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Seconda
Conferenza Europea sull'Ambiente e la Salute
Dichiarazione di Helsinki
sull'Azione nei confronti dell'Ambiente
e della Salute in Europa
Una delle tante
dichiarazioni sostanzialmente disattese, ma lungimirante nell'individuare
relazioni tra stato dell'ambiente e impatto sulla salute. Finlandia, 20 -
22 giugno 1994.
1. Noi, Ministri per l'Ambiente e Ministri per la
Sanità degli Stati Membri dell'Europa della Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) e Membri della Commissione Europea (EC) responsabili per
l'ambiente e la salute, ci siamo incontrati qui ad Helsinki sotto gli
auspici del Governo Finlandese e dell'Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS,
secondo quanto stabilito dalla Carta Europea per l'Ambiente e la Salute
adottata nella nostra Prima Conferenza, tenutasi a Francoforte, in Germania,
nel 1989, e sulla base del mandato assegnatoci dall'Agenda 21 adottata dalla
Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo (UNCED) nel 1992.
2.Davanti a noi abbiamo un obiettivo comune e
condiviso: migliorare le condizioni di vita e di lavoro della generazione
presente, per assicurare che non venga distrutta la capacità di sviluppo
della natura e che venga salvaguardato il diritto delle generazioni future
ad una vita soddisfacente e produttiva.
Lo sviluppo sostenibile può essere garantito solo attraverso un mutamento
radicale degli attuali modelli di produzione e consumo. La coesistenza fra
l'uomo e la natura costituisce un prerequisito per il futuro dell'umanità.
La prosperità e lo sviluppo continuo della società deve fondarsi sul pieno
riconoscimento e sulla protezione continuativa delle diversità biologiche
della natura.
L'EVOLUZIONE
3.La Seconda Conferenza ha luogo in un'Europa
differente rispetto al 1989 sia sul piano politico che su quello economico.
Importanti cambiamenti politici hanno condotto ad un sostanziale incremento
del numero degli Stati Membri Europei dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità. Alcuni Paesi sono lacerati da conflitti armati. Molti stanno
affrontando i problemi della transizione da un'economia pianificata ad
un'economia di mercato. La recessione economica ha toccato la maggior parte
della Regione. In questo nuovo contesto geopolitico, si stanno adottando
numerose iniziative collegate, riferite ai problemi dell'ambiente e della
salute che riguardano direttamente l'Europa.3 Abbiamo portato l'attenzione
sull'importanza del processo "Ambiente per l'Europa" iniziato a Dobris
Castle nel 1991, che ha portato all'adozione da parte della Conferenza
Ministeriale Pan-Europea di Lucerna del 1993 del "Programma di Azione
Ambientale per l'Europa Centrale e Orientale" nonché degli elementi per un
"Programma Ambientale per l'Europa" di lungo termine. Le iniziative adottate
nel corso del processo "Ambiente per l'Europa" e il nostro impegno
all'azione nel campo dell'ambiente e della salute devono basarsi sul
sostegno reciproco ed essere strettamente collegati al lavoro della
Commissione per lo Sviluppo Sostenibile prevista dalla risoluzione
dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. È solo in questo modo che la
famiglia europea può assumere un atteggiamento comune e coerente alle sfide
dell'ambiente, della salute e dello sviluppo.
4.Siamo soddisfatti che le più importanti decisioni
assunte nella Prima Conferenza siano state realizzate. Molti Paesi
attualmente basano le loro politiche per l'ambiente e la salute sulla Carta
Europea. È stato istituito ed è in funzione il Centro Europeo per l'Ambiente
e la Salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/ECEH). Nel corso
della preparazione del rapporto "Preoccupazioni per il Futuro dell'Europa (CET)",
il Centro ha sviluppato un'analisi regionale che offre una valutazione
complessiva della salute in rapporto all'ambiente.
