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“E’ nato il salvatore”!
Qualcuno l’ha visto?
Da Beslan allo tsunami
il 2004 non presenta eccezione! Anche quest’anno ho fatto il “pieno di
vuoto”.
di Mariano De Mattia
…Come mi è successo tante
altre volte in passato, quando avverto un dolore troppo grande faccio fatica
a contenerlo…quindi mi pare di non sentire nulla!
Un pane di una tonnellata non c’entra nella bocca; come si fa a sentirne il
sapore? Sistematicamente, poi, avviene qualcosa che mi restituisce i sensi
ed allora la penna esplode.
A volte prevale la rabbia, mentre in altre occasioni una quieta necessità di
nuotare nel mare di merda (come recita un famoso aneddoto) per scoprire dove
si nasconde il premio; ossia, il cavallo che l’ha prodotta!
continua...
E’ successo più di una volta
che mi trovassi di fronte al mio essere impermeabile: in Africa ad ogni
sepoltura (ma, poi, la volta celeste illuminata a festa sembrava togliermi
il fiato ed ogni diritto al reclamo), nelle travagliate vicende familiari
(sino a quando ho conosciuto sulla mia pelle la fragilità che un tempo
imputai ai miei genitori), ogni volta che una storia d’amore importante
naufragava (per poi metabolizzarla come un insostituibile frammento da
custodire) e, puntualmente, in ogni circostanza in cui percepivo netta
un’ingiustizia (ma qui, secondo la mia psicoanalista, c’è poco da fare;
bisognerebbe conoscere e vincere la tentazione di proiettare il proprio
vissuto sul mondo circostante per condividere con esso la ferita arcaica…che
caratterizzerebbe la vita di ognuno di noi).
Il 2004 non presenta eccezione! Anche quest’anno ho fatto il “pieno di
vuoto”.
E’ successo nell’ex Unione
Sovietica qualche mese fa; quando una scuola si è trasformata in un campo di
sterminio! Allora ci pensò Raggio di Sole a scuotermi; un vitello
neonato che ha assicurato gioia e speranza ad un gruppo di street boys
Africani.
Purtroppo, mi stava succedendo nuovamente in questi giorni di “mare
agitato”!
Lo sterminio in tv sembrava lasciarmi pressoché apatico! Ancora una volta un
pane di una tonnellata circa imbandiva la mia tavola privandomi del gusto!
Lo tsunami mi è arrivato solo dopo 72 ore…me l’ha servito la
PADANIA la voce del Nord, il quotidiano diretto da
Umberto Bossi!
Nell’edizione di oggi, giovedì 30 dicembre 2004, giorno in cui le cronache
mondiali dichiarano il “disastro biblico” (circa 100.000 vittime) e
prospettano un incremento quasi esponenziale, la prima pagina del “giornale”
in questione è destinata al consueto xenofobo delirio di persecuzione:
“Turchia, subito barriere o filtri anti-islam”.
A centro pagina, invece, la padania ci stupisce! Addirittura si batte il
petto per i suoi figli adottivi: “SEICENTO ITALIANI DISPERSI”.
Viene da chiedersi il perché di tanta generosità nei confronti di questa
razza meticcia…Ma che ce ne fotte a noi di queste 600 persone? Quanti, tra
loro, effettivamente saranno padani? Io direi che potremmo cercare di
salvare prima quelli che hanno al collo il foulard verde col sole delle
alpi, poi quelli che almeno conoscono una parola dei dialetti tipici, subito
dopo, quelli capaci di farci vedere come muore un italiano ed infine, se
avanza tempo, qualche indigeno che, almeno, l’anno prossimo sia in grado di
garantirci un posto per le vacanze del 2005!
Ad ognuna delle ipotetiche 100.000 vite che sono affogate nella melma dei
vari “paradisi asiatici”, chiedo perdono:
per essermi trovato dall’altra parte del mondo,
per aver speso 1€ per comprare una copia de la PADANIA,
per aver scelto, almeno inizialmente, la via di fuga dal dolore,
per la tentazione di credere che ormai è tutto
passato. Mariano De
Mattia
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