Sommario
 

NEWS 2006
 

Notizie, fatti, racconti, idee...
 


 

Proposta per una campagna mondiale
su “Diritto alla salute e all’ambiente”
lanciata dal Movimento dei popoli per la salute(PHM).

 

Il contesto 

  1. C’è urgente necessità di cambiare il modo con cui viene generalmente affrontato il tema della salute. Occorre riaffermare il valore universale del  diritto alla salute e all’assistenza con lo scopo di ottenere sistemi sanitari più equi sia nelle nazioni in via di sviluppo che in quelle sviluppate.
     
  1. Il PHM intende lanciare una iniziativa globale sul “Diritto alla Salute” con particolare attenzione alla difesa e all’attivazione del “Diritto all’assistenza”.
     
  1. Esistono molte forze politiche e sociali che indagano sulle violazioni dei diritti umani; Questa campagna cerca di stabilire quali misure addizionali possono essere prese ORA. La nostra comprensione delle violazioni dei diritti umani poggia sulla conoscenza di più ampie ineguaglianze determinate dal potere politico e sociale. La conoscenza comporta doveri-perciò questa campagna.
     
  1. La povertà è il maggior killer mondiale. Non è sufficiente migliorare la situazione dei poveri all’interno delle situazioni sociali esistenti. Devono cambiare le strutture, non soltanto gli individui, se vogliamo assicurare il Diritto alla salute di tutti gli emarginati del mondo.
     
  1. I diritti si realizzano cambiando le relazioni di potere oggi prevalenti. I diritti non possono progredire se non attraverso gli sforzi organizzati dello Stato e della società civile.
     
  1. La salute pubblica presuppone la conquista della giustizia sociale e dell’equità; questa è la sfida centrale per il suo futuro. La campagna proposta dal PHM cerca di ottenere le trasformazioni sociali indispensabili per risolvere le iniquità nel campo della salute.
         

La giustificazione 

  1. Bisogna lanciare un processo globale di mobilitazione per dare attuazione, in ogni paese, al “Commento generale 14” adottato da circa 150 nazioni nel corso del convegno sui Diritti Economici, Sociali e Culturali. Il Commento, adottato nell’anno 2000 chiarisce il concetto di Diritto alla Salute definendone i contenuti, i metodi di intervento, le violazioni e suggerisce i metodi per monitorarne l’effettiva applicazione. Il Commento Generale 14 è il documento più autorevole di interpretazione delle leggi internazionali relative al diritto alla salute.

         http://www.unhchr.ch/tbs/doc.nsf/(Symbol)/E.C.12.2000.4En?OpenDocument

 

8.     Perché è necessaria una campagna GLOBALE sul diritto alla salute?

 

             Il modo con cui il modello neoliberale sta ristrutturando il mondo introduce molte cose sbagliate. Non esiste alcun controllo, né a livello globale né a livello nazionale. E’ in questo contesto che si va sempre più affermando il bisogno di una iniziativa globale per esaminare le problematiche relative ai sistemi sanitari in riferimento ai diritti umani. Cosa comporta tutto ciò? 

a.  Le politiche neoliberali tagliano gli introiti statali per il finanziamento del welfare cosicché i governi sono nell’impossibilità di finanziare i sistemi di sicurezza sociale. Ricostruire meccanismi di effettiva redistribuzione delle risorse è possibile soltanto attraverso l’impegno globale coordinato; perciò c’è bisogno di questa Campagna. 

b.  Abbiamo bisogno di stabilire norme universali che riguardino i livelli di assistenza basilari che debbono essere assicurati dai sistemi sanitari. Inoltre, la distribuzione dei lavoratori della sanità deve essere basata sui bisogni piuttosto che sulla possibilità dei paesi più ricchi di pagare le risorse umane meglio dei paesi più poveri. 

c.  C’è infine bisogno di confutare l’opinione generale corrente sul “Sistema sanitario come merce” e sulla “rete di sicurezza per quelli che restano fuori dai benefici”, che favorisce la crescente commercializzazione dei servizi sanitari e la ritirata dei governi dal campo dei servizi sanitari. Abbiamo bisogno di imporre l’opinione che “ L’assistenza Sanitaria è un diritto umano”.