5.Nel 1993 l'Assemblea della Sanità Mondiale ha
adottato una Strategia Globale per la Salute e l'Ambiente in risposta alla
raccomandazione della Commissione per la Salute e l'Ambiente
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ai risultati dell'UNCED. Tale
Strategia offre un quadro integrato di obiettivi ed azioni nel campo della
salute e dell'ambiente.
LA SFIDA DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE
6.Notiamo che la natura e la portata dei problemi che
richiedono azioni preventive o riparative sono state messe in luce dal
lavoro effettuato in preparazione del rapporto CET e del Rapporto
Pan-Europeo sullo Stato dell'Ambiente preparato nell'ambito del processo
Ambiente per l'Europa. Siamo preoccupati dalle gravi conseguenze per la
salute e il benessere di un numero consistente
di persone all'interno della
Regione Europea che deriva da ambienti di vita, di lavoro e di svago
insoddisfacenti, come ad esempio:
Cibo ed acqua contaminati,
quattro anni dopo la "Decade sui Rifornimenti e sulla Igienizzazione dell'Acqua Distribuita per il Consumo Umano" promossa dalle
Nazioni Unite, più di 100 milioni di persone nella Regione non hanno ancora
accesso ad acqua potabile sicura e un numero addirittura maggiore non
dispone di servizi igienici.
Le infezioni provocate dall'acqua contaminata, come
l'epatite A e le malattie diarroiche, costituiscono un grave problema
nell'Europa orientale dove, in aggiunta alle difficoltà nel rifornimento di
acqua, l'inadeguato trattamento dell'acqua e l'insufficiente manutenzione
dei sistemi di distribuzione danno, come risultato, la contaminazione
microbiologica delle riserve d'acqua. Le malattie dovute alla contaminazione microbiologica
del cibo stanno aumentando in tutta la Regione a causa di modalità e
tecnologie inadeguate e insufficienti nella produzione, nella lavorazione e
nella conservazione dei cibi. Si stima che circa 130 milioni di persone all'anno
siano a rischio di sviluppare malattie attribuibili alla Salmonella o al
Campylobacter.
Inquinamento dell'aria nell'ambiente e negli spazi
interni
L'apparato respiratorio di milioni di persone che
vivono in parecchie aree urbane è a rischio a causa dei livelli di
inquinamento dell'aria prodotti dalle centrali elettriche, dalle industrie e
dal crescente traffico veicolare. L'inquinamento dell'aria negli ambienti interni,
compreso quello prodotto dal fumo di tabacco e dal radon, aggravato dalla
mancanza di adeguate forme di ventilazione, è sempre più riconosciuto come
causa di cattiva salute. L'inquinamento dell'aria può anche essere causa
dell'aumento osservato di attacchi di asma e di altre reazioni allergiche. In alcune aree, le emissioni di piombo da parte delle
industrie e dei veicoli che usano carburanti contenenti piombo provocano nei
bambini l'aumento del piombo nel sangue che può essere associato a problemi
nello sviluppo mentale.
Morti e lesioni dovute a vari tipi di incidenti,
comprese le emergenze nucleari
Nella Regione, gli incidenti stradali, domestici e
lavorativi causano circa 200.000 morti e un consistente numero di lesioni e
disabilità permanenti ogni anno. I fattori ambientali contribuiscono al
verificarsi di questi incidenti; se venissero adottate opportune misure di
prevenzione la loro incidenza potrebbe venire ridotta. Otto anni dopo Chernobyl, la progettazione e le
condizioni operative di molte centrali nucleari hanno ancora bisogno di
miglioramenti urgenti per prevenire incidenti simili.
In alcune aree colpite dall'incidente di Chernobyl, la
frequenza del cancro alla tiroide nei bambini è aumentato di circa cento
volte; molte più persone sono colpite da malattie psicosomatiche causate
dall'incidente e dall'incertezza sugli effetti a lungo termine.
Alcuni Stati, sia nel ricercare sicurezza nei
confronti di disastri di grande portata e delle relative minacce alla salute
umana che per altri motivi, hanno adottato politiche energetiche che
escludono l'energia nucleare.

