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Sommario |
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Presentazione del volume “Diritti globali 2005” Il 5 luglio 2005 è stato presentato a Firenze il terzo volume sui Diritti globali. Sergio Segio, curatore del rapporto, cgil, forum ambientalista, legambiente nazionale ed Arci, hanno illustrato le novità e le prospettive dell’edizione 2005.
Se vogliamo trovare una base da cui partire questa è quella che emerge più violentemente da tutti gli interventi che si sono susseguiti nel pomeriggio. Il libro, una raccolta del “non vogliamo che si veda”, si propone di portare alla luce tutto un mondo di diritti negati sempre più subdolamente a cui si oppone un movimento di persone ed associazioni che non accettano il deserto culturale in cui, una visione puramente ed esclusivamente economicista della società vuol farci sprofondare. Sarebbe miope imbellettare la realtà. Secondo Sergio Segio la situazione mondiale è obiettivamente disastrosa, lo dimostra la sempre crescente domanda di affermazione e riaffermazione di diritti che dovrebbero essere naturalmente acquisiti. Tutto ciò in contrasto con il ruolo passivo che assumono, più o meno volontariamente, i cittadini di fronte alle sofferenze altrui. Una passività da spettatore bulimico, divoratore acritico di notizie ed immagini omologate al credo economico dominante. Novità dell’edizione 2005 è infatti l’introduzione del capitolo “diritto all’informazione” intesa non solo come diritto alla conoscenza dei fatti ma come diritto ad acquisire gli strumenti necessari allo sviluppo di una coscienza critica. Strumenti che solo un’informazione non monopolistica può dare. L’omologazione dei modelli imposti dalla comunicazione dominante crea appiattimento delle risorse psichiche, impone pensieri talmente banali che impediscono la visione di ciò che accade non solo dietro le quinte ma anche ai margini del palco. Da qui l’indifferenza verso i diritti negati ai migranti rinchiusi nei cpt, verso i malati di AIDS che non possono accedere alle cure a causa delle logiche di mercato dettate dalle multinazionali farmaceutiche con i loro inumani brevetti, verso le morti misteriose senza testimoni nelle carceri, verso la somministrazione di pillole della felicità per controllare la naturale irruenza degli adolescenti. Nel rapporto sono numerosi gli esempi di sopraffazione dei diritti umani. Numerosi e più vicini a noi di quanto si creda e le fonti non sono ufficiose o “antagoniste” ma provengono da associazioni riconosciute a livello nazionale e mondiale. La negazione dei diritti si regge sull’invisibilità di coloro ai quali tali diritti sono negati. Esordisce così Paolo Beni, presidente nazionale ARCI e si rammarica che la grande potenzialità della comunicazione di raggiungere vaste fasce di popolazione non sia stata sfruttata in modo costruttivo ma abbia seguito solo logiche di appiattimento morale e culturale contribuendo alla formazione di generazioni capaci solo di fagocitare notizie senza organizzarle in energia. La speranza è che il saccheggio dei beni comuni in nome del progresso e dello sviluppo non ha mai portato ad un’evoluzione positiva delle società quindi, nel momento in cui l’economia non riuscirà più a prendere il posto della politica nelle scelte di amministrazione quotidiana del vivere a causa della costante ingerenza di singoli o gruppi, il cambiamento di rotta sarà inevitabile. E’ una corsa contro il tempo, contro le risorse energetiche a termine, contro le politiche che vogliono i dazi per i paesi orientali che vendono i loro prodotti altrove ma che permettono lo sfruttamento delle risorse umane in quel paese se è effettuato da fabbriche occidentali, contro la logica della povertà come fatto ineluttabile e non come conseguenza di subdoli calcoli economici. Scopo “nobile”del volume è comunque non quello di vincere l’oscar per le migliori pagine gialle della sfiga, ma quello di trasformarsi da documento di mera denuncia a strumento di lavoro da cui trarre esempi alternativi di metodi di azione. Ci sono infatti anche numerose pagine di buone notizie in cui si illustrano casi in cui si è riusciti ad affrontare e risolvere situazioni problematiche seguendo logiche umane e non di mercato. Se la politica vuol riavvicinarsi al territorio ed alle persone e slegarsi dai lacci di un’economia asettica ed assassina può trovare, in questo libro, delle buone mappe di navigazione. Maria Grazia Fuligni
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