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PREDA O PREDATORE? Il sentimento della paura in psichiatria. di Claudia Giovannelli, Infermiera CSM Aprilia (LT)
Gli obiettivi dell’indagine erano di avere informazioni sul Sono stati esclusi dal campione gli infermieri che attualmente non lavorano in ambito psichiatrico, solo il 35,3% vi ha lavorato in passato, e una larga parte di questi vi ha lavorato solo per poco tempo. Lo scopo di questa intervista è esaminare le risposte soprattutto in quelle persone che non sono venute a contatto con l'esperienza psichiatrica e il campione può essere ritenuto attendibile L’indagine è stata effettuata attraverso un’intervista strutturata a risposta multipla su un form distribuito on line, posta elettronica, forum infermieristici e distribuzione della scheda sui luoghi di lavoro Si è chiesto di rispondere secondo la propria convinzione, nel modulo non è stato richiesto il nome dell’intervistato per tutela alla privacy e fedeltà nella scelta delle risposte. Analisi del campione: Il campione ha visto la partecipazione di 44 intervistati: sentimento della paura, lo stigma verso la malattia mentale e i suoi luoghi di espressione. Il target è rivolta agli infermieri operanti in reparti e/o servizi sanitari non psichiatrici pubblici e privati d'Italia. Età: compresa tra i 20 e i 60 anni (con prevalenza nelle fasce medie 31-50 anni). Sesso: distribuito equamente tra i due sessi. Regione di appartenenza: il 50% al nord, il 32,4% al centro e il 17,6% al sud. Livello formativo: per il 74,9% diploma equipollente, 20,6% laurea infermieristica, e una minoranza possiede altri titoli aggiuntivi e altre lauree. Anni di servizio: il 50% è compreso nella fascia tra gli 11 e i 20 anni, il resto si distribuisce equamente nelle altre fasce. Analisi delle risposte:
1) Se ti proponessero di lavorare in psichiatria cosa risponderesti? 17,6 Si mi interessa 64,7 Non so, ma posso provare 17,6 No assolutamente
2) Se fossi obbligato, per cause di forza maggiore, a trasferirti, in via provvisoria, in un servizio psichiatrico, come reagiresti? 8,82 Farei il possibile per oppormi 32,4 Sopporterei per il periodo provvisorio 58,8 Accetterei con l’atteggiamento di chi vuole conoscere (o tornare a) nuove esperienze lavorative Una fascia rilevante del campione si dice aperta all'esperienza psichiatrica e tale dato si rinforza anche al punto 2. in cui, anche se il trasferimento fosse, "coatto", una percentuale significativa accetterebbe comunque nell'atteggiamento di chi vuole conoscere.
3) Se avessi la possibilità di scegliere un servizio psichiatrico in quale di questi lavoreresti? 17,6 Centro di Salute Mentale 26,5 Centro Diurno 35,3 Comunità Terapeutica Riabilitativa 14,7 Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura 8,82 Altro I luoghi psichiatrici non rilevano un indice di scelta prioritaria ma si distribuiscono più o meno equamente con un picco medio-alto (35%) a favore della Comunità Terapeutica Riabilitativa, dove il rapporto con l'utente è continuativo e i pazienti non sono generalmente in fase acuta e raramente sussistono urgenze.
4) Se avessi la possibilità di scegliere i tuoi pazienti quali di questi assisteresti più volentieri? 20,6 I dipendenti da sostanze stupefacenti 41,2 I malati psichiatrici 38,2 I pazienti terminali Il campione predilige un tipo di utenza psichiatrica. Il confronto è stato scelto con pazienti che presentano una simile difficoltà di gestione e approccio relazionale.
5) Se un giorno ti svegliassi e scoprissi di essere uno dei seguenti personaggi, quale vorresti essere? 61,8 Un barbone di strada 14,7 Uno schizofrenico 23,5 Un omosessuale Cercando di entrare nelle difficoltà dell'altro ("indossare i mocassini dell'altro" -secondo un detto indiano), l'identificazione con uno schizofrenico risulta difficile e all'ultimo posto con uno scarto anche significativo verso gli altri due soggetti: il campione intervistato sceglie in primis di essere un barbone di strada.
Nei vari forum di discussione è emersa una esplicita difficoltà a dare una risposta a questo quesito, perchè la domanda non lascia scelte alternative a possibili altri riconoscimenti meno severi. Ulteriori critiche sono emerse dal fatto che non si è riconosciuto un nesso di paragone tra i tre soggetti. Ci tengo a ribadire qui, come già fatto negli spazi di discussione, che si è scelto il confronto con l'omosessuale e il barbone perchè tutti e tre attivano una risposta sociale di emarginazione. Pertanto l'obiettivo di questa domanda voleva riportare comunque allo stigma di esclusione sociale.
6) Se avessi un parente con disagio psichico dove lo faresti curare? (omettendo l'aspetto economico) 61,8 Nei servizi psichiatrici pubblici 38,2 Da uno specialista privato La fiducia per i servizi pubblici è maggiore rispetto a quelli privati con uno scarto piuttosto importante.
7) Cosa pensi della Legge 180/78 sulla chiusura dei manicomi? 17,6 E’ stata une legge rivoluzionaria che andava fatta 70,6 Ottima legge teorica ma non esistono a tutt’oggi alternative alle strutture manicomiali e il disagio ricade unicamente sulle famiglie e sulla società 11,8 E’ necessario riaprire istituti di ricovero per l’internamento dei malati psichiatrici Una maggioranza nel campione sostiene la validità della legge 180/78 pur riconoscendo una carenza nelle risorse alternative ai manicomi. E' evidente che in questo 70,6% vi è tutto il malcontento, la delusione e le aspettative disattese della riforma che, a distanza di quasi trent'anni andrebbe forse riformulata con altrettanta genialità e coraggio di chi la propose all'epoca. Solo l'11.8% è per la riapertura dei manicomi.
