|
Sommario Testimonianze |
|
|
|
Ridatemi mio padre,
ridatemi mia madre Parole scolpite sulla tomba di Sankichi Toge al Memoriale della pace di Hiroshima di Giancarlo Brunetti Le professioni sanitarie scelgono la pace. Non ci possono essere dubbi la guerra provoca morte, sofferenze fisiche e psicologiche non possiamo condividerla! A 60 anni dal giorno dello scoppio delle bombe
atomiche sganciate dagli statunitensi sulle città di Hiroschima e
Nagasaki vogliamo ricordare, perché quella
catastrofe non deve accadere mai più. “Distruggere le armi di distruzione di massa”, questa la ragione dell’attacco USA all’Iraq, “distruggete le armi di distruzione di massa" lo gridiamo noi di nursing in movimento al club delle potenze atomiche che continua ad allargarsi: dopo Stati Uniti, Russia, Inghilterra, Francia, India, Pakistan, Israele, arrivano la Corea del Nord, l’Iran, senza considerare il rischio che gruppi terroristici riescano ad utilizzare armi nucleari. Noi non vogliamo essere chiamati a curare con devozione e senza senso critico le ferite provocate dalla stupidità e dall’arroganza del potere. Noi vogliamo con determinazione e fermezza prevenire la guerra e diffondere una cultura di pace. La memoria storica è corta, proprio gli USA che oggi giustificano il loro intervento militare per evitare l’uso da parte di “Stati canaglia” di armi di distruzione di massa sono stati i primi ad usarle contro civili inermi. Il 6 agosto 1945 alle 8.15 ad Hiroshima quasi
140.000 persone morirono e tre giorni dopo, nonostante fossero evidenti
gli effetti della bomba sulla popolazione, alle 11.02 altre 74.000
perirono nel bombardamento di Nagasaki. Altre decine di migliaia furono quelli che patirono
degli effetti dell'esposizione alle radiazioni. A fronte di un’informazione che riesce sempre a manipolare i fatti vorremmo dare voce alle testimonianze degli "hibakusha", termine che vuol dire “sopravvissuto”, ma che in giapponese suona come “persona affetta dall’esplosione”. Il premio Nobel giapponese della letteratura Kenzaburo Oe ha usato altre parole per definire gli hibakusha: “coloro che non si suicidarono nonostante tutte le ragioni per farlo; che hanno salvato la dignità umana in mezzo alle più orrende condizioni mai sofferte dall’umanità”. Gli hibakusha sono i soli esseri viventi, finora, che hanno subìto un bombardamento nucleare e possono raccontarcelo. Dedichiamo una pagina intera a queste testimonianze. E' un guppo di persone che lentamente sta scomparendo, non vogliamo che con loro scompaia anche la memoria.
Guardate l’ombra dell’uomo impressa sul muro, di lui non rimane più nulla, ma testimonia l’orrore della guerra e delle sue armi più potenti e micidiali che ci fa gridare: MAI PIU’!
Aderisci alla campagna Globale per la messa al bando delle armi nucleari: Rete Italiana per il Disarmo www.disarmo.org |
|