Sommario
 

ATTRAVERSAMENTI 2006

SPAZIO DI LIBERA PUBBLICAZIONE


 


 

La differenza farà la differenza?

La speranza di un coglione!

 

Nell’edizione del Festival di S. Remo del 1997, “Fiumi di parole” fu uno dei brani offerti in pasto al popolo della città dei fiori…

Al “termine” di una lunga, tormentata e schizofrenica campagna elettorale (iniziata due anni fa e, a scrutinio “concluso”, ancora in corso) la canzone proposta dai Jalisse nello scorso millennio potrebbe addirittura diventare la nuova “canzone popolare”.

Senza alcun dubbio, la creatura è venuta al mondo in maniera a dir poco rocambolesca; dalle rosee proiezioni pomeridiane di lunedì 10 aprile al determinante contributo degli italiani all’estero, giunto a circa 24 ore dalla chiusura delle urne. Mi è parso di assistere alle vicende di un neonato pretermine in ottima salute che, dopo i primi respiri, rischia di mutare in aborto per poi riproporsi come nascituro post termine un pelo sotto il normopeso!

Dopo l’uragano, quando il vento cala e si trasforma in un soffio che restituisce alla vista i contorni…provo a fare un personale punto della situazione. 

Proverei in primo luogo a distinguere gli obiettivi dalle aspettative riconoscendo che, seppur il principale degli obiettivi pare sia stato raggiunto (il nano sta scendendo giù dai trampoli), sono almeno due le aspettative naufragate dell’ettorato che può confessare da che parte sta senza vergognarsi:

1.     l’era del caimano non si è conclusa,

2.     l’ostentata e certa vittoria schiacciante dell’unione non è arrivata. 

…provo a procedere rispettando l’ordine!  

1. l’era del caimano non si è conclusa.

Ahimè, circa un quarto dell’elettorato, affidandosi alle cure del cavaliere, dice al mondo intero che il “partito” di pinocchio, il discount dell’etica, della legalità e della politica, quello delle bandiere tricolori, del tifo da stadio, degli show televisivi, detiene ancora un primato:  

PRIMO PARTITO POLITICO D’ITALIA…

Rigoroso il minuto di raccoglimento per rabbrividire! 

Come può non nascere la voglia di comprendere quale sia la sostanza degli abitanti del paese dei balocchi?

Qualche tempo fa, viaggiava sul web una delle tante barzellette riferita appunto alle qualità che dio instillò a tutti gli abitanti della terra, nazione per nazione.

Pare che S. Pietro si accorse di un’iniqua ripartizione delle doti, in effetti, mentre ogni nazione era stata dotata di due peculiarità, gli italiani ne avevano ricevute tre (onestà, intelligenza ed appartenenza “pollitica” a f.i.)!

“Mio Dio”, asserì dio trovandosi di fronte a se stesso, “ho fatto un errore, devo porre subito rimedio”, e così fece. Per sua espressa volontà, da allora in poi nessuno può detenere tutte e tre le caratteristiche… 

Esemplifichiamo mostrando le tre variabili:

a)     Sei intelligente e di f.i? Allora non puoi essere onesto!

b)    Sei onesto e di f.i.? Allora non puoi essere intelligente!

c)     Sei intelligente ed onesto? Allora non puoi essere di f.i.! 

In definitiva, invertendo i fattori: stupido, disonesto (qui la categoria è ben assortita, si va dai capitalisti agli stallieri di Arcore), privo di coscienza politica, tubo catodico dipendente, tifoso, figlio e dipendente del “padrone”, opportunista e via di seguito, sono in sostanza una parte delle variabili riscontrabili nei seguaci di pinocchio.

Chiaramente, non tutti detengono tutto… alcuni si distinguono per una o più caratteristiche, mentre altri sfiorano l’assoluto. Parlo per esperienza empirica, giuro. E’ di qualche giorno fa l’affermazione di un mio collega sostenitore di alleanza nazionale: “Per me possono andare anche Pippo, Pluto e Paperino al governo, basta che fanno le cose giuste”.  

Scherzi e numeri a parte, la vera tragedia e che, quasi per il 50%, siamo fatti così! E l’altro 50 % che fa? Dov’è? Qui passiamo al  secondo punto in questione. 

