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S&G Savar- Rivista del Nursing in movimento


 
 


Proposta per una Campagna Globale
per il Diritto alla Salute e l’Assistenza Sanitaria

Lanciata dal Movimento dei Popoli per la Salute nel dicembre 2005

Ci troviamo dunque ad un bivio: possiamo considerare l’assistenza sanitaria come una ‘commodity’, una merce da vendere, oppure come un fondamentale diritto civile. Concepirla come ambedue le cose allo stesso tempo non è agevole. Questo, io credo, è il grande dramma della medicina in questo inizio di secolo. E questa è la scelta che sta davanti a tutte le persone in buona fede e di buona volontà in questi tempi pericolosi.

Paul Farmer

Indice

1. Il contesto
2. La giustificazione: perché una Campagna globale per il Diritto alla Salute e all’Assistenza Sanitaria (RTH)?
3. Il Diritto alla Salute: una panoramica olistica dei suoi componenti e degli impegni per il movimento globale per la salute
3a. Affrontare il diritto a tutti i fattori determinanti della salute
3b. Rinforzare l’assistenza sanitaria
4. Che cosa implica RTH e qual è il valore aggiunto nell’adottare l’approccio basato sui diritti umani (HRBAP) per affrontare la questione?
5. L’obiettivo della Campagna
6. Le tre fasi della Campagna
I. Fase preparatoria
II. Fase di analisi e documentazione
III. Fase per assemblee e azioni susseguenti
7. Collaborazione organizzativa prevista
8. Alcuni punti strategici e concettuali
9. Aspettative della Campagna
10. Che cosa si potrebbe realizzare realisticamente attraverso il processo proposto?
11. Organizzazione della PHM, i suoi soci e della Campagna: un processo iterativo per rinforzare entrambi

1. Il contesto

1. Da un capo all’altro del globo, in questa fase di liberalizzazione e globalizzazione capitalistica, ci troviamo di fronte a fenomeni di indebolimento progressivo dei sistemi di sanità pubblica, alla privatizzazione crescente dell’assistenza sanitaria nelle sue varie forme, e all’erosione dell’accesso universale alle cure sanitarie. Il dibattito nel settore della salute globale appare ancora dominato da proposte di intervento verticali e tecnocentriche, spesso appoggiate dalle società miste pubblico-private che agiscono a diversi livelli. Oggigiorno è questo l’approccio preferito per realizzare riforme nel settore della salute. C’è dunque un urgente bisogno di rimpiazzare questa teoria dominante con un processo volto ad applicare universalmente il ‘diritto alla salute e all’assistenza sanitaria’, inteso come l’obiettivo principale per avere sistemi sanitari più equi, tanto nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Perciò, per arrestare e invertire la marea che promuove ‘l’assistenza sanitaria come merce’, occorre stabilire un forte consenso globale attorno alla ‘assistenza sanitaria come diritto’, e allo stesso tempo cominciare ad applicare (e darsi da fare per ottenere) questo diritto per rafforzare la salute pubblica come bene pubblico in modo duraturo.

2. Le violazioni dei diritti umani non sono accidentali; la loro distribuzione e i loro effetti non sono casuali: al contrario esse sono connesse a condizioni sociali che predeterminano chi soffrirà gli abusi e chi ne verrà risparmiato. Nella maggior parte dei casi, il rischio di violazione dei diritti umani è l’effetto dei determinanti sociali che agiscono differentemente nei diversi contesti sociali.

3. La cultura in quanto tale non spiega gli abusi dei diritti umani – alla peggio, può fornire un alibi. Dobbiamo perciò radicare la nostra comprensione di questi abusi in una più ampia analisi del potere e delle diseguaglianze sociali.

4. Gli abusi e le violazioni che vediamo ogni giorno in qualche modo non riescono a sensibilizzare la nostra comprensione più profonda dei loro fattori determinanti sociali, economici e politici, così fornendo un’apparenza casuale quando, invece, sono molto prevedibili. Sono soprattutto i poveri ad essere le vittime, ed essi, oltre che pochi diritti, hanno troppo poca voce e nessuna influenza.

5. E’ la ingiusta distribuzione del potere che impedisce ai poveri di accedere alle opportunità necessarie per uscire dalla povertà. Negare questa realtà serve solo gli interessi dei potenti. Bisogna cambiare le strutture, non soltanto gli individui, per cambiare il mondo. Promuovere l’equità è l’ingrediente centrale per il rispetto dei diritti umani nell’ambito della salute. D’altra parte la povertà – parte integrante del sistema globale di libero mercato – è il maggior killer a livello mondiale.

6. In campo sanitario, l’accesso negato o difficile alle cure sanitarie va collegato ai diritti sociali ed economici in generale. La salute offre quindi una prospettiva critica dei diritti umani che non ci possiamo permettere di ignorare.

7. Poiché le leggi progettate per proteggere i diritti umani e il diritto alla salute (RTH) sono per la maggior parte non applicate, quali misure addizionali devono essere prese? E’ questo che la Campagna per il Diritto alla Salute e all’Assistenza Sanitaria si pone come obiettivo.

8. Noi pensiamo che dobbiamo fare qualcosa per queste violazioni dei diritti umani; dobbiamo andare oltre le belle analisi delle situazioni. Inoltre non è sufficiente migliorare le condizioni dei poveri nell’ambito degli esistenti rapporti sociali. La povertà richiede che costruiamo un ordine sociale diverso e più giusto. I diritti si rivendicano attraverso le azioni sociali e questi dipendono da come è distribuito il potere e come viene usato per affrontare le questioni riguardanti la salute.

