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NEWS 2006 |
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APPELLO "ADDIO
ALLE ARMI" sottoscrivi sul sito: www.addioallearmi.org In questi anni lo scenario internazionale si è evoluto. La guerra invece di essere lasciata fuori dalla storia è al centro della politica estera fra Stati; la struttura dell'apparato industriale-bellico diventa riferimento per il modello di difesa nazionale ed internazionale adottato dalle strutture politiche. Proponiamo ai candidati che si presentano per l’elezione al Parlamento Italiano una dichiarazione d’intenti che segua il dettato costituzionale del ripudio della guerra (art.11) e che li porti a lavorare nel Parlamento per una politica di pace. Lo Stato italiano deve dotarsi di strutture non armate per essere in grado di rispondere ai conflitti. Sappiamo che la guerra non nasce dal nulla ma è il prodotto di decisioni e apparati che spesso superano la volontà pacifista dell’opinione pubblica e diventano necessità di una classe politica che non ha alternative. Dalle scelte nate e cresciute nel movimento pacifista italiano vi segnaliamo alcune iniziative da sostenere per poter arrivare, se non ad un ripudio della guerra esteso e generalizzato - come da noi atteso e richiesto - almeno ad una riduzione della violenza e dell’arbitrio che la guerra impone ai territori e alle popolazioni del pianeta. L'APPELLO A. PER RIPUDIARE LA GUERRA 1. Ritiro immediato delle truppe dall’Iraq Il pretesto addotto per scatenare la guerra in Iraq - la presenza di armi di distruzione di massa- si è rivelato menzognero. La guerra ha causato fino ad oggi circa 30.000 vittime civili tra gli Iracheni e più di 2000 tra i militari delle forze d’occupazione. Il conflitto, lungi dal portare nel paese la democrazia, ha scatenato un susseguirsi ininterrotto di attentati terroristici che ogni giorno mietono vittime tra la popolazione. La partecipazione dell’Italia all’occupazione militare deve finire subito per lasciar posto all’azione di organismi internazionali neutrali, come chiede la maggior parte degli italiani. 2. Controllo e regolamentazione del commercio delle armi Le armi leggere causano cinquecentomila morti ogni anno (1 al minuto) e sono le armi più diffusamente impiegate nelle guerre contemporanee, tanto che il segretario generale dell’ONU Kofi Annan le ha definite “Armi di distruzione di massa”. Nel giugno del 2006 si riunirà la seconda conferenza dell’ONU sui traffici illeciti di armi leggere: la campagna internazionale Controlarms chiede che in quell’occasione sia approvato un trattato che regolamenti il commercio delle armi. Chiediamo che altri politici italiani sostengano il trattato internazionale, sottoscrivendo la mozione già presentata con questo scopo da 101 parlamentari. 3. Smilitarizzazione del territorio italiano Sul nostro territorio sono presenti numerose basi NATO e US; queste basi sono depositi di armamenti nucleari (50 testate nucleari ad Aviano, 40 a Ghedi Torre), che costituiscono una minaccia per l’ambiente e per la salute delle popolazioni circostanti, nonché una violazione del trattato di non proliferazione nucleare sottoscritto dallo stato italiano nel 1975. Chiediamo l’immediata sospensione dei lavori di ampliamento laddove previsti; auspichiamo anzi la chiusura di tutte le basi, come sta avvenendo per l’Isola della Maddalena, la loro riconversione in strutture civili e di pubblica utilità e il risanamento dei territori smilitarizzati. 4. Riduzione delle spese militari Le spese militari italiane nel 2004 ammontavano a 27,8 miliardi di dollari (fonte: SIPRI). Con questo dato l’Italia si è piazzata al settimo posto nella graduatoria mondiale. La spesa militare pro-capite in Italia (478 dollari) è superiore a quella di altre nazioni del G8, tra cui Giappone (332 dollari) e Germania (411). Tanti soldi vengono spesi per l’economia della guerra e sempre meno soldi vengono investiti per costruire la pace. Per esempio, una parte di questi soldi potrebbe essere impiegata per sviluppare un concetto di difesa alternativo al modello armato, e per finanziare la cooperazione internazionale (alla quale vengono destinate sempre meno risorse). Chiediamo pertanto una riduzione significativa delle spese militari a partire già dalla prossima finanziaria. 5. Controllo delle banche che sostengono l’esportazione di armi italiane La legge che regolamenta in Italia il commercio delle