Ecologia e salute
Parecchie decisioni del passato, come quelle relative
allo sviluppo del bacino del Mare di Aral per incrementare la produzione
agricola nonché l'uso di Semipalatinsk per effettuare i test delle armi
nucleari, hanno creato situazioni che ancora oggi costituiscono fonti di
rischio per la salute di milioni di persone.
Salute urbana
Il deterioramento delle condizioni di vita in molte
aree urbane ha prodotto effetti nocivi per la salute di un grande numero di
cittadini. Il cambiamento strutturale e tecnologico nell'economia ha
prodotto elevati e inaccettabili livelli di disoccupazione, specialmente fra
i giovani, che, a loro volta, generano effetti negativi per la salute fisica
e psichica. Sono altresì inaccettabili i livelli di deprivazione e di
squallore che si riscontrano in molti posti. L'inerzia nei confronti di
questi problemi potrebbe costituire una minaccia nei confronti dei legami di
solidarietà all'interno della nostra società.
Salute nei luoghi di lavoro
Circa la metà dei 400 milioni di lavoratori nella
Regione non hanno accesso ad adeguati servizi di medicina del lavoro.
Ogni anni, sul lavoro accadono circa 25.000 incidenti
mortali e si stimano ulteriori 10 milioni di lesioni. Circa 16 milioni di lavoratori sono esposti ad agenti
cancerogeni.
Conseguenze dei conflitti armati
I conflitti armati hanno creato un grande numero di
rifugiati e hanno prodotto distruzioni e devastazioni delle riserve di acqua
e di servizi sanitari essenziali, minacciando la salute di intere comunità.
IMPEGNO ALL'AZIONE
7.Nella realizzazione di questa Dichiarazione,
seguiremo le raccomandazioni del rapporto del 1992 della Commissione
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità su Salute e Ambiente, che ha dato
rilievo al fatto che esiste complementarietà e sinergia fra la promozione
della salute e la protezione dell'ambiente. Le affermazioni della
Commissione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono state approvate
dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, che ha sottolineato la
necessità di integrare gli obiettivi e le attività relative a salute,
ambiente e sviluppo: ci faremo guidare dalle sue decisioni come, ad esempio,
da quelle legate alla salute e all'ambiente in Europa. Siamo consapevoli che
la necessità di un migliore utilizzo delle limitate risorse disponibili
all'interno dei singoli Stati, spinge all'estensione e all'intensificazione
della cooperazione internazionale. La sostenibilità deve essere costruita
con strategie intersettoriali; devono inoltre essere resi trasparenti i
costi reali dell'utilizzo di risorse scarse e non rinnovabili.
8.Dovremo anche adeguarci alle politiche e ai principi
degli "Obiettivi Europei della Salute per Tutti" e alla "Carta Europea
sull'Ambiente e la Salute", in particolar modo alle disposizioni relative
alle misure preventive. Ci impegniamo ad agire:
per mantenere la solidarietà, sia all'interno degli
Stati che fra di essi, attraverso la partecipazione agli sforzi comuni per
il miglioramento della salute dell'ambiente e l'assegnazione di priorità
alle situazioni peggiori che si riscontrano nella Regione;
per assicurare la sostenibilità nello sviluppo,
attraverso azioni appropriate nei settori dell'ambiente e della sanità, per
soddisfare i bisogni della popolazione attuale senza compromettere la
possibilità che le generazioni future possano soddisfare i loro;
per realizzare attività di cooperazione e alleanze, per
il miglioramento dell'ambiente e della salute, non solo fra i settori della
sanità e dell'ambiente, ma anche con gli altri settori economici nonché con
tutti i partner sociali che possono contribuire alla definizione di
obiettivi e alla realizzazione di progetti;
per applicare il principio di sussidiarietà, affinché
in tutte le situazioni le decisioni assunte abbiamo il massimo livello di
efficacia.