9. La sola legislazione sui diritti umani – senza meccanismi coercitivi (stimolati e controllati dalla popolazione) – non è all’altezza del compito che già abbiamo davanti di alleviare sofferenze immense. In ultima analisi, le leggi sono legate alle relazioni di potere prevalenti. I diritti non sono uguali alle leggi – vengono realizzati attraverso azioni sociali e cambiando i rapporti di potere prevalenti. I diritti non si possono avanzare se non attraverso gli sforzi organizzati dello stato e della società civile organizzata.

10. Chiusi nelle nostre torri d’avorio, diventiamo difensori dei diritti umani da salotto, senza un bisogno di agire realmente. La conoscenza comporta degli obblighi – da qui la Campagna qui proposta.

11. Lavorare in nome delle vittime di abusi dei diritti umani significa invariabilmente ritrovarsi profondamente coinvolti in azioni di pressione per i diritti economici e sociali.

12. Il Diritto alla Salute è forse il diritto sociale per cui si lotta di meno. Finora la difesa della salute è fallita miseramente. In qualche modo, la salute pubblica deve essere legata ad un ritorno alla giustizia sociale. Nel sistema del libero mercato, negare le cure sanitarie a coloro che non possono pagare è stato, né più né meno, legittimato. Ne consegue che l’equità è di fatto il nocciolo della sfida per il futuro della salute pubblica. Il rendere la salute un bene economico cambia le persone da cittadini con diritto a consumatori con (o senza) potere d’acquisto. Questo lascia coloro che sono emarginati economicamente anche emarginati rispetto all’accesso ad un’assistenza sanitaria comprensiva. La questione dei diritti, gli obblighi pubblici correlati e il modo in cui questi ultimi vengono raggiunti è quindi critica.

13. Noi, semplicemente, dobbiamo proteggere coloro che sono più a rischio di subire gli effetti della violenza delle strutture sociali. Dobbiamo impegnarci in un processo che arrivi a sradicare i problemi strutturali alla base degli estesi abusi dei diritti umani.. La Campagna che viene qui proposta da PHM è un passo in questa direzione, e cioè cerca le trasformazioni sociali indispensabili per risolvere le iniquità riscontrate nel campo della salute.

2. La giustificazione: Perché una Campagna RTH globale

14. Quasi 150 paesi del mondo partecipano al Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali. La Raccomandazione Generale 14 (GC 14) della Commissione sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (CESCR) adottata nel 2000 precisa e chiarifica il Diritto alla Salute definendone chiaramente il contenuto generale, i metodi per renderlo operante, gli abusi e i mezzi consigliati per monitorarne la realizzazione. La GC 14 è l’interpretazione internazionale più autorevole riguardo al Diritto alla Salute. Adesso è necessario lanciare un processo mondiale di mobilizzazione perché le disposizioni della GC 14 siano applicate realmente in tutti i paesi che hanno ratificato. E’ chiaro che sono necessarie misure per rendere operativo il ‘diritto alla salute’ e per rivedere e rilanciare tutte le iniziative (riforme) del settore sanitario a livello nazionale e globale alla luce del superiore paradigma della salute come diritto (per esempio le riforme per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio).

15. Le ragioni per adottare il Diritto alla Salute come base su cui fondare la nascente strategia del nostro Movimento dei Popoli per la Salute sono molte. Tra queste c’è il fatto che la campagna basata sui Bisogni Essenziali non ha dato nessun risultato. Altre giustificazioni valide sono a) che le cure sanitarie si sono andate sempre più mercificando; b) l’approccio basato sui Diritti Umani (Human Rights-based Approach, HRBAP) costituisce LA nuova politica delle Nazioni Unite; c) i principi dei diritti umani sono già codificati e garantiti dalla legislazione internazionale; d) il Movimento dei Popoli per la Salute (PHM) è fondato proprio attorno al principio del diritto alla salute e all’equo accesso ai servizi sanitari, a tutti i livelli e senza discriminazione.

16. Ma perchè abbiamo bisogno di una campagna mondiale sul Diritto alla Salute? Viviamo in un mondo in rapida trasformazione, dove gigantesche forze finanziarie transnazionali modellano attivamente decisioni economiche e politiche, mentre l’influenza degli stati nazione si riduce progressivamente. E’ in questo contesto che dobbiamo leggere la terribile crisi mondiale dei sistemi sanitari. Essa è sintomatica di molto di quel che non va nel modello neo-liberale della ristrutturazione mondiale. Né i meccanismi nazionali di regolazione e ridistribuzione sociale né quelli globali riescono a controllare questo processo, cosicché esso non può che produrre una crisi profonda di tutti i sistemi sociali a finanziamento pubblico. In questo contesto, pur continuando a lottare a diversi livelli per il Diritto alla Salute come diritto umano basilare, sempre più si riconosce oggi il bisogno di una iniziativa globale che affronti la questione dei sistemi sanitari all’interno di un paradigma basato sui diritti. Segnaliamo almeno tre ragioni del perché oggi questo sforzo coordinato a livello mondiale è divenuto essenziale:

A. Le transazioni finanziarie sono sempre più globalizzate, cosicché una gran parte di esse sfugge di fatto ai meccanismi di tassazione dei governi nazionali. Mentre questi, tradizionalmente, hanno regolato e tassato le transazioni finanziarie all’interno dei paesi per ragioni di ridistribuzione e di welfare, non esiste praticamente nessun meccanismo analogo per una tassazione globale e una ridistribuzione sociale a livello internazionale. Data la gamma di politiche neo-liberali limitanti le entrate statali, non è un caso che i governi nazionali si trovino sempre più spesso incapaci di finanziare sistemi di sicurezza sociale omnicomprensivi. Oggi registriamo un urgente bisogno di: a) applicare principi, norme e meccanismi globali di tassazione e ridistribuzione delle risorse create attraverso le transazioni finanziarie globali, b) finanziare di più i sistemi sanitari e di sicurezza sociale. Ciò è possibile solo attraverso uno sforzo coordinato, del tipo della Campagna Globale (Global Campaign).