 

Una campagna focalizzata sul diritto all’assistenza

        9.    PHM lotta per tutti gli aspetti del diritto alla salute e ne chiede il rispetto 

   10. Questo diritto comprende sia il Diritto ai determinanti della salute come l’acqua, la                sicurezza alimentare, la casa, l’igiene, l’educazione, un ambiente di vita e di lavoro sano, ecc. sia il Diritto all’assistenza (all’intero spettro dei servizi preventivi, curativi e riabilitativi e ad attività selezionate di promozione ed educazione alla salute). 

   11. Naturalmente, il movimento globale sulla salute ha un ruolo importante da realizzare in   ambedue i componenti del diritto alla salute sopra menzionati. In pratica, tuttavia, vengono indicati due tipi di impegni per il movimento: 

   Affrontare il problema dei determinanti della salute 

  12.   Appoggiare le campagne sull’acqua, la sicurezza alimentare, la casa, ecc. Esistono già molte iniziative per la difesa e l’affermazione di questi diritti. Questo documento indica la necessità per gli attivisti del PHM di sostenere queste iniziative ma non necessariamente di assumersi responsabilità primarie o di leadership in questo campo. 

  13.  Il ruolo specifico che deve essere assunto dagli attivisti PHM è quello di documentare le violazioni dei diritti alla salute e dei suoi determinanti. Argomentazioni legate alla salute possono infatti rafforzare significativamente le richieste volte ad ottenere tali determinanti. 

     Rafforzare il diritto all’assistenza 

 14.  Questo è un compito per il quale il movimento globale per la salute ha l’inequivocabile responsabilità di prendere la guida. Suggeriamo la seguente strategia per i militanti PHM: 

15.     per quanto riguarda il rafforzamento del diritto ai determinanti della salute i circoli nazionali del PHM cercheranno di accrescere il loro convincimento nelle diverse iniziative all’interno del loro paese o della loro regione. Il PHM può anche collaborare al lancio di campagne internazionali su alcune iniziative (per esempio il diritto all’acqua). Tuttavia non è strategicamente possibile che il PHM lanci una singola campagna che riguardi, su scala complessiva, tutti i determinanti della salute. 

16.     Suggeriamo di lanciare una campagna su diritto alla salute e all’assistenza. Su questa questione il PHM ha una responsabilità primaria. Tuttavia, nel corso di questa campagna, dobbiamo documentare la violazione dei diritti umani non soltanto nella sfera dell’assistenza; dobbiamo denunciare ogni violazione del diritto alla salute che coinvolga i differenti determinanti. 

17.     Queste due attività saranno ricongiunte come parti dell’approccio globale al diritto alla salute. Questa strategia differenziata non riflette alcun giudizio sulla importanza relativa dell’assistenza e dei sottostanti e basilari determinanti della salute dei popoli: è piuttosto una questione che riguarda le scelte della nostra azione concreta.

 Qual’è il valore aggiunto di questa strategia?

 18.     Una campagna sul diritto alla salute ha in sé una grande potenzialità di mobilitazione sociale; i diritti umani sono sostenuti dalla legislazione internazionale; l’approccio “diritto alla salute” richiede che coloro che prendono le decisioni si assumano le loro responsabilità; i diritti umani non possono che essere universali e indivisibili; l’approccio “diritti umani” è focalizzato su processi che conducono a risultati concreti. 

Che cosa implica il diritto alla salute? 

19.     In ogni processo di sviluppo esistono due attori principali: chi è portatore di diritti e chi di doveri. Quando uno Stato non rispetta i diritti umani, coloro che detengono i diritti devono pretenderli da chi nel governo ha il dovere di assicurarli. 

20.     Agli emarginati vengono negati i diritti umani, in parte perché essi non hanno la forza e la capacità di pretenderli; i diritti umani vengono violati anche perché chi deve garantirli non ha la capacità, o la volontà, di compiere fino in fondo il suo dovere. 

