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GLI
ESTERNALIZZATI
Report è andata
in onda su RAI 3 domenica 12 novembre 2006 alle 21.30 riportiamo parte del
testo dell'inchiesta che parla dell'esternalizzazione dei servizi al Sant'Andrea
di Roma compreso quelli infermieristici.
di Michele Buono, Piero
Riccardi
collaborazione: Lorella Reale
//……..PIERO RICCARDI

Salve, siamo di Report di raitre. Avevamo appuntamento
con il direttore generale.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Stipendi da 300, 400 euro al mese, orari di lavoro di
sette ore ma ne vengono pagate solo tre, straordinari a discrezione,
malattia non pagata…
PIERO RICCARDI
Direttore che succede?
ROCCA- FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea
Roma
È ovvio che io ho necessità che mi venga somministrata
la colazione al malato il pranzo e la cena, allora quelli sono i miei orari.
Poi al suo interno come si organizza la società che si è aggiudicata
l’appalto è un problema di rispetto delle regole a cui si deve assolutamente
attenere…. quindi noi dobbiamo verificare che da un lato ci sia qualità nel
prodotto e che dall’altro il lavoratore sia tutelato, è ovvio che se è
tutelato con forme di contratto atipiche e queste sono consentite dalla
legge lì noi non possiamo più entrare.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Se al Sant’Andrea di Roma le cooperative Osa e
Arcobaleno 2 forniscono 118 infermieri al Policlinico Umberto I° la sola
Cooperativa Osa ne appalta 234.Ora, se c’è una figura professionale per la
quale non esiste il blocco delle assunzioni questi sono gli infermieri.
Quindi nessun divieto per l’Ospedale di assumerli. Basterebbe indire dei
normali, banali, vecchi concorsi. Ma c’è un ma: il mercato degli infermieri
è uno dei più redditizi per le cooperative.
ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea
Roma
Il personale infermieristico è una emergenza nazionale,
c’è una forte mobilità e quindi noi siamo dovuti ricorre alla fornitura di
servizi infermieristici per sopperire alle carenze che si verificavano con
malattie, con trasferimenti….
PIERO RICCARDI
Le cooperative li trovano questi infermieri? Cioè
perché le cooperative li trovano e voi no?
ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea
Roma
Allora un lungo ragionamento…Sostanzialmente l’
infermiere che lavora per la cooperativa lavora sempre per poco tempo. Cioè
lì c’è un turn over altissimo di personale infermieristico.
INFERMIERE ANONIMO OSA
Lavoro come infermiere professionale al policlinico
Umberto I° con la cooperativa Osa…
PIERO RICCARDI

D quanto tempo?
INFERMIERE ANONIMO OSA
Dal 2000!
PIERO RICCARDI
Perché prendere un infermiere da una cooperativa per
sei anni…?
UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico
Umberto I° Roma
Io credo che, ribadisco…con questo non condividendo e
poi spiegherò il motivo per cui non condivido, il motivo principale che io
ho verificato è stata la necessità di aggirare degli ostacoli che derivavano
dalla normativa.
PIERO RICCARDI
Cioè non si poteva assumere?...
UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico
Umberto I° Roma
Non si poteva assumere…Sugli infermieri di vincoli non
ce ne sono mai stati molti. Però sono anche dei vincoli oggettivi legati al
fatto che per esempio noi dobbiamo assumere persone con concorso, quindi
tempi piuttosto lunghi, noi stiamo organizzando un concorso per assumere
infermieri e si sono presentate 4000 persone e dobbiamo assumere una società
che ci gestisce il concorso perché noi non siamo in grado di farlo.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Per il Direttore Generale del Sant’Andrea gli
infermieri sono una emergenza nazionale perché non si trovano e per questo
si ricorre alle cooperative esterne.perché loro, le cooperative, invece li
trovano, e quando il Policlinico indice un concorso per assumere infermieri,
se ne presentano 4000,, talmente tanti che il Policlinico per eliminare l’esternalizzazione
della cooperativa che fornisce gli infermieri che mancano in Italia deve
esternalizzare il concorso perché non è in grado di farlo.Sta di fatto che a
fornire gli infermieri agli ospedali sono le cooperative, ma a queste
cooperative l’ospedale quanto paga un infermiere? Abbiamo visto che, esclusi
i medici, il personale che serve a mandare avanti un ospedale, viene
principalmente appaltato a società esterne, Gli infermieri invece sono
forniti dalle cooperative. Tutto questo perché bisogna risparmiare. La
sanità è indebitata e vogliono reintrodurre il ticket. Allora quello che a
noi interessa capire è se appaltare il personale anziché assumerlo si
risparmia veramente o se invece a fare affari sono solo queste cooperative.
