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Avanti verso il Movimento dei popoli per la salute
Giancarlo Brunetti
Nursing in movimento, un magma
desiderante di idee, sentimenti, voglia di declinare politica e
professione. Il primo risultato è stata la ricerca sulle nuove forme di
lavoro precario nella professione
infermieristica proposta a Valencia al Congresso dell’Associazione
infermieri di comunità "La sfida di assistere in un mondo globalizzato”.
La sfida non è solo verso i valori e principi
cardine dell’assistere che animano milioni di professionisti della
sanità in tutto il mondo, una sfida anche per Nim che dall’inizio ha
individuato nei processi di globalizzazione grandi opportunità di
conoscenza e scambio reciproco, ma anche enormi rischi data l’insistenza
di politiche liberiste che antepongono l’interesse ai diritti
fondamentali dell’umanità, non ultima la salute.
Dopo un anno di studio su fonti e testimonianze
assai scarse abbiamo preso coscienza di un problema vivo che brucia
sotto la cenere. Abbiamo cercato di utilizzare nuovi linguaggi: teatro,
video, un’informazione sintetica sullo stato delle cose, credendo che
fosse la scelta giusta.
Il nostro desiderio, ora, è quello di trovare un
maggior numero di persone al nostro fianco che credono come noi alla
centralità del diritto alla salute.
Stiamo discutendo su quali possano essere le
occasioni d’incontro oltre a quelle metafisiche e virtuali di una
comunicazione in rete, sempre possibile, se avete qualche proposta o
idea da inviarci.
Nel futuro prossimo
lavoriamo per essere presenti al fianco del Movimento dei Popoli per la Salute (PHM),
l’organizzazione mondiale nata nel 2000 in Bangladesh ha lanciato nel
2005 una campagna mondiale per il diritto alla salute.
PHM è una
organizzazione molto attiva soprattutto in Asia, America latina e
Africa, nell'ambito di questa iniziativa la volontà di creare un coordinamento di
movimenti per la salute anche in Italia.
L’obiettivo è quello di
far nascere un osservatorio sulle violazioni al diritto alla salute in
Italia.
Ci preoccupa infatti lo stato in cui versa il nostro sistema
sanitario pubblico, seppur considerato uno dei più equi al mondo, mostra
segni di cedimento di fronte all’attacco neoliberista.
Per ora arrivano al
grande pubblico solo reportage giornalistici, da quello della
trasmissione di RAI 3 “Report” che denuncia il sistema di esternalizzazione dei servizi,
tra i quali anche quelli infermieristici (vedi
articolo su savar), al più recente de “L’Espresso” sul
precario stato igienico in un policlinico di Roma. In ambedue i casi
viene smascherato il
sistema di clientele e inefficienza messo in piedi dal governo di destra
Storace che ha creato un buco di milioni di euro, così incancrenito
da non poter essere sconfitto, almeno così sembra, neppure dall’attuale governo regionale.
Le condizioni di sfruttamento di infermieri
migranti e precari, al centro delle nostre preoccupazioni, rientra pienamente in questo
processo di devoluzione/dissoluzione del sistema pubblico e
costituisce una minaccia per tutti i professionisti e per il sistema
sociale.
A fronte di un numero crescente di infermieri
disposti ad accettare questi rapporti di lavoro diventa sempre più
difficile perseguire obiettivi di avanzamento culturale e professionale
per tutti, e più difficile dare risposta ai bisogni di salute delle
popolazioni.
Non vogliamo fermarci, vogliamo estendere la nostra
azione e riaffermare il nostro ruolo sociale e politico.
Promuovere la salute vuol dire costruire nuovi
equilibri sociali, economici e ambientali più sostenibili per noi e per
le generazioni future; L’impatto sulla salute globale di cambiamenti
climatici, guerra e povertà sono un segnale deciso per cambiare la
rotta.
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