21.     Una campagna che si basi sui diritti umani, deve perfezionare due tipi di analisi: a) l’analisi della situazione attraverso la quale si stabiliscono le cause dei problemi e le si pongono in ordine gerarchico, come cause immediate, sottostanti e basilari (i determinanti), e b) l’analisi delle possibilità con le quali si comprende chi sono, individui o istituzioni, che hanno il dovere di fare qualcosa sulle cause di cui sopra e li si richiama a compiere il loro dovere, sia per gli obblighi che hanno assunto nel loro paese, sia come sottoscrittori della Carta del Diritti Umani delle Nazioni Unite. 

22.     Questi due tipi di analisi devono essere condotte assieme alle comunità e agli utilizzatori dei sevizi sociali, cosicché le dilazioni dei diritti umani possano essere esaminate congiuntamente e ci si possa confrontare con i responsabili affinché facciano qualcosa per risolvere i problemi identificati. 

23.     Il principale obiettivo del PHM non è quello di elaborare politiche sanitarie che favoriscano i poveri… Noi vogliamo politiche che riducano significativamente la povertà e che verifichino realmente i determinanti sociali e la iniqua distribuzione delle risorse, così come pretendiamo la fine delle esistenti violazioni del diritto alla salute. La campagna permette di far avanzare l’agenda politica del PHM, che lotta per l’equità e per cambiamenti reali che garantiscano il diritto ai determinanti sociali, economici e politici della salute. 

24.     Non dobbiamo più elemosinare i cambiamenti; dobbiamo pretenderli sulla base delle leggi internazionali esistenti, che sono vigenti in molti dei paesi nei quali lavoriamo. Disseminare questo concetto significa per sé stesso dar forza al movimento ed è parte di questa campagna. 

25.     Dobbiamo superare la cultura del silenzio e dell’apatia sulla questione di diritti umani e alla salute, che tutti noi sappiamo essere violati. Questo perché i diritti umani alla salute non saranno mai regalati ai poveri, agli emarginati, ai discriminati e agli “indigeni”. Ripetiamo: i diritti non sono mai un regalo bisogna lottare per ottenerli! E’ questo ciò che la nostra campagna per il diritto alla salute tenta di fare. 

Obiettivo su cui focalizzare la campagna 

26.     Non c’è bisogno di ripetere che nella campagna debbono interconnettersi differenti, specifici aspetti del diritto, come il diritto all’assistenza delle donne e dei bambini, il diritto alla salute mentale, il diritto all’assistenza delle persone affette da AIDS, i diritti alla salute dei lavoratori, i diritti ai farmaci essenziali, ecc. Le diverse branche del movimento per la salute globale dovranno così riunirsi in una grande coalizione che promuova il sistema sanitario pubblico allo scopo di affermare l’accesso universale alle cure. 

27.     PHM vuole documentare le violazioni, in modo da poter richiedere con forza cambiamenti in chiave di accesso ai determinanti della salute. Vuole anche agire contro e denunciare le politiche recenti che stanno avendo un impatto negativo sul diritto alla salute (cioè la privatizzazione dei servizi, l’indebolimento dei sistemi ad accesso universale, i programmi di tipo verticale che frammentano i sistemi sanitari,  il gap 90/10 nei finanziamenti della ricerca, l’ingiusto regime del commercio internazionale – per citarne solo alcuni). 

Possibilità di collaborazione con altre organizzazioni

 28.     Il Relatore delle Nazioni Unite sul diritto alla salute ha già dichiarato il suo interesse verso le proposte di questa campagna globale. Possiamo influenzare con successo l’organizzazione Mondiale della Sanità, che può essere un nostro potenziale collaboratore. PHM è stato tra i principali protagonisti nel lancio della Commissione sui Determinanti Sociali della Salute dell’OMS. Crediamo che la Commissione possa avere un ruolo importante nella lotta per il diritto all’assistenza. Molte nazioni hanno Commissioni per i Diritti Umani o uffici speciali che possono essere coinvolti nel monitoraggio dei diritti umani. I membri del PHM possono coinvolgere anche una parte più grande delle organizzazioni della società civile nella nostra rete, ivi comprese le organizzazioni delle donne, le organizzazioni per il sostegno ai malati di AIDS, i sindacati del settore sanità, movimenti vari. In questo senso la campagna sarà condotta dal PHM e dai suoi partners. 