Rimaniamo al policlinico Umberto 1 di Roma per vedere quanto l’ospedale paga
un’infermiere fornito dalle cooperative
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Questo è un capitolato d’appalto per la gara di
fornitura di infermieri. All’articolo 3 si specifica il fabbisogno stimato
in 312.000 ore comprensive di turnazioni notturne e festive, una bella
cifra. All’articolo 9 leggiamo che il prezzo si intende comprensivo di
tutto. E ancora – importante - stabilisce che il costo orario del personale
infermieristico non potrà essere inferiore al minimo previsto dalla Tabella
del Ministero del Lavoro per le cooperative sociosanitarie…A questo si
aggiunge un costo orario per la formazione, uno per l’organizzazione, i
costi generali e il margine operativo. Ovvero il guadagno della cooperativa
fino a un massimo del 15%. Questa è l’offerta della cooperativa Osa che ha
vinto l’appalto del 2003 per 3 anni. A + b + c uguale 21,90 l’ora. E lui è
uno degli infermieri che Osa fornisce al Policlinico.
INFERMIERE ANONIMO OSA
Se sanno che sono qua a fare questa intervista penso
che domani non ho più un lavoro, anzi adesso, se qualcuno saprà andrà a
finire male.
PIERO RICCARDI
Ci sono degli infermieri che lavorano con te che sono
assunti direttamente dal Policlinico, rispetto a loro qual è il problema?
INFERMIERE ANONIMO OSA
Rispetto a loro, è che io lavorando fianco a fianco con
loro, facendo lo stesso lavoro, le stesse mansioni, tutto quanto, qui io ho
una busta paga di 194 ore mensili compresi gli straordinari. Il contratto
prevede 156 ore quindi ne ho fatte circa 40 ore, si vede che la busta paga è
una specie di gioco delle tre carte.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Dunque il lordo è di 1.957 euro, 416 sono le
trattenute, un netto di 1.542 euro a fronte di 156 ore lavorate + 38 di
straordinari, circa, perché la parola straordinari non compare nella busta,
c’è invece un non meglio precisato “conguaglio ore”. Proviamo allora a
moltiplicare 194 ore per 21.90 che, abbiamo visto, è a quanto la cooperativa
Osa vende le ore del suo infermiere al Policlinico e otteniamo 4.248,6 euro.
Ora proviamo a fare i conti in tasca all’Osa. Prendiamo il lordo della busta
paga: 1957 euro, aggiungiamo la quota di contributi a carico della
cooperativa, le festività, la quota ferie, e raggiungiamo con l’aiuto del
nostro commercialista 2 mila e 400, 2 mila 500 euro. Ora, aggiungiamo pure
un 20% tra costi di gestione e margine e arriviamo a 3.000 euro di costo per
la Cooperativa Osa di fronte ad un incasso dal Policlinico di 4.248. Una
bella differenza. Ma leggiamo ancora e una cosa che salta all’occhio è la
voce relativa ai contributi previdenziali Inps. L’imponibile è calcolato non
sullo stipendio intero ma su 729 euro, suppergiù la metà dello stipendio.
Motivo? Semplice, l’Osa paga sulla base dei minimali convenzionali di cui
godono le cooperative. In pratica alle cooperative è permesso di pagare i
contributi Inps non sullo stipendio reale ma sulla metà. Un bel risparmio
per la cooperativa, il Policlinico paga i contributi pieni all’Osa su tutta
la retribuzione, ma l’Osa, e tutte le cooperative, li pagano sulla metà. E
allora, l’altro 50%, pagato dal Policlinico dove va a finire? Ma c’è altro.
Leggiamo che il lavoratore è part time al 94%. Perché Part Time?
