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NEWS 2006
 

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Venti anni dopo il disastro nucleare di Chernobyl mezzo milione i morti
La salute dopo l'esplosione

Ti ricordi Cernobyl? 26 aprile 1986 - 26 aprile 2006

 

Venti anni dopo il disastro nucleare di Chernobyl
mezzo milione i morti

Lo riferisce il quotidiano britannico The Guardian. Le nuove stime contrastano vistosamente con quelle molto più modeste dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), le quali prevedevano un massimo di 4.000 persone morte per gli effetti del disastro.

Fonte: Http://www.swissinfo.org/sit/swissinfo.html?siteSect=143&sid=6577681&cKey=1143306083000

Nei 20 anni trascorsi dalla catastrofe nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986, almeno mezzo milione di persone sono morte per le conseguenze della nube radioattiva che contaminò larga parte dell'Europa e altre 30.000 moriranno nei prossimi anni. A questa conclusione sono giunti alcuni ricercatori analizzando più di cinquanta studi scientifici, secondo quanto riferisce oggi il quotidiano britannico The Guardian.

Le conseguenze peggiori l'ha ovviamente patite l'Ucraina (Chernobyl è 120 chilometri a nord di Kiev). "Siamo pieni di casi di cancri alla tiroide, leucemie e mutazioni genetiche non registrati nei dati dell'Oms e che erano praticamente sconosciuti 20 anni fa", ha detto al Guardian Eugenia Stepanova, del centro scientifico del governo ucraino.

"Studi mostrano che 34.499 persone che presero parte alla ripulitura di Chernobyl sono morte di cancro dopo la catastrofe", ha affermato da parte sua Nikolai Omelyanetes, vice capo della commissione nazionale per la protezione dalle radiazioni ucraina, secondo il quale inoltre il tasso di mortalità infantile è aumentato fra il 20 e il 30%.

Il Guardian non riporta i nomi dei ricercatori che hanno rianalizzato i cinquanta studi scientifici già pubblicati su Chernobyl, limitandosi a dire che hanno lavorato su incarico di gruppi del parlamento europeo, di Greenpeace e fondazioni mediche in Gran Bretagna, Germania, Ucraina e Scandinavia.

Alcuni giorni fa era stato reso noto uno studio sui tassi di mortalità infantile nel Regno Unito condotto dall'epidemiologo John Urquhart secondo il quale la pioggia radioattiva che si abbatté su certe aree della Gran Bretagna dopo il disastro di Chernobyl e fino al 1989 aveva causato un aumento del 10% dei decessi dei neonati.

SDA-ATS

http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_15749.html

 

 

LA SALUTE DOPO L’ESPLOSIONE

E' stato stimato che il rilascio di radioattività dal reattore numero 4 di Chernobyl sia stato circa 200 volte superiore alle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki messe insieme (fonte Greenpeace). Trentuno morti subito in seguito all’incidente, centinaia di altri (in gran parte "liquidatori", ovvero le persone inviate sul luogo per “tamponare” il disastro) ricoverati in ospedale con i classici sintomi di malattia da radiazione; cinque milioni di persone, sparse sui territori delle Bielorussia, dell’Ucraina e della Federazione russa, esposte al fallout radioattivo, costituito soprattutto dagli isotopi di iodio e cesio: sono le cifre dell’immediato dopo esplosione. A tutto ciò si aggiungono le migliaia di bambini che, dopo anni, sono stati colpiti da tumori della tiroide dovuti al contatto con lo iodio radioattivo, per non parlare delle ricadute a livello psicologico che tutta la popolazione coinvolta sta ancora scontando.

(Sesto Potere) 

http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=200&Rid=79966

Ti ricordi Cernobyl?

26 aprile 1986 - 26 aprile 2006

Alle 1.23 due esplosioni successive nel quarto reattore della centrale di Cernobyl in Ucraina causarono la fuoriuscita di 20 milioni di Curie di materiale radioattivo con una attività di 11 miliardi di miliardi di Bequerel: una quantità enorme di radioattività, 30 miliardi di volte superiore a quella massima usata per trattare certe forme di tumore.

La notizia dell'incidente viene data per la prima volta solo due giorni dopo dalla stampa svedese: ci vorranno 68 ore per far sapere ai cittadini sovietici che il quarto blocco della centrale atomica di Cernobyl era esploso. Ma le autorità sovietiche continueranno anche in seguito a ridimensionare quello che sarà ricordato come il più grande disastro nucleare della storia civile.

A provocare il disastro, una micidiale miscela di tecnologia niente affatto sicura, sopravvalutazione delle capacità di controllo e errori umani che hanno determinato l'evento che ha cambiato, per certi aspetti, il corso della storia nucleare, ma soprattutto ha stravolto l'esistenza di migliaia e migliaia di persone, che saranno costrette a convivere con questa eredità per generazioni e generazioni.

Anche la cattiva gestione dell'emergenza sia da parte degli operatori che delle autorità locali ha reso maggiori i danni causati dall'esplosione: la popolazione di Pripjat la città a pochi chilometri della centrale avvolta dalla nube radioattiva venne allontana solo due giorni dopo l'esplosione dalle proprie case, dove non farà più ritorno.

Le conseguenze sulla salute

Le sostanze fuoriuscite dallo scoppio del reattore hanno causato e causano tuttora gravi effetti sanitari. I principali problemi si sono riscontrati a carico della tiroide, l'organo che concentra lo iodio al suo interno per produrre ormoni tiroidei, per l'elevata presenza nei giorni successivi all'incidente di Iodio radioattivo. Sono 1.800 i tumori alla tiroide accertati nei bambini che avevano da 0 a sei anni l'anno dell'espolosione di Cernobyl, tumore assai raro prima nella popolazione. Ma oltre ai tumori sono aumentate tutte le patologie a carico della tiroide sia nei bambini che negli adulti.

