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Incontri No…strani!
Mani
e destini si intrecciano ogni giorno e tutti, spesso inconsapevolmente,
"siamo abitati dai
luoghi che abitiamo”. Cosicché, strano ma
vero, sovente faccio fatica a mettere ordine nei miei pensieri perché
tendenzialmente vivo nel disordine…dunque il Kaos mi abita! Proprio
in virtù di questa mia “qualità”, seconda solo alla distrazione, qualche
giorno fa, non ho esitato a partire alla volta di Bergamo (serata africana a
casa di Ana, Marlon e Massimo) lasciando lo zaino sul tettuccio della
macchina! Il tempo di imboccare l’autostrada ed è partita l’esasperante
ricerca dello zaino…conclusasi con la
sconcertante certezza; in un punto x
del percorso è scivolato dal tettuccio finendo in chissà quali mani! Inutile
la ricerca, telefono, documenti vari e soldi erano in un altrove non ben
definito.
Come spesso ho sentito dire, la possibilità di essere sorpresi è
inversamente proporzionale alle aspettative nutrite…Quando ormai nulla
lasciava immaginare che io rientrassi in possesso del malloppo, mi chiama
mio fratello per dirmi che da un po’ mi stavano cercando due ragazzi
senegalesi, Alune e Omar (“liberi” parcheggiatori e venditori di CD
“autonomamente masterizzati”), con l’intento di comunicarmi che lo zaino era
tutt’altro che perso… La Dea bendata ha voluto che all’interno dello zaino
vi fosse un pezzo di carta con su il numero telefonico di mio fratello, ma
soprattutto che i “miei” averi finissero in nobilissime mani.
Così
per ironia della sorte, mentre parlavamo, sognavamo, progettavamo e
cenavamo in africano, due giovani “imprenditori” venuti dall’Africa…
custodivano i miei beni. Dopo numerosi tentativi riuscii a parlare con i
ragazzi per ringraziarli e prendere accordi sulle modalità di recupero;
anche in questo mi sorpresero! Praticamente, il giorno dopo Omar mi porto il
tutto a domicilio.
In brevissimo tempo finimmo nel grembo
dell’Africa, ognuno per i suoi ricordi. Sono molte le cose che mi toccarono
durante quell’incontro…tra queste; Omar che arrossiva vistosamente (vi giuro
che è possibile) mentre cercava di dirmi che per rintracciarmi era stato
costretto ad aprire lo zaino senza permesso, la sua richiesta di controllare
che non mancasse nulla e, più di tutto, il suo rifiuto totale di accettare
una ricompensa.
Ricordo che fu categorico: “non voglio, non l’ho
fatto per soldi, la mia coscienza mi ha obbligato”. Cercai di comprare
qualche CD…ne avrei presi almeno 10, ma improvvisamente mi ricordai che a
Brescia rischi una multa di circa 3000 € per un acquisto illegale! Come
avrei potuto fare e poi raccontare una cosa del genere senza avere problemi?
Sarei stato costretto ad inventare una bugia del tipo: “ne avrei presi
almeno 10, ma improvvisamente mi ricordai che a Brescia rischi una
multa di circa 3000 € per un acquisto illegale”! Ecco, non essendo
capace di mentire, sono stato costretto a rispettare la legge.
Un modo comunque l’abbiamo trovato per esprimere
la gratitudine, io e Silvana (la mia futura moglie) abbiamo deciso di
invitarli a cena chiedendo loro di preparare una piatto africano. Hanno
accettato, sono venuti e ci hanno insegnato qualcosa sul gusto degli altri;
dalla tavola alla concezione della vita. Grande lezione di dignità!
Non è la prima volta che mi cimento in incontri
no…strani, penso ancora con divertimento a quando, in un pronto soccorso
notturno m’imbattei in Sagne, un ragazzo ghanese vissuto a Napoli per molti
anni, che rapidamente mi spiegava la sequenza dell’incidente occorsogli. Il
mio collega mi sembrava molto turbato, al punto che quando il paziente
lascio l’ospedale mi rivolsi a lui per comprendere le sue ragioni: “ma
che cos’è quella faccia?” “Niente, mi chiedevo solo come hai fatto ad
imparare così bene l’africano in 28 giorni!” Esplosi in una fragorosa
risata! Perché? Stavamo parlando in napoletano! |
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