B. L’altro aspetto da prendere in considerazione è la caratteristica sempre più globalizzata della manodopera, con migranti legali e ‘illegali', con rifugiati, e con una sempre più ampia ridistribuzione della forza lavoro in tutto il mondo. C’è bisogno di stabilire alcune norme universali (pur mantenendo uno spazio per bisogni sanitari definiti a livello nazionale), che stabiliscano lo standard minimo dei servizi sanitari essenziali, da assicurare, a prescindere dal paese di origine, a tutti i cittadini di qualsiasi nazionalità e in ogni paese. Alla fine, questo porterà a una riduzione della pratica capitalistica di procurarsi forza lavoro in paesi con la più bassa protezione sanitaria e sociale (e quindi il minor costo del lavoro), e garantirà che l’assistenza sanitaria essenziale sia resa disponibile a tutti, inclusi coloro che migrano da un paese all’altro, ai quali dovrebbe essere assicurata l’assistenza sanitaria essenziale a prescindere dalla ‘legalità’ del loro status. Considerazioni analoghe possono farsi circa la questione del personale medico e dei lavoratori della salute, la cui distribuzione dovrebbe essere basata sui bisogni anziché sulla capacità dei paesi più ricchi di pagare di più per le risorse umane dei paesi più poveri. Solo normative e meccanismi mondiali basati sul riconoscimento della salute come diritto possono far fronte adeguatamente a questo problema crescente.

C. Esiste un bisogno crescente di solidarietà reciproca nelle nostre lotte, così come di scambio di informazioni e reciproco apprendimento. Cresce di conseguenza il bisogno di affrontare frontalmente il discorso globale dominante sulla ‘salute come merce’ e sulle ‘reti di sicurezza per chi resta fuori dai sussidi’, dove i servizi sanitari vengono sempre più mercificati e i governi si esimono dal provvedere assistenza, limitando il proprio ruolo al sostegno di quelle ‘reti di sicurezza’ o di altre forme ridotte di servizio sanitario pubblico. Dobbiamo opporre a questo un forte discorso di ‘salute come diritto umano’, che affermi inequivocabilmente il ruolo centrale dello stato e dei sistemi sanitari pubblici, e la loro responsabilità di fornire servizi sanitari per tutti. Questa è la chiave per fare pressione sulle potenti istituzioni mondiali, oggi così aggressive nel delineare le politiche sanitarie specialmente dei paesi in via di sviluppo. Una campagna mondiale del genere rafforzerà così anche quei governi che garantiscono l’accesso di tutti al sistema sanitario, e li porterà a esempio, incoraggiando il sostegno popolare per questo tipo di sanità dentro e fuori dai confini del paese.

3. Diritto alla Salute: una panoramica olistica dei suoi componenti e i compiti del movimento globale per la salute

17. Il PHM chiede con forza il rispetto del diritto alla salute in tutti i suoi aspetti. Questo diritto è stato definito come ‘diritto al godimento di una pluralità di strutture, beni, servizi e condizioni necessari alla realizzazione dello standard di salute più alto possibile’ (Raccomandazione Generale 14, CESCR)

18. Questo diritto include sia il Diritto a tutti i basilari Determinanti della Salute oltre all’assistenza sanitaria (come acqua, sicurezza alimentare, abitazione, igiene, educazione, un sano ambiente di lavoro e di vita, ecc). che il Diritto all’Assistenza Sanitaria (cioè l’intero spettro dei servizi preventivi, curativi e riabilitativi, più educazione sanitaria e ogni altra attività promozionale il cui obiettivo primario sia il miglioramento della salute).

19. Il Movimento globale per la salute ha un ruolo importante da svolgere riguardo ad entrambi i componenti del Diritto alla Salute.

20. Il diagramma seguente indica i componenti principali del RTH e alcuni suoi rapporti:

Componenti del Diritto alla Salute

21. Riaffermiamo che il Movimento dei Popoli per la Salute (PHM) assume, come sua prospettiva e suo obiettivo generale, la difesa e la promozione del Diritto alla Salute in toto. In pratica, comunque, ne derivano due tipi di compiti per il movimento mondiale:

3a Affrontare il diritto a tutti i determinanti basilari della salute

22. E’ importante appoggiare e anche contribuire a lanciare campagne o iniziative che si occupano dei determinanti chiave della salute (per esempio, per l’acqua, la sicurezza alimentare, la casa) con le loro indipendenti ragion d’essere e giustificazioni. Ci sono già iniziative in atto per questi diritti, non necessariamente portate avanti da attivisti del campo della salute. Noi sappiamo che i centri focali di ciascuna di queste iniziative dovrebbero essere le organizzazioni con la maggiore esperienza, competenza e impegno in quel particolare campo (per esempio, la sicurezza alimentare e dell’acqua, l’abitazione, l’ambiente). Essere consapevoli di questo pone agli attivisti della salute l’onere di appoggiare e rafforzare tali iniziative al meglio delle loro capacità, ma non necessariamente di prendersi la responsabilità di guidare questi gruppi in prima persona. Nel rapportarsi a questi gruppi, PHM inserirà la prospettiva alla salute nelle loro campagne.