2. La quasi certa vittoria schiacciante dell’unione non è arrivata.

Chi non si è chiesto dove fosse finito, a distanza di un anno dall’ultimo suffragio, quell’inaspettato e largo consenso che sorprese il centro sinistra assegnandogli 11 regioni su 13? Cosa ne è stato di quell’85% di elettori che si espresse in tal maniera? 

A parere di chi scrive, le ipotesi sono almeno 3 e contengono numerose e possibili ragioni: 

2.1. consenso dissipato nel tempo dal centro sinistra

2.1.1    campagna elettorale

E’ possibile che la modalità con cui l’unione ha condotto la campagna elettorale sia stata tale da perdere consensi per strada? A qualcuno, me compreso, è parso che vi sia stato un certo grado di inadeguatezza nell’oscillare tra il vittimismo e l’incapacità di esigere un resoconto (in nome del paese) concreto di quanto realizzato dalla cdl nel corso del quinquennio 2001-2005, piuttosto che lasciarsi interrogare da un governo (nelle vesti paradossali dell’oppositore) che chiedeva continue e meticolose spiegazioni sul programma futuro di un eventuale centro sinistra vittorioso.

2.1.2 coalizione eterogenea

Anche se le telecamere di Ballarò ci hanno graziato, la stampa (non solo quella di pinocchio) ha offerto la cronaca dei “calci” che si sono scambiati Bertinotti e Bonino…per non parlare del dissenso, tra il verbale ed il non verbale (porta a porta 11/04/06), tra Angius, Bertinotti e Pecoraio Scanio. E’ possibile che una coalizione decisamente eterogenea abbia trasmesso un senso di scarsa credibilità? In questo blocco, un po’ forzato, una parte dell’elettorato ha forse scorto solo l’obiettivo di sconfiggere il re della menzogna senza riconoscere al movimento una proposizione positiva in sé? Come dire, corriamo il rischio di reagire piuttosto che agire!  

2. ammonimento indirizzato al governo

E’ possibile che quello che interpretammo come un consenso (regionali 2005) fu in realtà un deterrente per “l’uso criminoso” che il governo fece del potere conferitogli dalle elezioni del 2005? Forse lo scopo dell’elettorato di allora fu solo quello di ammonire il governo, affinché portasse rapidamente a compimento le promesse dichiarate nel “contratto con gli italiani” nei termini e tempi previsti? Tenuta salda questa ipotesi, se ne deduce che l’elettorato (almeno il 49,7%) ha ritenuto che l’impegno sia stato rispettato. In altri termini, quelle che ad alcuni sono apparse come magre figure sulla scena mondiale (guerra preventiva, incidente diplomatico con Germania, Cina, rinvii a giudizio, leggi, decreti ed emendamenti ad uso personale, nonchè processi conclusisi grazie alla “facoltà di non rispondere”), sono apparsi ad altri come espressioni di forza e potere.  

3. andarono a votare solo quelli di sinistra

Per dovere di cronaca, questa è l’idea di molti dei miei colleghi…saranno pochi, ma in tempi di differenze esigue possono acquisire un peso quantomeno degno di nota. 

Ove mai fosse possibile giungere a delle conclusioni, io aggiungerei solo due parole destinate alla speranza.  

Auguriamoci vivamente che la tanto contestata esigua differenza sia capace di dimostrare che in realtà la differenza c’è e non è poi così minima.

Speriamo che il governo del Professore possa restituire al paese la sua natura, affermando che l’Italia non è “un’azienda”, rispettando le priorità economiche, sociali e culturali del popolo affidatogli dalla democrazia.  

Lavoro, scuola, sanità, politica estera, monopoli mediatici, legalità e ambiente sono questioni non differibili.  

Di converso, se il prossimo governo si limiterà solo ad un aspro e dannoso conflitto sui “conflitti d’interesse” (tema che va comunque affrontato una volta per tutte), prepariamoci a scendere nuovamente in piazza per affermare lo spessore etico, politico e sociale che caratterizza da sempre il movimento.

 

Con estrema speranza, mariano

 

 Se vuoi scrivere sullo stesso argomento scrivi qui

COMMENTI: