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Forum Sociale del Mediterraneo: un
bilancio

di Esther Vivas
Il primo Forum Sociale del Mediterraneo, che si
è svolto a Barcellona dal 16 al 18 giugno 2005, ha riunito più di 5.000
partecipanti (delegati, volontari, interpreti, giornalisti...), con una
presenza molto importante di rappresentanti di organizzazioni delle
sponde Sud, Est e Nord. Nel corso dei tre giorni si sono tenuti circa
200 seminari e workshops, 9 conferenze plenarie, assemblee di donne e
del movimento contro la guerra e vari incontri settoriali di contadini,
di organizzazioni di appoggio al popolo palestinese, di gruppi di
migranti...
Il FSMed è servito come primo passo
per l'incontro, l'avvicinamento e l'interscambio tra collettivi delle
varie
sponde. All'evento hanno partecipato 200 volontari e il gruppo di
interpreti
di Babels (www.babels.org : una rete composta da traduttori ed
interpreti
volontari, sviluppatasi soprattutto con i forum sociali) ha coordinato
260
volontari di diversi paesi.
Uno degli elementi più importanti di questo 1° FSMed è stata l'elevata
partecipazione di delegazioni del sud e dell'est del Mediterraneo. Si
sono
organizzati autobus dal Marocco, dai Balcani e dalla Grecia, ognuno con
50
delegati e delegate, e si sono viste numerose delegazioni del sud di
Francia
e Italia. Tuttavia, nonostante il grande interesse di gruppi del sud per
partecipare all'evento (erano stati richiesti 1.200 visti), solo il 60%
sono
stati accettati. 500 rappresentanti di organizzazioni per i diritti
umani,
di gruppi di donne, di ecologisti... soprattutto di Marocco, Algeria e
Tunisia, non hanno potuto partecipare al Forum. Il governo spagnolo ha
rifiutato la richiesta del visto sostenendo mancanza di tempo, perdita
di
documenti e l'applicazione del Trattato di Schengen. Un fatto
criticabile da
parte di un governo che si vanta di avere "un altro atteggiamento",
aperto
al dialogo e sensibile alle domande dei movimenti sociali.
Assi tematici
Il
FSMed ha avuto tre grandi assi tematici trasversali alla maggior parte
di
seminari e workshops: la denuncia del processo di liberalizzazione
economica
nel Mediterraneo; la difesa dei diritti umani e delle libertà
democratiche
in tutta la regione; il no all'occupazione militare e alla strategia
imperialista, in modo particolare in Palestina e in Medio Oriente. Le
donne,
gli immigranti e i contadini delle diverse sponde hanno giocato un ruolo
centrale nel FSMed, con grandi sessioni specifiche sulla resistenza
delle
donne nella regione; sulla causa e le conseguenze delle migrazioni;
sulle
strategie per raggiungere l'autosufficienza alimentare nel Mediterraneo.
Nella prima serata di venerdì l'unica attività è stata l'assemblea delle
donne, che ha riunito 800 delegate di tutta la regione, che hanno
denunciato la triplice dominazione che insidia le donne del
Mediterraneo: la
dominazione patriarcale, il neoliberalismo e il fondamentalismo. Nella
dichiarazione finale l'assemblea delle donne ha proclamato una giornata
di
azione globale contro le violenze contro le donne, da celebrare il 25
novembre di ogni anno. Nel 2005 questa giornata avrà l'obiettivo di
appoggiare le donne irachene incarcerate ingiustamente ed esigere la
loro
immediata liberazione. Nel FSMed, le donne hanno avuto una centralità
importante, cosa che dovrà essere tenuta ben presente negli altri forums
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mondiali e regionali.
I gruppi pacifisti, antimilitaristi e contro la guerra hanno avuto uno
spazio proprio: l'assemblea dei movimenti contro la guerra ha deciso di
convocare una giornata di azione globale contro la guerra e
l'occupazione di
Irak e Palestina per il 18 e 19 marzo 2006, terzo anniversario
dell'inizio
della guerra in Irak. L'assemblea ha anche deciso di proporre iniziative
tra
il 6 e l'11 novembre contro le basi militari nella regione.
Nonostante l'ampio ventaglio ideologico delle organizzazioni promotrici
del
FSMed, le conferenze, i seminari e i workshops hanno in generale
trasmesso
un messaggio radicale di denuncia delle politiche neoliberali e della
strategia imperialista. Specialmente i collettivi del Sud si sono
dimostrati
chiaramente in lotta contro "il modello di sviluppo" che si vuole
applicare
nella regione e contro gli interessi geostrategici nel mediterraneo, sia
europei sia nordamericani.
L'assemblea dei movimenti
L'assemblea dei movimenti sociali, che si è tenuta
il giorno dopo la fine
del Forum, ha riunito circa mille delegati e delegate di tutte le
sponde.
L'assemblea ha reso pubblica la sua contrarietà al processo di
liberalizzazione economica e all' "europartenariato mediterraneo" e ha
convocata una giornata di azione in tutta la regione il 27 e 28
novembre, in
coincidenza con il vertice euromediterraneo di Barcellona. La
dichiarazione
finale comprende un calendario di mobilitazioni comuni per i movimenti
sociali del Mediterraneo, e tra queste delle giornate a favore della
lotta
dei contadini e contro l'OMC il 10 settembre; contro la direttiva
Bolkestein
e gli accordi dell'AGCS il 15 ottobre; per i diritti dei "senza
documenti" e
la libera circolazione delle persone il 18 dicembre.Le conclusioni dei
seminari
e dei workshops hanno definito il calendario di
azione dell'assemblea dei movimenti sociali, che costituisce un
importante
passo verso il coordinamento dei movimenti nella regione. A partire da
oggi,
sarà necessario vedere l'applicazione pratica e l'appropriazione reale
di
questo calendario da parte di una serie di movimenti e organizzazioni
regionali che hanno ben poca tradizione di lavoro comune. Sia come sia,
questo è in ogni modo un primo passo che dev'essere valorizzato come un
punto di partenza estremamente positivo.
A livello politico, e nonostante le tensioni esistenti prima
dell'organizzazione del FSMed, non si sono rilevato problemi
significativi.
La questione che ha suscitato maggiori polemiche, sia prima sia durante
la
celebrazione del FSMed, è stato il problema del Sahara. Nelle settimane
precedenti una serie di gruppi pro saharawi hanno accusato il comitato
organizzatore, sia locale sia internazionale, di non dare al Sahara
un'importanza particolare all'interno del FSMed, fino a formulare
dichiarazioni molto gravi contro componenti marocchini del comitato
internazionale, con lo scopo di difendere i diritti umani e a favore
dell'autodeterminazione del popolo saharawi. Nel corso del FSMed, gruppi
pro-Hassan hanno fatto irruzione nel seminario sul Sahara e nella
manifestazione finale, con l'obiettivo di boicottare queste azioni. In
ogni
modo, gli organizzatori sono riusciti ad isolare i provocatori e
l'assemblea
dei movimenti sociali ha approvato un documento di appoggio alla lotta
del
popolo saharawi. Nel FSMed, a differenza di altri forum sociali dove le
tensioni politiche all'interno del comitato organizzatore hanno avuto un
riflesso nell'organizzazione del foro, questo non è successo. In linea
generale, si può affermare che nessuna organizzazione ha scorrettamente
approfittato del FSMed, né l'ha strumentalizzato.
A livello organizzativo, il FSMed ha permesso lo svolgersi un gran
numero di
iniziative: seminari, workshops, esposizioni, riunioni settoriali,
attività
culturali... che si sono svolte senza contrattempi. La logistica, il
sistema
di traduzioni, l'uso delle sale ha funzionato senza intoppi. Quanto al
servizio di alimentazione (sia il catering all'interno del recinto come
agli
stands che offrivano cibo nel cortile esterno) è da rilevare che sono
stati
applicati i principi del commercio equo e i criteri sociali che si erano
decisi. A differenza di altri forums, non si sono venduti prodotti della
Coca Cola o di altre multinazionali e si è applicata una politica di
prezzi
accessibili.
Alcune debolezze
Nonostante tutti questi elementi positivi, il FSMed
ha anche presentato una
serie di debolezze.
Di sicuro, la più notevole è stata la poca partecipazione del pubblico
catalano e del resto dello stato. A differenza di altri forums
regionali, il
FSMed non è uscito dal gruppo di organizzazioni promotrici e non è stato
un
momento centrale nell'agenda dei movimenti catalani e statali, e nemmeno
per
l'insieme di organizzazioni sociali che avevano partecipato a
mobilitazioni
contro la guerra o contro la globalizzazione neoliberale. E' un
paradosso
paragonare i 1.100 studenti catalani che hanno assistito al Forum
Sociale
Europeo di Firenze o i 2.200 di Parigi alla scarsa presenza di studenti
nel
FSMed, che, tuttavia, nelle stesse giornate del Forum erano sotto esami.
Varie possono essere le ragioni di questa bassa partecipazione e dello
scarso impatto locale. Da un lato, è necessario mettere in conto
l'origine
della convocazione del FSMed alla fine del 2001 quando è stato lanciato,
fondamentalmente, dalle organizzazioni catalane che facevano parte del
consiglio internazionale del FSM, però senza un reale contatto con le
importanti mobilitazioni che allora si svolgevano nella città. In un
primo
momento si è tentato di creare un ampio gruppo di organizzatori, ma i
gruppi
più vicini alla dinamica delle mobilitazioni contro la Banca Mondiale
(2001), contro l'Europa del capitale e la guerra (2002), quelli che
hanno
mobilitato migliaia di studenti al primo FSE di Firenze (2002) o a
quello di
Parigi (2003), non si sono impegnati, in maggioranza, nel processo del
FSMed, che è avanzato grazie a un comitato organizzatore relativamente
piccolo. Si è impegnata solo una parte dei settori militanti, e coloro
che
si sono impegnati si sono ritrovati così assorbiti dai problemi
logistici
che non hanno potuto dedicare sforzi sufficienti al lavoro di diffusione
dell'informazione.
Non si sono fatte grandi quantità di cartelli, non si sono organizzati
punti
informativi in città... elementi che invece avevano caratterizzato le
mobilitazioni precedenti. Oltre a ciò, lo spostamento nel tempo del
FSMed:
doveva tenersi alla fine del 2003, poi nel 2004 e, finalmente, in giugno
2005. Questo è stato un altro punto di difficoltà per il comitato
organizzatore.
Anche la congiuntura politica durante la quale si è tenuto il FSMed non
è
stata favorevole, con un riflusso della risposta sociale di fronte al
governo Zapatero che, con una serie di concessioni come la ritirata
dell'esercito dall'Irak, la cancellazione del Piano Idrologico Nazionale
o
l'approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, aggiunte
ad
una pratica politica molto diversa da quella di Aznar, ha generato una
smobilitazione profonda. Specialmente se facciamo il paragone con il
2000 o
il 2003-04, con grandi proteste antiglobalizzazione, contro il governo
del
Partito Popolare e contro la guerra. Nonostante tutto ciò, in tempi
recenti
pare che ricomincino a spuntare alcune proteste, anche se deboli e
isolate,
come quelle contro la chiusura o la delocalizzazione delle imprese o la
lotta a favore della regolarizzazione senza condizioni dei migranti.
D'altro
lato, dopo le grandi manifestazioni contro la guerra in Irak si è
manifestata una frammentazione e disarticolazione delle lotte e dei
movimenti sociali di Catalunya, e non ci sono state campagne e
iniziative
capaci di agglutinare uno spettro così ampio e plurale di organizzazioni
e
collettivi come era successo durante il precedente periodo di proteste.
Tutti questi elementi contribuiscono a spiegare lo scarso impatto del
FSMed
sia in Catalunya sia nel resto della Spagna.
E' anche successo che le grandi organizzazioni membri del comitato
promotore
del FSMed, come alcuni sindacati maggioritari,non hanno fatto un reale
sforzo di diffusione dell'iniziativa né hanno collaborato con un
significativo numero di volontari, preferendo limitarsi a una
partecipazione
sovrastrutturale e politica. Così, del 200 volontari presenti al FSMed,
la
maggior parte si è iscritta a titolo individuale, con l'eccezione di
quelli
messi a disposizione dalle organizzazioni sindacali alternative IAC
(Intersindacale Alternativa di Catalunya), con 50 volontari, e FTC
(Federaciò del Treball de Catalunya), con 40.
Un altro dei problemi importanti del FSMed è stata la differenza
importante
tra l'ampiezza del programma e gli spazi dove si è realizzato il Forum.
I
più di 200 seminari realizzati, dei quali 25 in parallelo per mancanza
di
tempo, sono stati eccessivi se comparati con il numero di delegati e
delegate. Questo elemento, assieme ai due grandi tendoni nei quali si
teneva
il Forum, hanno fatto sì che la maggior parte delle conferenze, dei
seminari
e workshops fossero sempre a metà vuoti.
L'ambiente di un Forum, con sale piene e migliaia di partecipanti... è
stato
molto lontano dal realizzarsi.
Ad ogni modo, quello che non si può negare al FSMed è stata la capacità
di
convergenza, di riunire in un unico tempo e in un unico spazio
organizzazioni molto diverse e plurali di tutte le sponde del
Mediterraneo,
che avevano ben poca conoscenza reciproca e ancor minore esperienza di
lavoro comune. In questo senso, il FSMed è stato un passo verso la
costruzione di ponti e riavvicinamento di sponde. A livello
internazionale,
si tratterà di vedere come si prospetteranno le edizioni future, la loro
periodicità, se ci saranno cambiamenti di metodologia...
A Barcellona, dovremo iniziare a costruire una campagna unitaria contro
il
vertice euromediterraneo Barcelona+10 e a denunciare per le strade le
politiche neoliberali che insidiano il Mediterraneo.
Fonte: www.fsmed.info
Traduzione a cura di Umberto G.B. Bardella
da il GRANELLO DI SABBIA (n°140)
Bollettino elettronico settimanale di ATTAC
Venerdì 29 luglio 2005
granello.di.sabbia@attac.info |
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