23. Gli attivisti della salute devono vedere il loro coinvolgimento nelle diverse iniziative che riguardano i determinanti della salute come addizionale. In pratica i partecipanti, i leader e l’evoluzione di queste iniziative sono in genere indipendenti gli uni dagli altri, nonostante il filo comune della loro rilevanza per la salute e i diritti di salute.

24. Un ulteriore ruolo specifico molto importante che gli attivisti della salute devono assumersi è quello di documentare le violazioni del Diritto alla Salute e dei suoi determinanti. Sta a loro dimostrare le conseguenze sulla salute di queste violazioni (per esempio mostrando come negare la sicurezza alimentare porti ad una maggiore malnutrizione, aumento di morbilità e mortalità). Argomenti che si riferiscono alla salute possono infatti dare molta più forza alle richieste dei diretti interessati nell’affrontare questi determinanti dalla prospettiva del Diritto alla Salute.

3b Rafforzare il Diritto all’assistenza sanitaria.

25. Noi affermiamo che il movimento mondiale per la salute ha una responsabilità di direzione primaria e inequivocabile. E’ già stato sottolineato l’urgente bisogno di azione che esiste nel settore assistenziale. Tutti noi siamo testimoni delle conseguenze spesso catastrofiche della mancanza di accesso economico a cure sanitarie adeguate, e della trappola della povertà che conduce a malattie e morti evitabili.

Tenendo a mente entrambi i compiti indicati, questa è la strategia generale che suggeriamo per il Movimento dei Popoli per la Salute:

A. 26. Rispetto al Diritto ai Determinanti di Salute, i circoli nazionali del Movimento dovranno stare, ed essere sempre più coinvolti, nelle varie iniziative specifiche all’interno dei propri paesi e regioni. Il PHM può addirittura decidere di appoggiare o partecipare direttamente al lancio di campagne internazionali specifiche su un particolare determinante di salute (per esempio, il Diritto all’Acqua). Le interrelazioni tra i vari determinanti di salute dovrebbero essere costantemente analizzate, mettendo in grado i circoli di sviluppare strategie integrate e olistiche. Il PHM è per esempio già coinvolto attivamente nel lavoro della Commissione sui Determinanti Sociali della Salute del WHO.

27. Ad ogni modo, data la grande varietà dei determinanti e l’esistenza di altre iniziative attorno a ciascuno di essi, è strategicamente impossibile per il movimento mondiale della salute lanciare un’unica campagna che comprenda tutti i determinanti su scala globale – anche se la partecipazione alle varie iniziative, mantenendo un approccio olistico, resta un compito generale fondamentale.

B. 28. Oltre a questo comunque, e concentrandoci soprattutto sul secondo compito menzionato prima (al punto 25), noi suggeriamo di lanciare una Campagna Mondiale per il Diritto alla Salute e all’Assistenza Sanitaria. Questa dovrà concentrarsi sul rafforzamento del Diritto all’Assistenza, poiché riteniamo che il PHM abbia una responsabilità primaria in questo campo. Durante la campagna, comunque, la documentazione degli abusi non si limiterà solo a quelli unicamente relativi all’assistenza, ma includerà anche la denuncia delle violazioni dei diritti che fanno capo ai vari determinanti di salute. La Campagna Mondiale per il Diritto alla Salute e all’Assistenza Sanitaria si concentrerà su quei compiti per i quali il PHM può assumersi la direzione e la responsabilità principale (insieme con i partners nel movimento globale per la salute).

29. Questi due tipi di attività devono combinarsi come parte di un approccio al Diritto alla Salute olistico e omnicomprensivo. Alla strategia qui indicata non corrisponde alcun giudizio di merito sull’importanza dell’assistenza sanitaria rispetto a quella dei determinanti della salute dei popoli; è piuttosto una questione di scelte strategiche. Lo schema generale di come il movimento mondiale della salute dovrebbe affrontare il Diritto alla Salute è illustrato nel diagramma seguente:

4. Che cosa implica RTH e qual è il vantaggio di adottare l’approccio basato sui diritto umani (HRBAP) per affrontare la questione?

30. In ogni processo di sviluppo troviamo due tipi di attori: i diretti interessati che rivendicano i loro diritti e i funzionari in servizio. Quando lo Stato non rispetta i diritti umani, i diretti interessati devono chiedere i loro diritti ai funzionari in servizio presso il governo. Se non lo vogliono fare, è in parte colpa loro. Si può quindi dire che è anche dovere di chi come noi è consapevole dei diritti umani (e ha interesse nell’esito del conflitto, anche se non vi è direttamente coinvolti) diffondere la coscienza sul fondamento di questi diritti, lavorando assieme ai gruppi di emarginati e discriminati.

31. Il Diritto alla Salute viene quindi violato, quando i poveri, gli emarginati e i discriminati, come diretti interessati non hanno la capacità di richiedere (rivendicare) i loro diritti, e anche perché i funzionari non hanno la capacità o la volontà di espletare i loro obblighi (chiamati tecnicamente “doveri correlati”).

