OSPEDALE SANTA MARIA ANNUNZIATA DI FIRENZE

Un ospedale poetico

Seguite il percorso tracciato su questa pagina, l'idea è semplice: un gruppo formato da antiche e importanti istituzioni si è unito per realizzare un azione di forte cambiamento all'interno di un ospedale fiorentino.

Chi sta condividendo il sogno di un cambiamento …

 Il Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux ha individuato un idoneo frasario poetico, pezzi o poesie intere prese dalla tradizione Italiana del novecento con preferenza su tematiche della natura, amicizia, amore.

 

Le poesie sono poi state dipinte dagli allievi dell'Istituto Statale D'arte di Firenze che hanno aderito al progetto con un entusiasmo inatteso nel corso di tutto l’anno scolastico molte sezioni di lavoro si sono dedicate alla  realizzazione ed è questo il grande valore aggiunto del Progetto il lavoro dei ragazzi che si sono avvicinati all’ospedale

e suggestionati dagli spazi ed ispirati dalle frasi poetiche hanno iniziato a lavorare con creatività, impegno, nella consapevolezza di realizzare qualcosa che davvero potesse aiutare, che concedesse attimi di autentico rasserenamento.

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Un ospedale
in
bianco e nero

Quante volte in attesa di fare un esame del sangue o seduti negli spazi di attesa di un Pronto Soccorso...

...così, per ingannare il tempo e contenere l'ansia, ci siamo messi a leggere ossessivamente le istruzioni sull'uso di un estintore antincendio o, peggio, le indicazioni su un fantomatico convegno organizzato su tematiche mediche dal linguaggio incomprensibile.

Far passare il tempo in ospedale non è facile, lo stesso ambiente fisico trasmette nella sua tecnicità sensazioni che amplificano l'impressioni di trovarsi in un "non luogo".

Dunque se è vero, come sostengono autorevoli studi, che: "siamo abitati dai luoghi che abitiamo",

e se è pure vero che la malattia crea una condizione di "separazione" mentale e fisica, perché non cominciare proprio dallo spazio, perché non modificarlo con un'azione di "rottura" in grado di condurci in una visione rasserenante, più umana, più accogliente.

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Un ospedale
a colori

L'ospedale del XXI secolo inteso come semplice luogo di cura deve mutare sia da un punto di vista formale che funzionale: l’evoluzione del disegno architettonico e del disegno degli ambienti sempre più li pensa anche come strumento terapeutico, non contenitori asettici dotati esclusivamente di caratteristiche pratiche finalizzate all’assistenza ed alla terapia medica.

Il malato che in ospedale perde alcune delle sue capacità e funzionalità sviluppa e potenzia l’emotività, l’affettività e la percezione degli spazi, dei luoghi, delle forme e dei colori.

Ecco quindi l’importanza di portare nuova attenzione al luogo.

Attraverso una serie di lavori che superano la dimensione decorativa si predispone un processo di coinvolgimento leggero e partecipato con gli ambienti, creando un clima differente e positivo.
 

Parole che scaldano le nude pareti, catturano la mente, distolgono i pensieri dalla malattia. Anche l'Ospedale, sede dedicata al recupero della salute fisica e psicologica dei pazienti ha bisogno di poesia: si affilano nuove armi, affiancando alla scienza della medicina, l'alchimia rasserenante delle belle parole.

 

L'arte diventa un elemento forte del luogo e non ne cambia solo l'aspetto, ma anche e soprattutto il modo di vivere l'ambiente.


Si mira così, in sintesi, ad unire i valori di arte e scienza rendendo il percorso della malattia e della cura meno traumatico e più leggero, tramite messaggi che affiancandosi a quelli istituzionali e dovuti, sappiano parlare, ancora prima che al malato: all'uomo.

(Il testo è della dr.ssa Silvia Pecorini)

Per informazioni:
silvia.pecorini@asf.toscana.it.

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Ecco la poesia
entrare in ospedale

con tutta la sua forza di messaggio universale
con la potenza di immagini
che ci porteranno a nuovi pensieri, ci distrarranno,
ci consoleranno.

 

 

Mentre noi siamo qui,
fra consuete cose sepolti,

è sul mondo la luna
e bagna il canto ai contadini.

Quiete ascoltano le siepi.
Il fondo ascolto della mia vita
a quel lume di luna

(Sandro Penna)

 

 

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Io vorrei vivere addormentato
entro il dolce rumore della vita.

(Sandro Penna)

 




 

 


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Questo è un anno di papaveri
la nostra terra ne traboccava
poi vi tornai fra maggio e giugno
e m'inebriai d'un vino così dolce
così fosco.

(Attilio Bertoletti)

 

 

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Forse la lenta tua malinconia si perde...
se nella notte ad un veloce
treno l'affidi

(Sandro Penna)

 




 

 

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La giovinezza cupida di pesi
Porge spontanea al carico le spalle.
Non regge. Piange di malinconia:

Vagabondaggio, evasione, poesia,
cari prodigi sul tardi! Sul tardi
l'aria si affina ed i passi si fanno
leggeri

Oggi è il meglio di ieri
se non è ancora felicità.

Assumeremo un giorno la bontà
del suo volto, vedremo alcuno sciogliere
come un fumo il suo inutile dolore

(Umberto Saba)

 

 

 

 

 


Sommario archivio

 

 

 

 

 


"La poesia ci consola,
ci sottrae dal quotidiano,
cura le nostre pene …
i pensieri dei poeti sono i pensieri
del mondo,
messi lì ad eternare la nostra pochezza,
a ricordarci che anche di fronte al dolore
non siamo mai soli … "

 

 

 

 

 

 

 



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Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio giardino bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno gli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

(Eugenio Montale)
 

 

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Il mare è tutto azzurro
il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E' tutto calmo

(Sandro Penna)

 

 

 

 

 


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Io vorrei vivere addormentato
entro il dolce rumore della vita

(Sandro Penna)

 

 

 

 

 

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La colomba che preda la festuca
e la porta nel nido invidio, e voi
alberi silenziosi, a cui le foglie,
ben disegnate indora il sole; belli
come bei giovanetti o vecchi ai quali
la vecchiezza è in aumento. chi vi guarda
-verdi sotto una nera ascella frondi
spuntano; alcuni rami sono morti-
le vostre dure sotterranee lotte
non ignora; la pace ammira,
anche più vasta.
E a voi ritorna amico;
laghi d'ombra nel cuore dell'estate

(Umberto Saba)

 

 

 

 

 

 






 

Progetto integrato a cura di:

Azienda USL 10 Firenze
Dr. Fabrizio Gemmi, Dr.ssa Silvia Pecorini, Dr.ssa Claudia Russo

Istituto Statale d'Arte di Firenze
Prof. Giovanni Bonechi

Gabinetto Scientifico letterario Vieusseaux
Dr. Franco Zabagli

Comune di Bagno a Ripoli
Barbara Sani, Barbara Marroccia, Maria Grazia Pagnini

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5° classificato al Concorso Internazionale “Ospedali a 5 stelle” 2004 nell’ambito della Fiera Internazionale EXPOSANITA’ di Bologna.

Inserito fra i 10 migliori progetti selezionati nella “VII Edizione Premio Andrea Alesini” promosso da Cittadinanzattiva per le buone pratiche in sanità