8) Se incontri un folle, in piena manifestazione delirante, in strada o nei luoghi di lavoro, che fai? 17,6 Devio la mia direzione in modo da non avvicinarlo 11,8 Uso l’indifferenza e non gli rispondo 70,6 Interagisco con lui e assecondo i suoi strani discorsi
9) Di fronte all’aggressione verbale di un paziente psichiatrico, come reagiresti? 2,94 Mi difendo e lo affronto nella sua stessa misura 8,82 Attivo la fuga quando e come posso 88,2 Cerco un dialogo di mediazione e resto fermo sperando che si calmi In entrambe le domande l'approccio al paziente psichiatrico non sembra essere ostacolato da uno stigma particolarmente elevato e la paura, di fronte ad una aggressione sia verbale che agita, non sembra attivare reazioni di fuga e difesa. La percentuale di dialogo e incontro in entrambe le situazioni è piuttosto alta (70,6 e 88,2%). 10) Se un paziente psichiatrico ti aggredisse fisicamente, che faresti? 0 Lo denuncio alle forze dell’ordine come un comune cittadino 32,4 Cerco di calmarlo e appena posso chiamo la Centrale Operativa 118 nella speranza di attivare un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) 67,6 Mi sottraggo dalla situazione di rischio e poi mi attivo a seconda del caso e della situazione. Questo risultato esprime una particolare protezione degli infermieri nei confronti del paziente, (oltre che di se stessi secondo quanto dettato dalla L. 626). In caso di aggressione, nessuno degli intervistati attiva una denuncia alle forze dell'ordine. Come interpretare questo dato? Se da una parte si vuole tutelare la persona perchè malata dall'altra la si diversifica dal comune cittadino rimarcando, anche se a difesa, uno stigma. 11) Chi pensi debba e possa gestire il TSO di un paziente psichiatrico in fase acuta? 47,1 La Centrale Operativa 118, i Servizi Psichiatrici e le forze dell’ordine, come avviene ora. 2,94 Solo la Centrale Operativa 118 (qualora fosse dotata di personale qualificato) e le forze dell’ordine 50 Solo il personale dei Servizi Psichiatrici Territoriali e le forze dell’ordine, considerando l’urgenza psichiatrica non prettamente sanitaria come le altre L'opinione che ne scaturisce è assiomatica: l'urgenza psichiatrica va considerata e trattata diversamente da altre urgenze mediche. 12) Il TSO, secondo l’attuale legislazione prevede la durata del ricovero in SPDC per 7 giorni. Come consideri tale durata? 5,88 Troppo bassa 11,8 Giusta 82,4 La durata obbligatoria del ricovero dovrebbe essere stabilita di volta in volta dai Sanitari La durata, secondo una maggioranza del campione, dovrebbe essere flessibile e a seconda dei casi. Spesso per carenza di posti letto gli SPDC dimettono il paziente allo scadere del settimo giorno rendendo talvolta inefficace lo stesso TSO e il tentativo di agganciare il paziente in un successivo percorso terapeutico. Alla dimissione, la presa in carico da parte di altre strutture, spesso non è possibile per le lunghe liste di attesa e la situazione continua a gravare sulle famiglie e sui servizi territoriali non in grado di far fronte alla dimensione acuta ancora non pienamente rientrata. 13) Quale tipo di contenzione al paziente aggressivo ritieni più efficace e giusta? 8,82 Fisica 58,8 Farmacologia 32,4 Psicologica Una percentuale importante attribuisce alla componente farmacologica una efficacia contenitiva, non meno importante viene considerata la contenzione psicologica, per ultimo la contenzione fisica. 14) Quali di queste patologie ritieni la più grave e incurabile? 20,6 Depressione 61,8 Schizofrenia 17,6 Nevrosi 41,2 Depressione 52,9 Schizofrenia 5,88 Nevrosi In termini di gravità, incurabilità e pericolosità si pone al primo posto la schizofrenia, al secondo la depressione anche se questa tende a salire quando si parla di pericolosità (per sè e per gli altri) e al terzo la nevrosi. 16) Cosa ti incute più inquietudine della follia? 11,8 La pericolosità 47,1 L'impenetrabilità, il mistero. 41,2 L'inguaribilità, l'impotenza nel dare aiuto, il sentimento di frustrazione. Infine torna a riproporsi il tema della pericolosità che solo in una piccola percentuale incute inquietudine. L'impenetrabilità, l'inguaribilità, l'impotenza e la frustrazione sembrano essere il maggiore ostacolo. Conclusioni Dal risultato dell'intervista, si può affermare che lo stigma e il sentimento della paura degli infermieri verso la malattia mentale non è così elevato come lo si pensa nella società in genere, anzi sussiste un atteggiamento di protezione e difesa che talvolta sposta l'ago della bilancia verso una condizione di privilegio derivante proprio dalla malattia psichica, il che, personalmente, non la considero propriamente una risposta vantaggiosa. Sarebbe interessante confrontare le risposte di questo campione con un gruppo non impegnato nella sanità, per vedere se l'approccio e il vissuto infermieristico sono influenzati da una esperienza e formazione anche minime sulla disciplina psichiatrica.
Pubblicato su Infermierionline.net il 10.12.05 articolo originale: http://www.infermierionline.net/specialistiche/intervista_risultati.htm Leggi anche: PREDA O PREDATORE? Il sentimento della paura in psichiatria. di Claudia Giovannelli, Infermiera CSM Aprilia, Az.USL Latina http://www.infermierionline.net/specialistiche/psichiatria_paziente_violento.htm Copyright © AIOL 2005
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