32. Perciò, in un Approccio Basato sui Diritti Umani, si devono fare due tipi di analisi: a) l’analisi della situazione, in cui si determina la causa dei problemi e li si colloca in una catena gerarchica ordinata per cause e determinanti immediati, sottostanti e basilari, e b) l’analisi delle capacità, in cui si determina chi sono gli individui/istituzioni che hanno il compito di far qualcosa circa le cause di cui sopra, chiamandoli poi a realizzare i propri compiti secondo gli obblighi dei loro paesi in quanto firmatari delle convenzioni sui Diritti Umani delle Nazioni Unite. (Di qui l’appello agli attivisti dei diritti umani di svolgere il lavoro di sensibilizzazione ai diritti, e cioè di istruire e informare tutta la società circa il significato dei quei diritti).

33. Questi due tipi di analisi devono essere fatte assieme alla comunità e ai beneficiari del sistema sanitario, in modo che insieme si identifichino i diritti che vengono violati, e si chiamino a risponderne i responsabili – perché facciano qualcosa in merito ai problemi identificati.

34. E’ da notare che, come ultimo obiettivo di PHM, noi NON chiediamo politiche sanitarie che favoriscano i poveri... Chiediamo invece politiche di riduzione significativa della povertà che affrontino direttamente i determinanti sociali della distribuzione ineguale di risorse a livello globale; cerchiamo anche di porre fine alle esistenti violazioni al Diritto alla Salute. La Campagna per il Diritto alla Salute offre a PHM la possibilità di portare avanti la nostra agenda politica, che mira all’equità, e dunque mira a cambiamenti strutturali che eliminino gli effetti negativi sulla salute dei determinanti sociali, economici e politici . La sfida in questo momento è diffondere questi concetti tra un pubblico più vasto.

35. Come PHM, non andremo più a pregare che si facciano dei cambiamenti, li chiederemo invece sulla base di clausole legali internazionali già applicate nella maggior parte dei paesi in cui lavoriamo. Diffondere questo concetto è in se stesso una fonte di forza ed è una parte integrante di questa Campagna. Da notare che la popolazione dei paesi che non hanno ratificato questi accordi ha comunque gli stessi diritti. Il problema è che i loro governi non si sono impegnati ad onorarli. La Campagna si adopererà anche in quei paesi non-ratificanti.

36. Cerchiamo di superare la cultura del silenzio e dell’apatia sulle violazioni, che tutti noi sappiamo bene che avvengono, dei Diritti Umani nell’ambito della salute. Diritti Umani e Diritto alla Salute non verranno mai concessi a chi è povero, marginale, discriminato e indigeno. Ripetiamolo: i diritti non vengono mai dati, uno se li deve conquistare! E questo è proprio quello che la Campagna per il Diritto alla Salute cercherà di fare.

37. Per quanto riguarda il valore aggiunto di adottare un HRABP vengono in mente alcuni vantaggi:

a) una campagna RTH ha un grande potenziale di mobilizzazione sociale – e questo è una parte indispensabile di qualsiasi campagna, b) come già detto, l’approccio HR è appoggiato dalla legislazione internazionale, c) l’approccio RTH richiede – da una posizione di forza – che chi prende le decisioni si prenda anche la responsabilità, d) HR implica doveri correlati che sono universali e indivisibili (non esistono i “diritti di base”) e) l’approccio HR si concentra su processi che portano a risultati (solo fissare degli obiettivi, come gli MDG, non è sufficiente nel HRBAP).

5. Il punto centrale della Campagna

38. Nella sua prima fase, la Campagna si concentrerà sul ‘Diritto all’Assistenza Sanitaria’, dal momento che questa rappresenta un risposta urgente ai sempre più deboli sistemi sanitari di molti paesi. Questo tema, cioè l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità, può in gran parte essere portato avanti dall’interno stesso del settore sanitario. Ciò richiede naturalmente un ampliamento della nostra concezione dell’assistenza sanitaria, conformemente alla dichiarazione di Alma Ata, in cui siano inclusi l’intera gamma dei servizi preventivi curativi e riabilitativi e anche i servizi di promozione come quelli legati alla nutrizione o alla qualità dell’acqua potabile, e congrui sistemi di informazione e educazione alla salute. Nella Campagna ci devono essere (e ci saranno) importanti articolazioni specifiche di questo Diritto, come il diritto all’assistenza sanitaria per le donne e i bambini, i diritti della salute mentale, quelli all’assistenza delle persone affette da HIV e AIDS, quelli per la salute dei lavoratori, il diritto ai farmaci essenziali eccetera, facendo così convergere i diversi rami del movimento mondiale per la salute in una vasta coalizione impegnata a favore dei sistemi di salute pubblica che favoriscono l’accesso universale all’assistenza sanitaria.

39. Allo stesso tempo, il PHM e i suoi partner denunceranno e prenderanno iniziative contro le politiche nuove o già esistenti che hanno impatti negativi sul Diritto alla Salute (come le privatizzazioni, l’indebolimento dei sistemi ad accesso universale, i programmi verticali che spezzettano i sistemi sanitari, l’attuale buco 90/10 nei finanziamenti per la ricerca, i regimi ingiusti di scambi internazionali – per nominarne alcuni). Queste politiche, e le violazioni dei determinanti chiave della salute, verranno identificate a livello dei singoli paesi, ed entreranno a far parte della Campagna che qui viene proposta.