9.Gli Stati Membri decidono le loro priorità alla luce
della loro situazione specifica, ma ci sono determinati problemi, come la
qualità dell'acqua e dell'aria, che, data la rilevanza o la gravità delle
conseguenze che possono causare, richiedono l'attenzione da parte di tutti i
Paesi. Approviamo il "Piano d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE),
come strumento attraverso il quale possiamo proteggere e promuovere la
salute e conservare e migliorare l'ambiente. Siamo altresì impegnati a
mettere in atto queste iniziative prioritarie:
AZIONI A LIVELLO NAZIONALE, REGIONALE E LOCALE
10.Impegniamo i nostri rispettivi dipartimenti della
sanità e dell'ambiente a sviluppare in modo congiunto, non oltre il 1997,
piani di azione sulla salute e sull'ambiente, lavorando assieme e per mezzo
di esperti o invitandoli a redigere tali piani di azione quando
l'appropriatezza e la legge o la costituzione lo richiedono. Questi piani
dovrebbero essere integrati o strettamente connessi sia con i programmi
d'azione ambientale sia con i processi di programmazione sanitaria e in modo
specifico dovrebbero essere monitorati dall'UNCED e dal processo del
"Ambiente per l'Europa". Vogliamo, inoltre, intensificare la cooperazione
con le altre autorità governative, come ad esempio i responsabili
dell'agricoltura, dell'energia, dell'industria, dei trasporti e del turismo,
in modo da integrare i problemi dell'ambiente e della salute nelle loro
politiche, cercando di fare un passo importante verso la sostenibilità.
11.Siamo convinti che ci sia una pressante necessità
per un approccio complessivo ed integrato, teso a creare comunità sociali
più sane ed ecologiche e a migliorare la consapevolezza
dell'interconnessione dei numerosi fattori che contribuiscono al benessere.
Agiremo di conseguenza facendo riferimento alle proposte dell'UNCED agli
Stati per "sviluppare piani d'azione prioritari basati sulla programmazione
cooperativa da parte dei vari livelli di governo, delle organizzazioni non
governative e delle comunità locali.
AZIONI TRANSFRONTALIERE CHE COINVOLGONO L'INTERA EUROPA
12.Al fine di assicurare che l'attenzione nei
confronti della salute abbia il dovuto peso nella determinazione delle
azioni da intraprendere, abbiamo richiesto all'Organizzazione Mondiale della
Sanità, in collaborazione con altre importanti organizzazioni
internazionali, di intensificare il suo contributo mediante l'ulteriore
elaborazione e predisposizione di provvedimenti riguardanti l'inquinamento
dell'aria, dell'acqua e del suolo, in quelle convenzioni ambientali che
hanno, fra i loro scopi, la protezione della salute umana.4 Ciò dovrebbe
comprendere lo sviluppo di modalità attuative affinché le iniziative trovino
efficace realizzazione nei vari Paesi. Le modalità per un'efficace
implementazione sono le norme legislative, l'attribuzione di responsabilità,
ivi incluse quelle per il coordinamento fra il settore dell'ambiente e
quello della sanità e la garanzia che i livelli di inquinanti nell'aria,
nell'acqua, nel suolo e negli alimenti vengano monitorati con lo scopo di
raggiungere e di mantenere una situazione di riduzione dell'esposizione a
questi rischi. Tenendo conto degli effetti potenziali sulla salute,
raccomandiamo che si facciano adeguati sforzi per controllare le fonti
dell'inquinamento, allorquando qualunque tipo di inquinamento venga
rilevato, indipendentemente dai confini, e possa aumentare l'esposizione
complessiva.
13.Sosteniamo il programma dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità sulla salubrità dell'ambiente in Europa e tutti gli
altri programmi europei che hanno lo scopo di sviluppare e di rafforzare il
controllo della salubrità dell'ambiente. Poniamo particolare enfasi sulle
azioni per il miglioramento dei servizi essenziali per la salubrità
dell'ambiente, compresa la medicina del lavoro, i sistemi informativi, i
sistemi per la valutazione e la gestione dei rischi, la formazione
professionale, la consapevolezza e la partecipazione pubblica.
14.Decidiamo, in quanto urgente, di sviluppare una
migliore collaborazione a livello europeo per la definizione delle
interrelazioni fra ambiente urbano e salute. Sono necessari approcci
innovativi e modalità concrete per dare la possibilità agli abitanti di
sviluppare i loro ambienti di vita e di invertire le tendenze negative
relative alla qualità della vita che si stanno verificando in molte città.
Al fine di stimolare azioni nei confronti dei problemi ambientali, sanitari
e sociali, diamo il nostro convinto sostegno agli sforzi che vengono fatti
con l'obiettivo di migliorare le condizioni della vita nelle città
attraverso l'attività della rete europea delle "Città Sane" e di altre reti
analoghe.
15.Ci assumiamo l'impegno di rafforzare nei nostri
Stati le azioni coordinate volte a ridurre i pesanti tributi in vite umane
dovuti agli incidenti. Come primo passo, proponiamo di concentrare
l'attenzione sulla raccolta, su basi uniformi in tutta la Regione, di
informazioni sulle cause ambientali e comportamentali delle diverse
categorie di incidenti, al fine di individuare dove intervenire con azioni
specifiche.
16.Chiediamo all'Organizzazione Mondiale della Sanità
di collaborare con altre organizzazioni per definire e migliorare efficaci
misure di prevenzione, incluso l'uso di sistemi tempestivi di allarme e di
appropriate contromisure di sanità pubblica, in modo che i Paesi colpiti
possano intraprendere in tempo le azioni opportune.
17.Siamo consapevoli che le basi scientifiche per
l'azione nei confronti di alcuni problemi che ci assillano hanno bisogno di
essere rafforzate. A questo fine, approviamo la proposta per la formulazione
di un programma di ricerca congiunto che coinvolga l'Ufficio Regionale per
l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la Fondazione Europea
per le Scienze e la Commissione Europea. Proponiamo l'organizzazione di una
serie di incontri internazionali per diffondere i risultati di questo
programma e di altre ricerche che siano ritenuti di valore.
AZIONI PER AIUTARE I PAESI IN TRANSIZIONE E QUELLI CHE
HANNO SUBITO GLI EFFETTI DI CONFLITTI ARMATI
18.Siamo pronti a rispondere alle richieste dei Paesi
che si trovano ad affrontare la transizione economica e sociale e che
possono aver bisogno di assistenza per migliorare i loro servizi di igiene
ambientale, sia a livello bilaterale sia attraverso le organizzazioni
internazionali esistenti.
Ci impegniamo a sostenere i programmi finalizzati a
porre rimedio a specifiche situazioni ambientali correlate alla salute in
quei Paesi dove è operante un'azione internazionale, con particolare
riferimento agli accordi internazionali già raggiunti.
Richiediamo all'Organizzazione Mondiale della Sanità,
in collaborazione con altre organizzazioni internazionali e agenzie che
possono garantire finanziamenti, di sviluppare e coordinare i programmi che
sono legati alla salute, di concerto con il "Programma Europeo per
l'Ambiente" e in accordo con la realizzazione del "Programma per l'azione
nei confronti dell'Ambiente nell'Europa Centrale e Orientale", in relazione
ai bacini fluviali internazionali, inclusi i mari e gli altri programmi
d'azione a livello subregionale.
19.Siamo consapevoli che l'assistenza esterna
risulterà efficace solamente se gli sforzi saranno diretti al miglioramento
e, in quanto necessari, alla revisione dei servizi di igiene ambientale e
dei sistemi informativi, alla formazione di addetti e allo sviluppo della
consapevolezza nell'intera popolazione. Ci impegniamo a sostenere la
continuità dell'assistenza tecnica relativamente alla quale i Programmi
Nazionali Integrati su Ambiente e Salute, sviluppati dal Centro Europeo per
l'Ambiente e la Salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/ECEH),
possono servire da modello.