Percorso per il lancio della campagna

 29.     Per rafforzare la campagna proponiamo una sequenza precisa di attività.

           Fase preparatoria (fino a metà del 2006)

           a - creare consenso all’idea della campagna. Formazione di un gruppo centrale di coordinamento di circa 6-8 organizzazioni che abbiano la volontà di coordinare la campagna globalmente. Questo team farà da riferimento per i vari organizzatori regionali e dirigerà la rete di lavoro internazionale, la raccolta fondi e il lavoro di advocacy della campagna. Per sostenere questo team, bisogna formare una segreteria generale di tre o quattro persone.

           b – identificazione di specifici gruppi ( PHM esistenti o nuovi associati) che vogliano assumersi responsabilità regionali. Se possibile, verrà organizzata almeno un’assemblea consultiva per discutere la campagna in ogni regione. 

          c  –  identificazione di fonti di finanziamento a breve e a lungo termine. 

          d – assicurare la direzione locale della campagna e il coinvolgimento attivo durante tutta la sua durata. 

          e – compilazione di linee guida per la preparazione di rapporti sullo “stato del diritto alla salute” da preparare per ogni regione.

           f  –  contributo alla prossima edizione (2007) del Global Health Watch. 

30.     Questa fase culminerà in una riunione del gruppo di coordinamento nei primi tre mesi del 2006. Nella riunione si farà il punto della situazione e si programmerà la prossima fase della campagna. 

          Seconda fase: documentazione e analisi (ultimi due mesi del 2006)                      

31.     In questa fase verranno preparati i rapporti nazionali, regionali e globali, secondo lo schema seguente: verranno completati rapporti sullo stato del diritto alla salute nelle nazioni di almeno due regioni; nelle altre regioni il lavoro verrà portato allo stadio più avanzato possibile. Le opzioni sono le seguenti: 

          a – Rapporti regionali completi. Essi analizzeranno tutti o la maggior parte degli aspetti dei sistemi sanitari nei paesi della regione e illustreranno lo stato di fatto con esempi e figure, documentando perché e come il Commento Generale 14 non è stato rispettato, cinque anni dopo la sua approvazione (all’interno della cornice della progressiva realizzazione del diritto alla salute). 

          b – Documenti sulle situazioni nazionali. Saranno dettagliati ma non copriranno tutti i componenti del settore salute; saranno basati su informazioni nazionali disponibili e statistiche che mettano in evidenza le maggiori carenze dei sistemi sanitari. 

          c – Supervisioni nazionali. Conterranno solamente la lista delle problematiche principali riguardanti il diritto alla salute (per esempio il budget della sanità, i processi di privatizzazione, l’imposizione di tickets, lo smantellamento di sistemi di sicurezza sociale). 

32.     Il nostro obiettivo è quello di ottenere 40-50 rapporti nazionali, almeno 5 per ciascuna regione. Sarà messo a punto un rapporto sul diritto alla salute in un apposito capitolo del prossimo Global Health Watch. Questo rapporto sarà focalizzato su come le differenti agenzie internazionali e le diverse organizzazioni stanno violando il diritto alla salute, con modalità differenti. Si porrà l’accento su come le nazioni sviluppate debbano contribuire allo sviluppo dei sistemi sanitari nelle regioni più povere e frenare le migrazioni dei professionisti della sanità verso il nord. 

33.     Questa fase culminerà nella programmazione di assemblee regionali sul diritto alla salute nelle sette o otto regioni (ancora da stabilire) del mondo: date, luoghi, possibilità di finanziamento, contenuti e agenzie organizzative saranno identificati e verranno assegnati mandati concreti. Sarà tenuta entro il 2006 una assemblea organizzativa apposita.