6. Le tre fasi della Campagna

40. Per mettere in moto il processo della Campagna, proponiamo le seguenti attività:

I. Fase preparatoria (dall’inizio alla metà 2006)

Si cercherà di fare quanto segue:

1. Creazione di un ampio consenso sull’idea della Campagna, coinvolgendo quante più reti e coalizioni possibili in modo che si impegnino nel raffinarne la strategia e svilupparne ulteriormente il concetto di fondo. In ogni paese, si inviteranno dei gruppi identificati a diventare parte della Campagna. A livello globale ci sarà la formazione di un ‘Gruppo di Orientamento Centrale’ di 6-8 organizzazioni che fanno propria la visione della Campagna e accettano di contribuire al suo coordinamento a livello mondiale, impegnando regolarmente nei prossimi due anni il prezioso tempo dei propri membri in viaggi internazionali (dall’inizio 2006 all’inizio 2008). Questa equipe dovrà sostenere attivamente i tanti organizzatori regionali e orientare il lavoro internazionale di creazione di reti, dovrà reperire in primis i fondi ed essere il portavoce della Campagna. In appoggio a questa equipe bisognerà formare un segretariato (di circa tre o quattro persone) per guidare la Campagna.

2. Identificazione di gruppi specifici (attuali membri del PHM o nuovi associati) che prendano responsabilità a livello regionale e funzionino da promotori regionali, in modo da creare incontri e iniziative della Campagna in ogni regione del mondo. Se possibile, bisognerebbe tenere almeno una consultazione per regione, per discutere la campagna. (Attualmente le regioni del PHM sono: Europa, Africa, Mediterraneo Orientale, Asia Meridionale, Sud-est Asiatico e Pacifico, America Latina e Caraibi, e Nord America; questa organizzazione si può cambiare raggruppando le regioni in modo più logico, stando attenti tuttavia a non creare atomizzazioni scomode

3. Reperimento di fonti di finanziamento a breve e lungo termine per i vari aspetti della Campagna, a livello regionale e globale, oltre allo sviluppo di un budget.

4. Raggiungimento di una chiara intesa con gli alleati strategici chiave a livello globale – come l’OMS e il Relatore Speciale per il Diritto alla Salute – per garantire che essi facciano propria la Campagna e se ne coinvolgano in tutti i suoi momenti. Con questi alleati si stabilirà un meccanismo, approvato congiuntamente, per garantire regolari consultazioni.

5. Completamento delle linee-guida per la preparazione di documenti sullo ‘Stato del Diritto alla Salute’ in ciascun paese (inizio 2006).

6. Contributo alla discussione e programmazione della prossima edizione dell’Osservatorio della Salute Mondiale (Global Health Watch) che potrebbe contenere analisi, valutazioni e proposte per ottenere il ‘Diritto alla Salute’ a livello mondiale e regionale.

41. Questa fase culminerà con una consultazione ristretta del Gruppo Guida della Campagna all’inizio del 2006, quando verranno vagliati gli sviluppi fino a quel momento e si faranno piani per la fase successiva della Campagna.

II. Fase di documentazione e analisi (gli ultimi tre trimestri del 2006).

In questo periodo, si prepareranno delle relazioni a livello statale, regionale e mondiale, come segue:

42. Verranno completati studi o rapporti nazionali sullo Stato del Diritto all’Assistenza Sanitaria (ben distinti dai rapporti sullo stato della salute di una popolazione!) nei paesi di almeno due regioni; nelle altre regioni, il processo verrà comunque iniziato e portato quanto più avanti possibile. Può darsi che non tutti i paesi siano in grado di preparare tali rapporti con paragonabili livelli di dettaglio: molto dipenderà dalle capacità dei circoli PHM dei rispettivi paesi e dalle informazioni effettivamente disponibili. Quando possibile, questi documenti suggeriranno possibili soluzioni agli importanti problemi descritti. (Si precisa che PHM non vede questi – o altri – documenti come fine a se stessi; piuttosto i processi lanciati che mobilizzano la società civile a produrre questi rapporti sono il vero fine).

1. I rapporti saranno come segue:

• Rapporti completi: saranno i più corposi e analizzeranno tutti o quasi gli aspetti del sistema sanitario del paese in questione, riportandone lo stato presente con fatti e cifre e documentando perchè e come la Raccomandazione Generale 14 (non) sia stata messa in pratica cinque anni dopo la sua adozione (l’idea di fondo è la ‘attuazione progressiva del diritto alla salute’).

• Analisi situazionali : questi studi saranno meno dettagliati e magari non copriranno tutte le componenti del settore salute, ma saranno comunque fondati su informazioni e statistiche del paese che potranno rivelare le maggiori carenze del sistema sanitario.

• Indagini: esse conterranno solamente una lista dei problemi principali dal punto di vista del Diritto alla Salute (per esempio, bilanci della salute decrescenti, privatizzazioni selvagge, imposizione di tariffe agli utenti, dismissione del sistema di assistenza sociale). Saranno riportati alcuni fatti e qualche cifra. Queste indagini verranno preparate là dove non esistono informazioni nazionali dettagliate e affidabili o dove la capacità del gruppo locale è limitata.

43. L’obiettivo è preparare questi rapporti o analisi di stato in circa 35-45 paesi, contando su almeno quattro da ciascuna regione.

• Nel Rapporto dell’Osservatorio della Salute Mondiale ci dovrebbe essere un capitolo sul Diritto alla Salute; questo capitolo dovrebbe riguardare i diversi modi in cui i governi specifici oltre alle varie agenzie e altri attori mondiali trasgrediscono o contrastano il Diritto alla Salute: il WTO attraverso il suo regime di brevetti; la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e altre agenzie internazionali attraverso le loro procedure di prestito e assegnazione di fondi; gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che privilegiano e promuovono campagne verticali contro singole malattie anziché dar risalto a processi basati sui diritti umani. Il capitolo dovrà anche concentrarsi sull’obbligo minimo dei paesi sviluppati a contribuire allo sviluppo sanitario di quelli più poveri, a fermare la migrazione del personale sanitario verso nord e altre questioni del genere.