20.Consapevoli che molte metropoli e città nei Paesi in
transizione soffrono per la scarsa qualità dei servizi pubblici, facciamo
appello all'Organizzazione Mondiale della Sanità e alle altre organizzazioni
interessate a dare priorità al compito, di scarsa visibilità ma di grande
importanza, di rilanciare servizi come quelli per il rifornimento idrico e
per il trattamento dell'acqua e dei rifiuti, che risultano essere essenziali
per la salute. In relazione al lungo abbandono in cui questi servizi si sono
trovati in molti Stati, sottolineiamo la necessità della formazione dei
responsabili del loro funzionamento e della manutenzione. Nel perseguire
questi obiettivi, gli Stati dovrebbero far proprio il "Piano d'Azione
sull'Acqua Potabile e la sua Igienizzazione" adottato dalla Commissione per
lo Sviluppo Sostenibile.
21.Esprimiamo il nostro orrore nei confronti delle
ostilità e dei conflitti civili che hanno luogo nelle aree contestate della
Regione e che sono causa di centinaia di migliaia di persone uccise, di un
numero maggiore di feriti e di milioni di profughi. Siamo consapevoli della
necessità urgente che la nostra solidarietà trovi espressione in termini
operativi, in modo da rendere rapido il ritorno alla vita normale di coloro
che sono sopravissuti ai conflitti. Sosteniamo e incoraggiamo con
determinazione l'intensificazione delle azioni intraprese
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con le altre
strutture delle Nazioni Unite, con le organizzazioni di soccorso e con i
singoli Stati Membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tali azioni
sono destinate alla protezione delle condizioni di salute nei Paesi e nelle
aree che sono o sono state recentemente teatro di conflitti armati. Il
compito di ristabilire migliori condizioni di vita e di salute sarà
drammatico. Richiediamo all'Organizzazione Mondiale della Sanità, in stretta
cooperazione con gli Stati Membri e con altre organizzazioni, incluse le
agenzie in grado di fornire finanziamenti, di cominciare da subito a
contribuire alla pianificazione di quelle iniziative di portata
significativa che saranno necessarie per alleviare le condizioni di malattia
e per ripristinare i servizi di base di igiene ambientale, una volta che sia
stata raggiunta la pace.
SOSTEGNO ISTITUZIONALE
22.Riconosciamo che la realizzazione del "Piano
d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE) si basa sulla
collaborazione fra i partner del processo "Ambiente per l'Europa" e
dell'Organizzazione Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità,5 utilizzando il più possibile le strutture esistenti di
coordinamento.
23.Abbiamo valutato che la realizzazione del "Piano
d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE) non richiede interventi
esterni. Per agevolare la cooperazione e il coinvolgimento degli Stati
Membri attraverso loro ministeri per l'ambiente e la sanità, insieme alle
specifiche organizzazioni internazionali e le agenzie di finanziamento,
stabiliamo che, al fine di realizzare il "Piano d'Azione sulla Salute
Ambientale in Europa (EHAPE)", venga costituito il Comitato Europeo per
l'Ambiente e la Salute (EEHC).
24.Riteniamo che il Comitato dovrebbe essere formato
da quattro rappresentanti designati dal Comitato Regionale per l'Europa
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, da quattro rappresentanti
nominati dal Comitato per la Politica Ambientale dell'UN/ECE e, sulla base
dell'approvazione da parte delle rispettive istituzioni, da rappresentanti
designati dall'UN/ECE, dal "Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite" (UNEP),
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dall'Unione Europea, dal
Consiglio d'Europa e dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico (OCSE) e possibilmente da altre organizzazioni intergovernative e
da agenzie internazionali di finanziamento.
25.Il Comitato sarà operativo dall'1 gennaio 1995, e
sarà inizialmente composto da quelle istituzioni citate che avranno
designato i loro componenti, confermando, in tal modo, la propria
accettazione delle funzioni del Comitato in precedenza proposte.
26.L'Organizzazione Mondiale della Sanità si farà
carico, da sola o in collaborazione con le altre organizzazioni coinvolte,
delle funzioni di segreteria.