PIERO RICCARDI
Mi spiegate il meccanismo di 36 ore che il contratto…?
LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Allora il contratto full time di cooperativa è 38 ore
per cui noi facendone 36 risulta partime.
PIERO RICCARDI
Perché ne fate 36?
LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Perché la cooperativa si deve adeguare allo standard
aziendale che è di 36 ore per cui siamo costretti a fare 36 ore anche noi.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
La cooperativa Osa compra l’infermiere per 38 ore
settimanali come da contratto cooperative sociosanitarie. Ma le ore
settimanali ospedaliere sono 36, dunque il part time al 94% abbassa la paga
base del 6% e poi tra la 36esima e la 38ttesima non può scattare lo
straordinario. Ancora una, sul contrattino si legge che il compenso pattuito
si intende come anticipazione sugli utili da conseguire.
PIERO RICCARDI
Utili a fine anno?
INFERMIERE ANONIMO OSA
Io lavoro, sono adesso 5 anni e ho 1500 euro di utile
dalla cooperativa.
PIERO RICCARDI
In 5 anni?
INFERMIERE ANONIMO OSA
In 5 anni, si, in 5 anni.
PIERO RICCARDI
Quindi 300 all’anno in più di dividendo....
INFERMIERE ANONIMO OSA
Si.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
300 euro all’anno sono decisamente pochi per avere in
cambio tutti gli svantaggi di essere un socio lavoratore. Andiamo al palazzo
della Regione Lazio e proviamo a chiedere all’assessore alla Sanità cosa sta
succedendo attorno a questi ospedali pubblici.
PIERO RICCARDI
Quando una cooperativa fornisce un infermiere spesso il
costo è molto maggiore per l’azienda ospedaliera…
AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio
Ma non credo si possa porre il problema in questi
termini. L’affidamento di una funzione a una organizzazione cooperativa, a
un’associazione o a un privato non può essere attuata con l’idea di spendere
di meno perché un infermiere dovrebbe essere retribuito secondo un contratto
sia che lavori diciamo nella pubblica amministrazione sia nella sanità
privata e quindi anche in una cooperativa. Spesso dipende un pochettino come
si fanno le gare d’appalto perché è chiaro che se si fa una gara d’appalto
al massimo ribasso dopo se si da meno di quanto è necessario per gestire
quel servizio è chiaro che poi ci troviamo di fronte spesso a situazioni di
lavoro dequalificato o di lavoro a sua volta precario.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Non ci risulta affatto, assessore, che le gare
d’appalto di infermieri o ausiliari siano al massimo ribasso. Come abbiamo
visto l’ospedale riconosce alla cooperativa la retribuzione del Contratto
Nazionale del Lavoro più una serie di costi compreso un 15% di margine.
Ciononostante al socio lavoratore arriva di meno.
PIERO RICCARDI
Senta abbiamo visto che negli ospedali tipo Sant’Andrea
e Policlinico c’è una specie di divisione tra cooperative per dividere il
lavoro esternalizzato.
C’è la Compagnia delle Opere ci sono le cooperative
rosse, le ex cooperative bianche della DC… E’ un pò un manuale Cencelli!
AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio
Ma non credo si possa dire questo, per fortuna nel
Lazio sta crescendo e si sta sviluppando una forte rete di esperienze
cooperative.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Sicuramente la Cooperativa Osa è proprio una di quelle
cresciute molto rapidamente nel campo della sanità pubblica. 450 infermieri
forniti dalla cooperativa Osa alle strutture ospedaliere per un totale di
600mila ore di servizio. Solo per l’Osa questo mercato vale 14 milioni di
euro, un terzo del suo bilancio 2005. L’Osa inoltre gestisce in Italia
residenze per anziani, Centri privati neuropsichiatrici, residenze
sanitarie, esiste un Osa Perù, un’Osa Argentina, e infatti molti infermieri
vengono reclutati proprio in Sud America perché sono bravi e soprattutto
disponibili a tutto.