A fianco a queste patologie direttamente correlabili senza ombra di dubbio con l'emissione di Iodio radioattivo, si è sviluppata nella popolazione che continua ad essere esposta ad elevati livelli di radioattività presente nel terreno, nell'acqua e negli alimenti, una maggiore tendenza alle patologie più diverse, per un diffuso abbassamento delle difese immunitarie.

Inoltre è emerso con chiarezza un complesso di fattori psicologici, denominato la "sindrome di Cernobyl" che si manifesta con depressione, stati d'ansia e disperazione che conducono alla perdita di speranza per il futuro.

Un anno dopo...

Nel 1987 L'Italia, unico fra i Paesi occidentali, con un referendum ha deciso di uscire dal nucleare.

Grazie agli sforzi di molti uomini di scienza e all'attività svolta dalle associazioni ambientaliste come Legambiente, la volontà dei cittadini è stata fatta rispettare.

Anche se le cose da fare sono ancora molte: le centrali nucleari dimesse devono ancora essere smantellate, le scorie radioattive devono ancora trovare un sito dove essere messe in sicurezza:nel nostro Paese sono infatti ancora presenti quattro centrali nucleari da smantellare e cinque siti di raccolta e di stoccaggio di rifiuti radioattivi, che costituiscono un elevato potenziale di pericolo che non è più possibile sottovalutare.

Bisogna mantenere alta la soglia di attenzione e continuare a lottare perché il nucleare venga abbandonato anche dal resto d'Europa e del Mondo.

14 anni dopo...

Nonostante nel 2000 la centrale di Cernobyl sia stata chiusa definitivamente, la minaccia che essa rappresenta non è ancora cessata: il "sarcofago" di cemento costruito attorno al reattore in seguito all'esplosione, creato per arginare eventuali fuoriuscite di materiale radioattivo ha sulla sua superficie 1000 mq di crepe e buchi, dai quali fuoriescono polveri, acqua e gas radioattivi, perché nel nocciolo la reazione nucleare è ancora attiva.

18 anni dopo...

Alcuni degli incidenti verificatisi nel corso di questi anni, come quello di Tokaimura, (Giappone, 1999) e di Mihama (Giappone, 2004) ci dimostrano che il pericolo del nucleare non è stato scongiurato e che l'energia così ricavata non è affatto un'energia sicura.

20 anni dopo...

Per questo bisogna investire di più sulla ricerca di fonti energetiche alternative, sostenibili e meno pericolose per la salute dell'uomo e dell'ambiente: da questo punto di vista il nostro paese si trova ad oggi ancora in un ritardo gravissimo.

Serve ora più che mai una politica internazionale per l'uscita definitiva dal nucleare, sia civile che militare: dobbiamo chiedere con forza che la decisione dei cittadini italiani di vivere lontani da fonti di potenziale inquinamento radioattivo venga rispettata sino in fondo.

E' per questo che chiediamo il tuo aiuto.

Per non dimenticare

Un contributo, anche minimo, ci permetterà di: continuare a portare avanti la nostra sfida a favore dell'energia pulita

aiutare coloro che subiscono ancora gli effetti del disastro di Cernobyl attraverso progetti di cooperazione con le comunità dell'area contaminata  ospitare i bambini per soggiorni estivi in aree salubri inviare aiuti sanitari

Le iniziative di Legambiente per il ventennale di Cernobyl

Tre pubblicazioni che raccontano con parole e immagini la lunga notte dell'incidente di Cernobyl, le conseguenze e lo stato di fatto della centrale, passando per vent'anni di attività di cooperazione con i paesi maggiormente colpiti, e approdando agli scenari energetici attuali, le sfide di Kyoto e le possibilità per il futuro.

Per maggiori informazioni: cernobyl@festambiente.it

video/documentario realizzato dal regista Andrea Bocca inizia con le immagini dell'incidente al reattore e passando per le storie di vita vissuta, approda a scenari futuri in cui non c'è posto per l'energia nucleare, ma per quella pulita data dal sole, dal vento e dall'idrogeno. Per maggiori informazioni: cernobyl@festambiente.it

Due mostre realizzate utilizzando le immagini scelte per i libri fotografici.

Monitoraggio in Bielorussia: verrà realizzato insieme a ARPA Emilia Romagna che mette a disposizione tecnici, tecnologie e analisi. Il monitoraggio sarà effettuato sulla situazione radiometrica dell'ambiente e della popolazione in due aree criticamente contaminate della Bielorussia: le Provincie di Khoiniki e di Braghin, della regione di Gomel.

Convegno Internazionale Legambiente e Greenpeace a Roma, il 19 aprile.

Manifestazione a Chernobyl: per il 26 aprile è prevista una delegazione che andrà in Ucraina, per manifestare di fronte alla centrale di Cernobyl.

Reportage Cernobyl L'atomo e la Vanga. La scienza e la terra. Piece di Roberta Biagiarelli realizzata sul testo "Preghiera per Cernobyl" della scrittrice-giornalista bielorussa Svetlana Alexsievic.

Per ulteriori informazioni su Cernobyl:

http://www.solidarietalegambiente.org

http://www.progettohumus.it

http://www.chernobyl.it

http://www.legambiente.com/documenti/2006/0328_cernobyl/index.php