 Terza fase.

Assemblee regionali e conseguente fase operativa (dopo l’assemblea dell’OMS 2007)   

 34.     La pianificazione è la seguente:

           a – Assemblee regionali sul diritto alla salute saranno tenute in tutte le regioni del mondo: una assemblea per ognuna delle sette regioni, a due mesi di distanza l’una dall’altra. Saranno indette dal PHM con il coinvolgimento del Relatore sui Diritti Umani dell’ONU e dell’OMS, e la partecipazione di autorità nazionali, comitati sui diritti umani e attivisti delle differenti organizzazioni di volontariato che si occupano di salute e di diritti umani. Saranno presentati e discussi i rapporti sul diritto alla salute di ogni paese. Una simile assemblea sarà sicuramente ampiamente seguita dalla stampa. Verranno presentati piani di azione per affermare il diritto alla salute, che saranno discussi e approvati nella seconda metà delle assemblee. 

          b – Questa serie di assemblee regionali culminerà in una risoluzione finale che sarà proposta per l’adozione, per esempio, all’Assemblea dell’OMS che si terrà a Ginevra nel 2008. Questa risoluzione esporrà un programma per garantire il diritto alla salute, legato a precise scadenze temporali. Esso chiederà ai governi di introdurre nella legislazione nazionale i principi e gli standard del diritto alla salute. Saranno infine proposti meccanismi di monitoraggio e interventi correttivi da introdurre in ogni paese. PHM e le organizzazioni correlate useranno il rapporto come opportunità concreta per attrarre nella rete molte altre organizzazioni, per dialogare con i loro governi e impegnare le NGO e chi si occupa di diritti umani. 

          c – La rielaborazione del Global Health Watch per evidenziare la questione dei diritti umani è prevista per aprile 2007. Saranno inclusi sommari sui rapporti regionali e abstracts sui rapporti nazionali disponibili.

           d – Preparazione di un piano di azione globale sul diritto all’assistenza. Questo documento dovrà dimostrare con argomenti convincenti come possano essere resi disponibili ADESSO servizi di qualità sui livelli essenziali di assistenza, a ogni essere umano sulla faccia della terra, ammesso che siano posti in atto riallocazioni delle risorse secondo determinate priorità. Questo piano globale sarà accompagnato da raccomandazioni pratiche per ogni paese e regione. Esso sarà la base per pianificare una serie di impegni concreti allo scopo di realizzare quanto affermato nella Carta dei Diritti dei Popoli.

           e -  L’Assemblea dell’OMS del 2008 dovrà adottare una dichiarazione sul diritto alla salute per tutti. Il documento verrà preparato con la partecipazione di tutti i paesi, La dichiarazione conterrà specifici obiettivi temporali e i principi base per una riforma, dal basso, dell’intero settore. Lo scopo è quello di coinvolgere effettivamente i diversi paesi, monitorare e rendere operativo il diritto alla salute. Sarà richiesto un cambio di strategia alle agenzie internazionali che lavorano nel campo, affinché si muovano verso un approccio alla questione sanitaria basato sui diritti umani. 

35.     Occorre modificare anche le politiche dell’OMS, naturalmente verso una strategia basata sui diritti umani: una politica che punti su sistemi ad accesso universale e che dia forza a quella parte dell’OMS che vuole continuare a lavorare su tali basi.

 36.     Il rafforzamento della rete del PHM nei vari paesi sarà insieme un risultato e una necessità per portare avanti il movimento verso gli obiettivi sopraenunciati.