DAL TGR DEL 18/05/2004
“Si trova a Roma in via Volumnio 1 la nuova sede della
cooperativa sociale Osa. Alcune sue sedi si trovano anche all’estero. Ad
inaugurare quella romana è il Presidente della Regione Storace. “Viviamo in
un mondo –ha detto- in cui i diritti sembrano essere di pochi, per questo
bisogna dare più giustizia sociale e strutture come queste che aiutano a
raggiungere l’obiettivo”.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Ma il grande business degli appalti sociosanitari non
riguarda solo Osa della Compagnia delle Opere. Per gli ausiliari della
cooperativa Siar non va certo meglio.
PIERO RICCARDI
Da quanti anni?
LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Io da 4 anni, noi siamo stati assunti come operai II
livello, soci lavoratori ma svolgiamo mansioni del IV livello. Anche del V
livello perché lavorando nel blocco operatorio noi igienizziamo le sale,
laviamo i ferri, igienizziamo le sale quando sono positive e infette,
mettiamo sotto formalina, che è cancerogena, noi la usiamo così a litri.
PIERO RICCARDI
E non hai assicurazione?
LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
Non ho nulla. Io mi sono punta tante volte con i ferri
chirurgici mentre li lavavo, ho fatto le denunce al pronto soccorso e ogni
volta che facevo le denunce mi veniva detto: “ Come mai maneggi i ferri
chirurgici? Allora sei Ota”? E io dico: “no, non sono Ota, sono ausiliare”.
E mi veniva detto: “ Ma tu i ferri non li devi neanche vedere”. Io l’ho
detto che i ferri non li devo neanche maneggiare ma mi hanno detto che
comunque nel blocco operatorio si lavano ed io li devo lavare.
PIERO RICCARDI
Paga?
LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar
180-185 ore, con un figlio a carico, un marito in
mobilità, il mio stipendio è di 800 euro.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Andiamo alla Direzione Ispezioni del Ministero del
Lavoro. E chiediamo: “ Insomma cosa stanno combinando queste cooperative
nella sanità pubblica”?
PAOLO PENNESI- Vice Dir. Generale Attività Ispettive
del Ministero del Lavoro
In realtà si appaltano servizi che servizi non sono.
Quello che non si può appaltare è anche qui la mera prestazione
dell’infermiera la quale si va a collocare nell’ambito del reparto
ospedaliero, lavorando fianco a fianco all’infermiera strutturata, a costi
assolutamente differenziati e fornendo quella che è la sua professionalità.
Questo non si può fare perché questo è mero appalto di mere lavorazioni, che
era vietata con la vecchia legge e che continua a essere vietata ancora oggi
con la legge Biagi.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
La legge dice che puoi appaltare il servizio ma vieta
di appaltare i lavoratori. E invece noi stiamo dimostrando il contrario.
PIERO RICCARDI
Ma gli ordini di lavoro, le mansioni, gli incarichi chi
ve li da?
INFERMIERE ANONIMO OSA
Praticamente io non ho a che fare con l’Osa oltre che
vado ogni fine mese a prender lo stipendio ma tutto di dipende dai capi, dai
medici con cui lavoro.
PIERO RICCARDI
Quindi il ruolo della cooperativa dell’Osa nei tuoi
confronti è semplicemente che fornisce il tuo lavoro?
INFERMIERE ANONIMO OSA
Si, fornisce personale.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Che il ruolo delle cooperative nel settore sanitario
appare spesso null’altro che intermediazione di lavoro è dimostrato dal
fatto che non esiste vita di cooperativa.
PIERO RICCARDI
Ma che si fanno assemblee di cooperativa alla fine
dell’anno?
LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
Non ho mai partecipato a nessuna assemblea, non conosco
neanche il presidente, non conosco nessuno, io faccio fede su una
responsabile che qui, per il resto....
PIERO RICCARDI
Ma chi vi paga? Viene un responsabile della
cooperativa, vi paga?
LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa
Non abbiamo un foglio firme in base a quello ci
spediscono la busta paga.