armi (l. 185/90) prevede una relazione annuale della Presidenza del
Consiglio al Parlamento sulle esportazioni di armi. Questa relazione rende
conto anche delle operazioni svolte dagli Istituti di credito in appoggio al
commercio delle armi italiane. B. PER PORTARE LA PACE IN PARLAMENTO 6. Per la difesa civile non armata e nonviolenta La storia ci offre una serie di esempi di lotte
nonviolente e non armate efficaci anche se a volte poco note, dalle lotte
per i diritti civili di Martin Luther King alla rivoluzione filippina del
febbraio 1986; dall’India di Gandhi agli episodi di resistenza nonviolenta
al nazismo nel nord-Europa. In Italia, la legge sull’obiezione di coscienza
(l.230/98) ha posto le basi per sviluppare la ricerca e la sperimentazione
nell’ambito della difesa civile non armata e nonviolenta, come alternativa
all’uso delle armi per adempiere l’obbligo di difesa della patria previsto
dall’art. 52 della Costituzione. 7. Riconversione dell’industria bellica L’Italia è tra i primi dieci esportatori di armi nel
mondo. L’esportazione delle armi italiane è diretta anche verso paesi in
guerra o responsabili di violazioni dei diritti umani (Cina, Algeria,
Colombia, Congo, Indonesia, Pakistan, Russia). 8. Pace per Israele e Palestina La coesistenza pacifica dei popoli israeliano e
palestinese dovrebbe basarsi su relazioni fondate su giustizia ed equità. Le
fondamenta della pace devono essere costruite sul terreno delle società
civili sostenendo le reti di cittadini impegnati, in ciascuna delle parti,
per la giustizia e il rispetto dei diritti umani. 9. Corpi Civili di Pace I Corpi Civili di Pace sono gruppi organizzati di volontari che intervengono in situazioni di conflitto con azioni non violente, che comprendono attività di prevenzione, monitoraggio, mediazione, interposizione e riconciliazione fra le parti. Chiediamo la formazione e il sostegno di corpi di pace collegati al servizio volontario europeo, adeguatamente preparati e addestrati, impiegabili nelle aree di conflitto o di tensione violenta. Chiediamo inoltre che venga agevolata la partecipazione di tutti i cittadini alle missioni dei Corpi Civili di Pace, per esempio concedendo ai volontari l’aspettativa dal lavoro. 10. Sviluppo della ricerca per la Pace Le risorse attualmente destinate alla costruzione della pace dallo stato italiano sono pressoché nulle. Riteniamo importante sostenere e sviluppare gli organismi che promuovono la diffusione di una cultura di pace. Proponiamo ad esempio che siano sostenuti gli enti locali per la pace, che siano potenziate le facoltà o cattedre universitarie che lavorano sui temi della pace e della gestione nonviolenta dei conflitti, che si crei un istituto di ricerca per la pace promosso dalle istituzioni pubbliche.
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riservati. LE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI: Rete Lilliput, Rete Radiè
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per la Pace Milano (Lega Obiettori di Coscienza, Ass. Pace e Dintorni,
Gruppo pace Sant'Angelo, Ass. per la Pace Milano, Gruppo Azione Nonviolenta
Milano), Nodo Lilliput Milano, Centro Internazionale Helder Camara, Comitato
intercomunale per la pace - (ovest Milano), Associazione Foresta del Teso"
Pistoia, Associazione Liberamente di Monza, Federazione Italiana
Escursionismo-Comitato Regionale Lazio, Attac Milano, Arci "Tina Merlin" di
Montereale V. (PN), nodo di Lilliput di Lecco, Nodo Lilliput di Lodi,
Fondazione Neno Zanchetta – Lucca, Rete Lilliput Lomellina, Ass. Culturale
Sconfiggiamo la mafia, Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti ,
Centro Ligure di documentazione per la pace , Social Forum Valpolcevera ,
Comitato per la Pace "Rachel Corrie", Associazione O'Pingolo onlus per una
economia di giustizia Angri (SA), Pax Christi di Verona., Associazione
"Amici di Fido e...", Coordinamento Lombardo Nord Sud del Mondo., LAC Lega
per l'Abolizione della Caccia ONLUS Sezione Regionale Puglia, Pax Christi
Milano, Nodo Lilliput Monza, Lega per i Diritti e la Liberazione dei Popoli,
Gruppo Pace CGIL CISL UIL Brianza, Gruppo di Acquisto Solidale "GAS - Valle
Misa e Nevola",Nodo Firenze Rete Lilliput, Ass. Il Filo Rosso, Pax Christi
Firenze, Ass. Antica come le Montagne (Bologna), Comitato Caserta per la
Pace, ARS-Associazione per il Rinnovamento della Sinistra-Liguria. |