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50.000 in piazza contro le privatizzazioni

Hanno sfilato per le strade di Roma dietro gli striscioni "stop Bolkestein". No alla direttiva europea, sì ad un Europa dei popoli e dei diritti.

In apertura nell'articolo di "La Repubblica" del 16 ottobre si legge: "L'infermiera venuta dall'Est che potrà lavorare in Italia con paga e diritti previsti nel suo paese d'origine, svetta sui trampoli armata di siringa enorme e assai poco raccomandabile. Accanto a lei, più in basso altri due infermieri, sempre mano d'opera importata, che ballano spingendo un povero malato su sedia a rotelle e boccione della flebo che volteggia in aria. Titolo della scenetta -Apparato sanitario europeo- Poco più in giù, dietro lo striscione dell'ARCI, ragazzi danzano ritmi tribali:-privatizzati- hanno scritto sulle loro magliette..."

Il problema riguarda anche le professioni sanitarie soprattutto quelle che risultano carenti. Gli infermieri sono i primi ad essere interessati dalla Bolkestein, ma molte altre categorie di lavoratori potrebbero perdere i loro diritti in virtù della direttiva, la cui approvazione dovrà avvenire entro l'anno.

 Il problema è estremamente serio si tratta di una privatizzazione strisciante che riguarderà tutti i servizi, casa, istruzione, salute, previdenza, trasporti, formazione, conoscenza e cultura sono beni comuni sociali, di cui i servizi pubblici rappresentano la garanzia di universalità, non possono essere privatizzati e gestiti con logiche di profitto.

Nella Sanità la fornitura di mano d'opera proveniente da paesi a più basso livello di diritti con contratti di lavoro precari e a basso costo pone degli interrogativi sulla qualità e garanzia dei servizi per i cittadini

Il centrosinistra non ha aderito compatto, erano presenti solo Rifondazione comunista, Verdi, Pdci, e una delegazione della sinistra Ds.

A livello globale, il WTO attraverso specifici accordi (Gats, Nama) spingono verso la completa liberalizzazione dei servizi e verso la totale deregolamentazione del lavoro.
A livello europeo, la direttiva Bolkestein si prefigge la privatizzazione di tutte le attività di servizio, la deregolamentazione e la completa precarizzazione delle prestazioni di lavoro attraverso il principio del paese d’origine, l’azzeramento dei poteri decisionali degli Enti Locali.

Nursing in movimento si schiera accanto a tutte le organizzazioni e i movimenti che si oppongono all’avanzamento dei processi di privatizzazione e al deterioramento dei servizi pubblici riducendo risorse e finanziamenti, mentre aumentano senza soluzione di continuità le spese militari e di guerra. 

Il voto del Parlamento Europeo sulla direttiva è previsto per fine ottobre occorre dare informazione e fare pressione affinchè ciò non avvenga.

Giancarlo Brunetti
giancarlo@nelmovimento.org

leggi l'appello contro la direttiva

per informarti vai a: www.stopbolkestein.org