LAVORATORE 4- Siar Cooperativa
No io no sono mai stato in sede Siar, in 5 anni solo a
inizio contratto per firmare il contratto.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Se la legge dice che puoi appaltare un servizio, ma non
una persona, allora tutto quello che abbiamo visto fino adesso dovrebbe
essere illegale! La situazione al policlinico Umberto 1 è talmente caotica
che qualche mese fa, quando la regione Lazio, sull’orlo del commissariamento
per il buco di 10 miliardi di euro ereditati da Storace, chiede a tutti gli
Ospedali “quanto personale avete? al Policlinico non sono in grado di capire
quanti sono a lavorare nell’ospedale, quali le società, le cooperative, le
ditte.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Queste sono le lettere che la Direzione Generale invia
alla regione Lazio, all’assessore alla Sanità, Augusto Battaglia. Nella
prima del 28 aprile vengono fatti dei nomi di società esternalizzate e
rispettivi lavoratori. Ma è chiaramente lacunosa. L’unico a capirlo è il
sindacato dei Cobas, comitati di base.
PIERO RICCARDI
Voi avete iniziato a contare a fare un censimento dei
lavoratori?
GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° -
Roma
Noi invitavamo i lavoratori qua nell’auletta Cobas
dicendogli, allora fate nome e cognome, abbiamo preparato un ciclostilato
molto semplice, in cui si chiedeva nome e cognome, dove lavoravano per quale
ditta, quale cooperativa da quanti anni e con quale qualifica, con la firma
di ogni lavoratore…Il primo invio fatto da parte dell’azienda.
PIERO RICCARDI
E secondo voi non era giusto?
GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma
No assolutamente perché mancavano un sacco di ditte che
a noi erano venute a fare l’autocertificazione allora che facciamo un
secondo invio come fax.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Non passano due settimane che la direzione
dell’Ospedale è costretta su pressione dei Cobas a inviare in Regione
rettifiche e precisazioni. Questa è una seconda lettera, data 24 maggio.
Spuntano nuove società di esternalizzazioni, ma soprattutto spuntano
lavoratori, centinaia.
GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° -
Roma
Quindi rendetevi conto 270 persone della Pultra per
esempio se non avessimo fatto il secondo invio dicendo signori miei state
dicendo bugie grosse quanto la fame non venivano completamente considerati,
quindi questi lavoratori non per niente in alcuni ospedali si chiamano
fantasmi.
LAVORATORI ANONIMI-
Cooperative Sant’Andrea
Io ormai sono arrivato a 41 anni ho tre figli e con la
paga di precario sei inesistente. Io c’ho 40 anni e ho dovuto mettere in
discussione molti credo. Svegliarmi la mattina accedere ad un mutuo, potermi
comprare casa, una macchina, accedere all’economia di questo paese. Non ti
senti un essere umano quando dici: “che lavoro fai”? I primi tempi quando
lavoravo in cooperativa mi vergognavo a dire che ero un precario, non sapevo
che dire, dicevo lavoro da una parte, ma non dicevo sono precario. Questa
cosa mi faceva un male, pregavo sempre che nessuno mi chiedesse che lavoro
fai.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
I Cobas sono agguerriti, raccolgono soprattutto il
malcontento dei lavoratori delle cooperative e delle ditte esternalizzate
che si sentono abbandonate dai sindacati tradizionali…..//
//…..GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° -
Roma
Io vi volevo fare vedere anche questo che secondo me è
importante, eccolo…Umberto I°…Risultano con un totale di 821, noi invece con
il secondo monitoraggio siamo arrivati a 933 lavoratori di cooperative e
ditte e ben 313 fra i Cococo, la legge 368 che prevede l’assunzione di
medici…
PIERO RICCARDI
Circa 400 di più risultano?
GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° -
Roma
Eh beh sì… E poi a questo ci sono poi alcune piccole
ditte che non sono state ancora menzionate nonostante noi abbiamo inviato un
terzo fax dicendo: “ Signori miei qua i conti ancora non tornano”.
PIERO RICCARDI
Sul censimento la difficoltà per azienda di capire chi,
quanti lavoratori lavoravano per l’azienda in determinato giorno e per quali
società?
UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico
Umberto I° Roma
Credo siano inefficienze e diciamo carenze dell’azienda
pubblica. L’azienda pubblica ha un compito importante quando esternalizza un
servizio, che è quello del controllo. Il controllo deve essere fatto sia
sulla qualità, sia sul processo, sia sulle risorse che vengono inserite nel
processo, cioè deve trattare questi operatori come fossero suoi.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Il direttore generale dice che la pubblica
amministrazione deve controllare, che deve considerare i lavoratori
esternalizzati come fossero i suoi, ma lui anche se è qui solo da un anno,
lo sa cosa succede? Possiamo mostrarglielo noi: ci siamo affacciati dalle
finestre degli uffici….abbiamo guardato giù…ci siamo infilati per le cucine
che fanno un fracasso del diavolo…abbiamo sceso scale e siamo andati lì dove
gli uffici si guardano dal basso…………………………….//
//………MILENA GABANELLI IN STUDIO
Fare questi controlli non è particolarmente complicato,
dovrebbe essere la routine di chi lo fa per mestiere. Perché non stiamo
parlando di un cantiere abusivo, ma di gente che lavora dentro all’ospedale
pubblico e gestisce le nostre cartelle cliniche, che rappresentano la
memoria stessa di un ospedale. Quello che ne deduciamo è che l’Inps o non è
aggiornata o la pensione a questi lavoratori del Sant’Andrea e del
Policlinico anche se non la paghi fa lo stesso…a danno delle pensioni di
tutti. E questo in nome di un risparmio che non c’è , con l’aggiunta della
beffa perché facendo i calcoli, l’assunzione costa meno.
ERMINIA COSTA - Cobas
Ospedale Sant’Andrea- Roma
Noi abbiamo preso i capitolati d’appalto delle varie
ditte e visto quando l’azienda ospedaliera Sant’Andrea pagava per ogni
dipendente. C’è venuto fuori un totale di nove milioni e 741 euro 755; poi
abbiamo fatto un’altra colonna, abbiamo preso quello che è il trattamento
economico con la tredicesima mensilità del comparto sanità e moltiplicato
per il numero dei dipendenti e la cifra è 7 milioni 443 mila 829, questa è
la differenza, attualmente l’azienda paga alle ditte esterne 9 milioni 740 e
rotti milioni di euro, se li assumesse ne spenderebbe 7 milioni 443 quindi
avrebbe un risparmio annuo di due milioni 298 mila euro annui su 315.
PIERO RICCARDI
Esternalizzare costa di più di internalizzare, rispetto
al calcolo che hanno fatto questi sindacati di base?..
ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea
Roma
Allora ecco i conti dei sindacati li ho visti ma
onestamente non li ho verificati, penso che sia possibile, penso che sia
possibile….
UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico
Umberto I° Roma
Non si risparmia, non si risparmia e non ha senso
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Che dire?...esternalizzare personale costa di più che
se fosse assunto direttamente dall’azienda. Lo dicono i direttori generali
dei due ospedali. Ma i soldi sono molti e gli interessi forti.
PIERO RICCARDI
Quanto pesa la Sanità sul Bilancio come quello della
regione Lazio?
LUIGI NIERI – Assessore al Bilancio Regione Lazio
Intorno al 70% e qualcosa di più…
PIERO RICCARDI
Quindi è la voce più consistente?
LUIGI NIERI – Assessore al Bilancio Regione Lazio
E’ la voce del Bilancio della regione Lazio e delle
altre regioni insomma, non solo della regione Lazio.
PIERO RICCARDI
In queste esternalizzazioni ci sono grandi gruppi che
ritornano un po’ ovunque ci sono le cooperative più vicine alla sinistra, le
coop bianche , ci sono società più o meno a Roma ruotano due o tre nelle
lavanderie e pulizie, ci sono pressioni in questo senso o…
UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico
Umberto I° Roma
Le pressioni ci sono sempre perché…perché è ovvio se si
tratta del policlinico si tratta di risorse economiche molto consistenti.
TONINO CORDESCHI- Cobas
Policlinico Umberto I°- Roma
E tutti gli altri li ho
inseriti nella categoria D degli infermieri, vedi, che sono 232
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Insomma al policlinico assumere infermieri e ausiliari
costerebbe 9milioni di euro invece ne deve spendere 12milioni e 400mila euro
per prenderli dalla cooperativa Osa.Quali sono allora gli interessi che
impediscono di assumerli? Una chiave ce la fornisce un frammento rimasto
inciso nella telecamera alla fine dell’intervista dell’assessore Battaglia
quando ci preparavamo ad andarcene.
AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio
Tanto per capirci non esiste nessuna possibilità che si
prendono le cooperative e si fanno imboccare tutti alla regione….però stanno
li da 6 anni!...non è che io posso assume quelli, devo dire che alla
cooperativa je faccio fa un’assistenza domiciliare e li faccio il concorso…
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Chiarissimo, le cooperative che forniscono infermieri e
ausiliari agli ospedali anche se costano di più sono ormai così potenti che
non gli si può togliere l’appalto senza dargli qualcosa in cambio, bisogna
trovargli prima qualche appalto nell’assistenza domiciliare, nella cura dei
disabili o degli anziani e poi si possono fare i concorsi per assumere
direttamente gli infermieri e far risparmiare l’ospedale. La riprova?Vi
ricordate lo scandalo di questa estate legato alla associazione Anni verdi
che si occupava di disabili per conto della regione Lazio?
DAL TGR LAZIO DEL 5/09/2006
“Arrestati per associazione a delinquere otto
persone…L’indagine della procura di Velletri e dei Nas di Roma erano partiti
nel novembre 2004, i centri Anni Verdi per gravi problemi economici sono in
liquidazione totale dallo soccorso luglio, ieri tra un consorzio di
cooperative e la funzione pubblica della Cgil è stato firmato un accordo per
garantire il futuro del personale”.
PIERO RICCARDI (fuori campo)
Così l’assessore Battaglia ha affidato il tutto ad un
consorzio di cooperative. Quali? Sono tre, una della Lega delle cooperative,
una è della centrale Agc , la terza è la cooperativa Osa. Si proprio quella
che fornisce i 382 infermieri e ausiliari al Policlinico e guarda caso al
Policlinico possono indire un concorso pubblico per 50 infermieri. Si 50
infermieri su un totale di 382. Solo un caso? Proviamo a vedere cosa ne
pensano al ministero del lavoro. Ci riceve la sottosegretaria onorevole Rosa
Rinaldi.
PIERO RICCARDI
Per togliere le esternalizzazioni QUI A Roma negli
ospedali al Policlinico o al Sant’Andrea significa intaccare gli interessi
di alcune cooperative o di altre società, Atesia, Tripi ha detto “se io devo
assumere queste persone, io me ne vado all’estero”, parliamo di interessi
forti questo governo, avete la forza di intaccare questi poteri?
ROSA RINALDI- sottosegretario Ministero del Lavoro
Quando io non applico il contratto che dovrei applicare
e chiamo lei in un modo differente da quello che produce per me e di quello
che io attraverso la mia produzione devo anche versare o all’erario o alle
casse pensioni, insomma si dice che dentro le regole non ci stavamo. Quindi
io credo che l’autorità pubblica serve esattamente a dire questo, alcune
funzioni si possono reinternalizzare, facciamo una verifica a tutto campo
sui costi che ci sono stati, altri servizi, questi, possono anche per alcune
funzioni di mercato o per l’efficentamento restare all’esterno ma tuttavia
si può farlo senza la barbaria, oggi noi siamo in questi settori nella piena
barbaria.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
E allora rientrate nella legalità! C’è da dire che da
quando abbiamo cominciato a lavorare attorno a questo argomento , cioè da
giugno scorso, si sono allarmati un po’ tutti. E lunedì sera i sindacati
confederali che sono stati a guardare per 10 anni e hanno tollerato che
questa situazione si creasse si sono seduti intorno ad un tavolo e hanno
firmato un protocollo d’intesa con l’assessore alla sanità della regione..
Bene nell’accordo hanno scritto che sarà lui insieme ai sindacati a
stabilire quando e se fare i concorsi e quali lavoratori potranno entrare
sotto la protezione di un contratto decente e quali dovranno continuare a
stare a bagnomaria. Ricordiamo che la sanità Lazio ha un buco di 10 miliardi
di euro, un terzo della finanziaria, e che tutti noi dovremmo contribuire a
sanare. Grazie alla mala politica e ai sindacati che non hanno fatto il loro
mestiere. Pretenderemmo adesso che questo protocollo diventi qualcosa di più
serio.
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