27.L'EEHC svolgerà le seguenti funzioni:
promuovere il concetto di sostenibilità così come deve
essere applicato all'ambiente e alla salute;
coordinare e valutare la realizzazione del "Piano
d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE);
quando richiesto dagli Stati, facilitare e sostenere lo
sviluppo di piani d'azione per la salubrità dell'ambiente, includendo
l'assistenza nell'analisi delle implicazioni economiche, ambientali e
sanitarie di politiche specifiche e opzioni di intervento; fornire
assistenza nell'individuazione di risorse esterne per lo sviluppo dei piani;
cooperare con i componenti del processo "Ambiente per
l'Europa", al fine di promuovere l'inclusione di azioni per la salute nei
piani d'azione per l'ambiente e promuovere e facilitare lo sviluppo di
progetti congiunti da parte di organizzazioni internazionali a livello
Europeo, a sostegno della realizzazione del "Piano d'Azione sulla Salute
Ambientale in Europa" (EHAPE);
fornire consulenza sui problemi della salubrità
dell'ambiente alle organizzazioni e a coloro che, attraverso donazioni,
sostengono i Paesi in transizione economica o quelli che si stanno
risollevando dagli effetti di conflitti armati;
offrire assistenza nell'individuazione di quei
problemi emergenti relativi alla salubrità dell'ambiente che richiedono
azioni cooperative o ulteriori analisi;
promuovere una politica comune di ricerca che implichi
una collaborazione continuativa fra l'Ufficio Regionale per l'Europa
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la Fondazione Scientifica Europea
e altri organismi specializzati che offrano la loro disponibilità, come la
Comunità Europea;
incoraggiare lo scambio e la diffusione delle
informazioni.
28.Richiediamo che il Comitato Europeo per l'Ambiente
e la Salute (EEHC) produca annualmente una relazione al Comitato Regionale
per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e agli altri
organismi coinvolti, sullo stato di avanzamento del "Piano d'Azione sulla
Salute Ambientale in Europa" (EHAPE).
29.Stabiliamo che il Comitato Europeo per l'Ambiente e
la Salute (EEHC) venga costituito per un periodo di cinque anni. Verrà
effettuata una valutazione su ciò che è riuscito a fare e sul suo potenziale
e una relazione sarà sottoposta alla nostra Terza Conferenza Ministeriale.
30.Proponiamo che il Centro Europeo per l'Ambiente e
la Salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/ECEH), lavorando in
stretta connessione con l'Agenzia Europea per l'Ambiente e con altre
organizzazioni intergovernative e non governative, sia riconosciuto come il
principale strumento tecnico per offrire sostegno al "Piano d'Azione sulla
Salute Ambientale in Europa" (EHAPE) e come il principale braccio esecutivo
del Comitato Europeo per l'Ambiente e la Salute (EEHC) sui problemi tecnici.
Il Centro dovrebbe, sulla base delle risorse disponibili, rispondere alle
necessità degli Stati Membri e alle richieste del Comitato Europeo per
l'Ambiente e la Salute (EEHC) nei seguenti campi:
cooperazione con ciascuno Stato Membro della Regione
Europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, relativamente alla
realizzazione del "Piano d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE)
e di problemi specifici di salubrità dell'ambiente, in stretta
collaborazione con le agenzie finanziarie multilaterali e bilaterali;
sviluppo di un sistema informativo globale sulla
salubrità dell'ambiente in grado di individuare i problemi prioritari, i
fattori di rischio e le tendenze e di misurare l'impatto degli interventi;
partecipazione allo sviluppo di criteri scientifici e
di linee guida riferibili alla salubrità dell'ambiente, come fondamento per
la valutazione dei livelli di sicurezza e la definizione di norme e standard
Europei;
disponibilità ad offrire guida nella ricerca sulla
salubrità dell'ambiente, individuazione delle priorità e, in stretta
collaborazione con altri organismi internazionali, individuazione delle
azioni efficaci finalizzate al migliore utilizzo delle risorse di cui la
ricerca necessita.