44. Questa fase culminerà con la concreta programmazione di Assemblee Regionali sul Diritto alla Salute in tutte le sette o otto regioni del mondo: date, luogo, finanziamento, principali contenuti del programma e enti organizzatori dovranno essere definiti chiaramente e ricevere mandati concreti. A questo scopo, si dovrebbe tenere una riunione preparatoria per definire il programma di queste assemblee regionali durante l’Assemblea dell’OMS del 2006.

III. Fase per assemblee e azioni susseguenti

45. Si propone quanto segue:

1. Si dovrà tenere in sequenza un’assemblea in ciascuna delle sette regioni. Queste assemblee verrebbero indette da PHM, con il coinvolgimento del Relatore Speciale per il Diritto alla Salute e dell’OMS, e con la partecipazione di responsabili nazionali della sanità, di comitati nazionali dei diritti umani, di attivisti del PHM e di altri gruppi per la salute e i diritti umani. Si dovrà prevedere la presenza in queste assemblee anche degli addetti alla sanità e degli utenti. In queste assemblee si presenteranno e si discuteranno i rapporti e le analisi situazionali disponibili fino a quel momento, completando il quadro con un documento regionale nel quale, regione per regione, si esaminerà l’influenza sul Diritto alla Salute dei macro-fattori e delle agenzie mondiali internazionali. Le assemblee avranno ampia copertura mediatica se questa verrà garantita all’interno di ciascun paese. Si tracceranno protocolli d’azione per l’attuazione del Diritto alla Salute, che verranno discussi e presentati nella seconda parte delle assemblee.

2. Questa serie di assemblee regionali potrebbe culminare con una sorta di risoluzione da sottoporre all’adozione dell’Assemblea Mondiale della Salute a Ginevra, diciamo, nel 2008. La risoluzione richiederà l’attuazione progressiva del Diritto alla Salute entro precisi limiti di tempo. Questo comprenderà la richiesta ai governi di incorporare progressivamente nella loro legislazione i principi e gli standard di RTH. Inoltre, la risoluzione conterrà meccanismi di monitoraggio e revisione sull’attuazione di questo diritto in ogni paese del mondo; chiederà anche la fine di ogni forma di violazione secondo le norme chiaramente definite nella Raccomandazione Generale 14 della CESCR. Il processo delineato darà alle organizzazioni membri del PHM l’opportunità di coinvolgere altre organizzazioni, dialogare con i governi nazionali, collegarsi con le ONG e gli enti nazionali per i diritti umani e creare consenso sulla necessità di fermare le violazioni del diritto alla salute nelle sue varie forme e di ribaltare le politiche responsabili di quelle violazioni.

3. Il termine per la stesura del rapporto dell’Osservatorio della Salute Mondiale sul Diritto alla Salute è previsto per aprile 2007. Nel rapporto ci dovrebbe essere il sommario di tutte le analisi regionali e l’estratto, di una pagina, dei rapporti disponibili.

4. Preparazione del ‘Protocollo mondiale per il Diritto all’Assistenza Sanitaria’: Questo documento dovrà mostrare in modo convincente, con fatti e cifre, come servizi sanitari essenziali di qualità possono essere resi disponibili ADESSO ad ogni essere umano sulla terra, purché si operino delle ridistribuzioni chiave di priorità e risorse (trasferite dai paesi ricchi a quelli poveri, per esempio). Il piano richiederà che i regimi degli scambi commerciali e dei brevetti vengano cambiati per beneficiare quei paesi che si sono impoveriti, oltre a richiedere l’attuazione di cambiamenti interni ed esterni nelle relative politiche economiche in modo da permettere una riorganizzazione più razionale dei sistemi sanitari nazionali. Queste raccomandazioni globali saranno accompagnate da raccomandazioni dettagliate e pratiche per i paesi di ciascuna regione, eventualmente riunite in un’appendice di raccomandazioni specifiche da analizzare e far proprie da parte di ciascun paese. Questa appendice sarà la base per una Agenda Specifica di azioni concrete volte a realizzare gli obiettivi contenuti nella Carta dei Popoli per la Salute

5. Ai governi verrà richiesto di accettare i punti principali suggeriti durante le assemblee regionali, e all’Assemblea dell’OMS del 2008 si richiederà l’adozione di una ‘Dichiarazione sul Diritto alla Salute per Tutti’, da applicare in tutti i paesi membri. Anche questa Dichiarazione avrà obiettivi scadenzati, specifici e verificabili, e conterrà i principi basilari per una riforma dal basso del settore sanitario. Alcuni dei cambiamenti primari che probabilmente verranno richiesti saranno lo spostamento di ottica da un intervento di tipo verticale su singoli problemi a un approccio fondato su sistemi di salute omnicomprensivi; dall’attuale settore sanitario commercializzato e privatizzato a uno che garantisca accesso universale attraverso sistemi sanitari a gestione pubblica; da un magro rivolo di risorse per la salute dai paesi ricchi a quelli poveri a un flusso più attendibile e a lungo termine – e che includa la concessione di brevetti, l’assistenza allo sviluppo e l’attenzione alla fuga di cervelli nel settore. Lo scopo è di promuovere un effettivo coinvolgimento e controllo comunitario sulla salute, e di rendere così operante il Diritto alla Salute. L’Accesso Universale all’Assistenza Sanitaria Omnicomprensiva verrà adottato come principio cardine, assieme alla corrispondente richiesta di cambiamenti definitivi nel regime del commercio mondiale e dei brevetti perché nocivo per la salute. Inoltre verrà richiesta una ridistribuzione globale delle risorse per finanziare l’assistenza sanitaria di base. A tutte le agenzie internazionali che lavorano nel settore sanitario si richiederà un cambiamento di politica, in modo che si spostino progressivamente verso un approccio alla pianificazione sanitaria basato sui diritti umani.