 Qualche elemento concettuale e di strategia

 37.     a – La campagna dovrà confrontarsi con la commercializzazione della salute, sostenendo il ruolo inalienabile dello Stato nel Sistema Sanitario Pubblico, con al centro la persona.

           b – La campagna vuole rendere effettivo il diritto alla salute e perciò comporta la richiesta di impegni concreti enorme che forniscano parametri misurabili per monitorare e rafforzare il processo di riforma.

           c – La campagna costruisce un’alleanza strategica con i movimenti che già ora (oppure non ancora) si battono per il diritto alla salute come uno dei principali diritti umani.

           d – La campagna si basa su iniziative nazionali, che verifichino lo stato attuale della questione, e si battano contro le forze economiche che perseguono una strategia opposta.

           e – La campagna vuole porre al centro dell’attenzione della questione sanitaria il diritto alla salute e vuole influenzare i protagonisti di maggiore importanza perché prendano esplicita posizione su tale diritto.

           f – Oggi la campagna lancia una strategia di resistenza (cioè vuole prevenire ulteriori indebolimenti dei Sistemi Sanitari Pubblici), ma per il futuro offre una visione strategica completamente alternativa (cioè sistemi sanitari ad accesso universale e azioni volte a rendere fruibili i determinanti della salute). 

          g – La campagna vuole contrastare l’attuazione di interventi di tipo verticale e le misure orientate a processi di privatizzazione, mettendo in evidenza le attuali violazioni dei diritti umani. Chiede con forza l’applicazione di questi diritti e vuole che ogni futura misura e azione in questo campo siano giudicate alla luce del concetto che la salute è un diritto.

Che cosa ci si può realisticamente attendere da questo processo?

 38.     Non abbiamo alcuna illusione sul fatto che una campagna di opinione sul diritto alla salute possa, di per sé solo, attuare questo diritto in tutti i paesi del globo. Anche solo assicurare i servizi sanitari di base ha bisogno di grandi stanziamenti e mutamenti operazionali e sistemici; occorrono inoltre forti mutamenti politici – e tali mutamenti non possono essere attesi in un futuro prossimo. 

39.     Tuttavia possiamo concentrarci su alcuni obiettivi, più a portata di mano, che ci facciano fare un passo avanti sulla strada dei diritti umani. Tra questo obiettivi possiamo prendere in considerazioni per la nostra campagna: un’esplicita ricognizione, a livello nazionale, sul diritto alla salute; la creazione, negli stessi paesi, di un sistema di monitoraggio con la partecipazione di PHM e della società civile; una chiara enunciazione del diritto alla salute sia a livello internazionale che a quello nazionale; l’adozione da parte dell’OMS di politiche che favoriscano sistemi sanitari ad accesso universale e il rafforzamento di quei gruppi che, all’interno dell’OMS, intendono lavorare in questo senso; da ultimo, il rafforzamento della rete PHM in quante più nazioni possibile, cosicché tutti insieme si possa lavorare attorno ad un unico vasto punto d’incontro.

 L’organizzazione del PHM e dei partners nella campagna.

 40.     Riconosciamo che i circoli nazionali PHM – formatisi dopo la Prima Assemblea dei Popoli sulla Salute – debbano andare oltre la discussione e sviluppare azioni condivise di supporto; ciò è essenziale se ci si vuole sviluppare ed attrarre altri gruppi sociali ed organizzazioni. Bisogna lavorare per impegnare sia i gruppi che rappresentano i portatori di bisogni, sia gli addetti del settore e coloro che prendono le decisioni, nello sforzo di modificare l’attuale stato dei fatti. La campagna deve fungere da elemento catalizzatore per rafforzare l’unità dei gruppi che attualmente si riferiscono al PHM e per coinvolgere altri partners e reti. La campagna ha potenziale per dare spazio ad altre organizzazioni e reti che finora non sono state attive nel PHM. Bisogna verificare l’esistenza della massa critica minima per permettere al PHM e partners di sostenere la campagna in un sostanziale numero di paesi. Il nostro appello è che tale processo inizi il più presto possibile nel maggior numero di paesi. Il primo passo sarà la verifica del potenziale di una campagna sul diritto alla salute. Dobbiamo utilizzare la risonanza ottenuta dalla Seconda Assemblea dei Popoli sulla Salute per cristallizzare  pianificare il corso futuro della campagna – comprendendo che ogni paese si muoverà con il proprio passo.

 

Abhay Shulka e Claudio Schuftan

PHM India e Vietnam