brad Will, attivista di Indymedia New York.

Nel pomeriggio dello stesso venerdi 27 ottobre camioncini e motociclette della Polizia Ministeriale, con agenti in abiti civili, hanno scorrazzato per la città aprendo il fuoco su altre barricate, ferendo una ventina di persone uccidendo il docente Emilio Alonso Fabián, della delegazione dei Loxicha, ed il cittadino Esteba Ruiz. La giornata era cominciata con la convocazione di uno sciopero generale e del blocco delle attività commerciali e delle carretreras per rivendicare ancora, dopo mesi di lotta, il diritto a cacciare dalla poltrona di governatore dello stato di Oaxaca Ulises Ruiz, che l'Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca ritiene responsabile di violenze, omicidi e carcerazioni arbitrarie, oltre che il primo fautore della repressione dei movimenti popolari della zona.

E' chiaro il tentativo di alzare il livello di scontro sociale in città, con agenti di polizia e membri di partiti politici direttamente impegnati nell'aprire il fuoco contro la gente che presidiava le barricate. Il percorso di lotta vissuto a Oaxaca, con il fronte dei maestri della città in prima linea, resta incredibile, essendo passato per l'occupazione dell'intera città da parte delle organizzazioni popolari che hanno affrontato nelle scorse settimane allarmi rossi che prevedevano sgomberi imminenti da parte di militari e sopportato il peso di una marcia che è arrivata fino alla capitale Città del Messico, oltre alla sequenza di azioni repressive e di morti

da indymedia

http://italy.indymedia.org/

http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=1451

http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=1453

http://chiapas.indymedia.org/

http://www.asambleapopulardeoaxaca.com/


Dalla Sexta declaración de la Selva Lacandona

 "Non possiamo vedere tutto quello che succede nel nostro pianeta e starcene zitti".

 "Vogliamo dire a tutti quelli che resistono e lottano a modo loro nei loro paesi che non sono soli, che noi zapatisti, anche se siamo molto piccoli, li appoggiamo".

 "Quello che vogliamo fare è un accordo con persone e organizzazioni di sinistra, perché pensiamo che solo nella sinistra politica c'è l'idea di resistere alla globalizzazione neoliberale e di instaurare giustizia, democrazia e libertà per tutti".

 "L'Ezln conferma il suo impegno di mantenere il cessate il fuoco e non sferrerà alcun attacco contro le forze governative. L'Ezln mantiene ancora il suo impegno di insistere nella via della lotta politica con questa iniziativa pacifica che prendiamo ora".

 "Quello che andiamo a fare in Messico e nel mondo, lo andiamo a fare senza armi, con un movimento civile e pacifico e senza trascurare l'appoggio alle nostre comunità".

 "In Messico, continueremo a lottare per i popoli indigeni, però non solo per loro né solo con loro, ma per e con tutti gli sfruttati e i diseredati del Messico, compresi quelli che hanno dovuto andarsene negli Stati Uniti a cercare lavoro".

 "Costruire da sotto e per quelli di sotto un'alternativa alla distruzione neoliberale, un'alternativa di sinistra per il Messico."

 "Andiamo a cercare, da La Realidad a Tijuana, chi vuole organizzarsi e lottare. Vogliamo democrazia, libertà, giustizia. Vogliamo un'altra politica, un programma di sinistra, una nuova Costituzione".

Subcomandante Marcos