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SUICIDI NELLE REGIONI RURALI
DELL’INDIA
I SUICIDI DEI CONTADINI INDIANI TESTIMONIANO LA VIOLENZA DEL SISTEMA
ECONOMICO MONDIALE
(da Associazione SUM – www.associazionesum.it )
Da molti anni nell’India rurale si verificano casi di suicidio. Dagli ultimi
mesi del 2000 i suicidi dei contadini sono diventati più frequenti ed hanno
continuato ad aumentare al punto che le autorità locali non hanno potuto più
ignorare questi gravissimi fatti e fingere di non sapere. Anche la stampa
indiana ha iniziato a darne notizia. I suicidi dei contadini sono la diretta
conseguenza dell’introduzione in India di sementi ibride di piante
alimentari che hanno sostituito nelle coltivazioni molte varietà originarie
locali.
Una massiccia campagna condotta dalle ditte produttrici di sementi, con
l’aiuto e la complicità della FAO e dei governi locali, ha presentato i semi
ibridi come un rimedio contro la povertà, mentre il loro vero intento era
quello di aprirsi un nuovo mercato per i prodotti chimici destinati
all’agricoltura.
La cosiddetta “Rivoluzione Verde” ha rovinato la vita di milioni di
contadini nel Sud del mondo. La coltivazione dei semi ibridi richiede
infatti un investimento di denaro che i piccoli coltivatori del Sud del
mondo, privi di qualsiasi capitale da investire, possono sostenere solo
caricandosi di un pesante fardello di debiti. Chiedono prestiti a banche ed
usurai ipotecando la loro terra. Spesso sono gli stessi rappresentanti delle
ditte produttrici di sementi, concimi, erbicidi e pesticidi chimici che
concedono prestiti ai contadini, esigendo interessi altissimi.
A causa della diffusione dei semi ibridi, parecchie migliaia di varietà
vegetali sono già scomparse in India. La diversificazione delle varietà e la
rotazione delle colture sono state sostituite con le monocolture che sono
facilmente attaccabili da parassiti e malattie. La coltivazione di varietà
diverse offre invece un’ottima protezione nei confronti di parassiti,
malattie e condizioni climatiche che colpiscono solo alcune varietà.
Dall’altra parte la coltivazione delle varietà ad alta resa esaurisce
rapidamente i micronutrienti del terreno e i concimi chimici, non solo non
riescono a compensare l’impoverimento del suolo che dà raccolti sempre più
scarsi, ma avvelenano anche il terreno e le falde acquifere.
Inoltre l’impegno massiccio di pesticidi chimici, di cui, in India, più del
50% sono vaporizzati sui campi di cotone, ha conseguenze mortali sulle
colture e sui coltivatori. Secondo Devinder Sharma, esperto di politica
alimentare e commerciale, residente a Delhi, più di 10.000 agricoltori
produttori di cotone sono morti in seguito all’introduzione dei pesticidi di
quarta generazione, i “piretroidi cintetici”.
Infine la fluttuazione dei prezzi dei prodotti locali, dovuta all’apertura
del mercato nazionale a prodotti di importazione a basso costo, rende ancora
più difficile la situazione economica dei piccoli coltivatori. Ripagare i
debiti diventa per loro impossibile e sono per questo costretti a cedere
all’usuraio la terra ipotecata, l’unica loro fonte di sostentamento. Questa
situazione, già drammatica, si è aggravata con l’introduzione in India delle
sementi transgeniche.
I SEMI TRANSGENICI NON RISOLVONO IL PROBLEMA DELLA FAME NEL MONDO, ANZI LO
AGGRAVANO
Le multinazionali biotecnologiche sostengono che gli ogm sono necessari per
nutrire la crescente popolazione mondiale. In realtà non c’è mancanza di
cibo nel mondo – c’è fame, sì – ma non c’è mancanza di cibo nel mondo. Il
mondo ha abbastanza cibo per 8 miliardi di persone, mentre in questo preciso
momento ci sono 6 miliardi di persone nel mondo, c’è abbastanza cibo per
altri due miliardi di persone. La biotecnologia non è una risposta alla fame
nel mondo.
La ragione dei suicidi dei contadini in India è principalmente l’immissione
clandestina delle varietà transgeniche, in particolare del cotone Bt. Dei
più di 15.000 suicidi di contadini, almeno il 90% sono di contadini che
coltivano il cotone. In India le varietà transgeniche di cotone Bt sono
state immesse sul mercato prima che il governo desse il permesso formale,
senza informare i contadini che era cotone transgenico. Ai contadini si è
detto che erano semplici varietà ad alta resa e sono state vendute in tutti
i tipi di condizioni climatiche. In breve tempo i parassiti sono diventati
resistenti al pesticida presente nella pianta e in molti luoghi i contadini,
pur avendo usato i pesticidi chimici cinquanta volte per uccidere i
parassiti, non sono riusciti a salvare il raccolto. Già il fatto di usare i
pesticidi cinquanta volte è stato un fardello economico molto pesante per
loro, la perdita del raccolto ha aggravato ulteriormente la loro situazione
con il risultato che i debiti sono aumentati e, non sapendo come uscire dai
debiti, hanno trovato una facile via d’uscita nel suicidio.
Nella maggior parte dei casi di suicidi, il modo più facile per loro è stato
bere lo stesso pesticida con il quale avevano cercato, invano, di salvare i
loro raccolti.
Prof. M.D. Nanjundaswamy.
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