31.Riteniamo che debbano essere rafforzate le capacità
del Centro Europeo per l'Ambiente e la Salute dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità (WHO/ECEH) nel fornire sostegno agli Stati Membri e al Comitato
Europeo per l'Ambiente e la Salute (EEHC) per l'implementazione del "Piano
d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE). Faremo ogni sforzo per
garantire che le risorse necessarie per realizzare questo obiettivo vengano
rese disponibili accanto a quelle attualmente messe a disposizione
principalmente dalla Francia, dall'Italia, dall'Olanda e dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità.
CONCLUSIONI
32.Pur incoraggiati dai progressi raggiunti dal tempo
dell'adozione della Carta Europea per l'Ambiente e la Salute del 1989,
tuttavia ci preoccupiamo della necessità di rimanere vigili e di migliorare
la situazione. Diamo il benvenuto al sostegno offerto dai nostri partner e
dalla comunità internazionale. Apprezziamo con soddisfazione la risoluzione
del Parlamento Europeo presentata in questa Conferenza. Siamo fiduciosi che
insieme potremo disporre della volontà, dei mezzi e dell'impegno perché i
nostri sforzi abbiano successo.
33.Chiediamo all'Ufficio Regionale per l'Europa
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di convocare la Terza Conferenza
Europea sull'Ambiente e la Salute nel 1999, con lo scopo di valutare i
progressi, in particolare per quanto riguarda l'implementazione del "Piano
d'Azione sulla Salute Ambientale in Europa" (EHAPE), e di definire il
calendario degli impegni, in relazione all'ambiente e alla salute, per i
primi anni del ventunesimo secolo.
Helsinki, 22 giugno 1994
Dr J. Huuhtanen
Ministro per gli Affari Sociali e la Sanità,
Finlandia
Ms S. Pietikainen
Ministro per l'Ambiente, Finlandia
Dr J. E. Asvall
Direttore Regionale per l'Europa dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità
Note
1. Nel presente documento i termini "Europa" e
"Regione" si riferiscono alla Regione Europea dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità.
2. All'interno del presente documento dove viene usato
il termine "governi" ("Stati") si intende inclusa la Comunità Europea nei
settori di competenza.
3. Abbiamo tenuto in particolare considerazione la
"Convenzione di Basilea sul Controllo dei Movimenti Transfrontalieri dei
Rifiuti Pericolosi e della loro Eliminazione", la "Convenzione Quadro sui
Mutamenti Climatici" e la "Convenzione sulla Biodiversità", che sono entrate
in vigore, mentre le integrazioni del "Protocollo di Montreal alla
Convenzione di Vienna per la Protezione dello Strato di Ozono" sono state
aggiornate e rafforzate. Sono state predisposte tre nuove convenzioni sotto
gli auspici della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite
(UN/ECE): la "Convenzione sulla protezione e l'Uso dei Corsi d'Acqua
Transfrontalieri e dei Laghi Internazionali", la "Convenzione sulla
Valutazione dell'Impatto Ambientale in Contesti Transfrontalieri" e la
"Convenzione sugli Effetti Transfrontalieri degli Incidenti Industriali".
4. In particolare la "Convenzione sull'Inquinamento
Transfrontaliero ad Ampio Raggio dell'Aria" e i suoi protocolli correlati
così come la "Convenzione sulla Protezione e l'Uso dei Corsi d'Acqua
Transfrontalieri" e i Laghi Internazionali; la "Convenzione sulla
Valutazione di Impatto Ambientale nel Contesto Transfrontaliero"; la
"Convenzione sugli Effetti Transfrontalieri degli Incidenti Industriali"; la
"Convenzione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica sulla
Immediata Notifica degli Incidenti Nucleari", e la "Convenzione dell'Agenzia
Internazionale per l'Energia Atomica sulla Sicurezza Nucleare".
5. Il termine "Organizzazione Regionale" (Costituzione
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Capitolo 11, Articoli 44-53) fa
riferimento in generale ai ruoli e alle responsabilità separati ma integrati
degli Stati Membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Comitato
Regionale e l'Ufficio Regionale.
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