7. Previsioni di collaborazione a livello di organizzazione

46. Lanciare una campagna RTH significherà lavoro a livello organizzativo, formare delle alleanze, la divulgazione di relative informazioni ad hoc, lo svolgimento estensivo dell’istruzione, denunciare e monitorizzare i sistemi di assistenza sanitaria ingiusti nell’ottica di proporre e realizzare delle necessarie riforme concrete.

47. Il Relatore Speciale per il Diritto alla Salute dell’OMS ha già mostrato interesse all’idea di questa Campagna globale. All’interno della OMS vi è una divisione che tratta l’Etica e i Diritti Umani che verrà contattata, mentre ci sono delle persone in altre divisioni, come la Divisione per la Povertà e le Politiche Sanitarie che hanno già mostrato la loro disponibilità a sostenere la Campagna. Data la necessità di spostare la concentrazione dell’OMS verso un approccio basato sui diritti, e dato il suo potenziale globale di influenzare i sistemi sanitari nazionali, l’OMS dovrà essere fortemente influenzato e potrebbe essere un potenziale collaboratore nella Campagna proposta, per esempio nel prendere una posizione più ferma contro la privatizzazione. Il PHM è stato attore principale nel lancio della Commissione sui Determinanti Sociali della Sanità (CSDH) dell’OMS. PHM vede in questo lavoro un reale potenziale nella lotta per l’assistenza basata sul RTH. La maggior parte dei paesi ha delle Commissioni Nazionali per i Diritti Umani o altri enti ufficiali che si possono coinvolgere, in varie misure, nel monitorare il Diritto alla Salute. I gruppi per i diritti umani hanno il potenziale di interessarsi e fornire l’expertise su questo argomento, soprattutto nel contesto di questioni come l’accesso all’assistenza per le persone affette da HIV e AIDS. La Campagna sosterrà altre campagne simili in corso portate avanti da altre organizzazioni. Naturalmente, le organizzazioni attualmente membri del PHM avranno anche bisogno di prendere l’iniziativa all’interno dei paesi dove lavorano così coinvolgendo nella nostra rete una gamma ancora più estesa di organizzazioni di società civile, comprese le organizzazioni femminili, le coalizioni di persone affette da HIV e da AIDS, i sindacati del settore sanitario, i movimenti popolari ecc.; in questo senso la campagna verrebbe gestita da PHM e dai suoi partners.

8. Considerazioni concettuali e strategiche

48. Di seguito elenchiamo solo alcuni punti riassuntivi come contributo alla discussione che vogliamo stimolare; la lista dovrebbe crescere con il contributo dei nostri partner.

i- La Campagna si focalizzerà inizialmente sulla difesa del Diritto all’Assistenza Sanitaria, e contemporaneamente documenterà le violazioni del Diritto ai Determinanti di Salute essenziali, richiamandosi così alla più ampia prospettiva del Diritto alla Salute.

ii- La Campagna lancerà una sfida alla mercificazione della salute, affermando il ruolo inalienabile dello stato nei sistemi sanitari pubblici, con il pubblico al centro .

iii- La Campagna rende operativo il diritto alla salute, e richiede perciò impegni precisi e specifici e norme che forniscano parametri misurabili per monitorare i risultati e per far osservare i meccanismi di revisione. (Essa deve decisamente essere accompagnata dalla mobilitazione attiva della società civile e dei diretti interessati).

iv- La Campagna costruisce una vasta alleanza strategica tra i vari movimenti per i diritti sanitari particolari, i quali già richiedono (oppure non lo chiedono ancora) il rispetto del Diritto alla Salute come un diritto umano essenziale.

v- La Campagna è profondamente radicata in iniziative nazionali, e si confronta osi scontra con i funzionari riluttanti; nel contempo affronta anche processi mondiali di importanza centrale e affronta potenti avversari strategici come gli IFI e alcuni donatori bilaterali.

vi- La Campagna mira a mettere RTH al centro dell’attenzione nel dibattito sulla salute, e ne chiama in causa gli attori principali chiedendo loro di prendere una posizione esplicita a favore del Diritto alla Salute.

vii- Oggi, la Campagna rappresenta una strategia di resistenza (per esempio evitando che i sistemi sanitari pubblici vengano ulteriormente indeboliti), domani offrirà una visione alternativa totalmente nuova (per esempio accesso universale all’assistenza sanitaria, e la sfida contro i principali determinanti negativi della salute)

viii-La Campagna verrà usata per spostare il dibattito dai programmi di tipo verticale e di privatizzazione alla lotta alle violazioni dei diritti umani e ai dinieghi del Diritto alla Salute, ricercando consenso mondiale perché venga rispettato, e richiedendo che tutti i programmi e le misure sanitarie siano d’ora in avanti valutati criticamente col criterio del Diritto alla Salute (e cioè delle valutazioni sull’impatto di RTH).

ix-La Campagna si unirà al movimento mondiale che già chiede che la legislazione internazionale sui diritti umani abbia la precedenza sulla legislazione riguardante gli scambi commerciali (e sui regolamenti della WTO) così rafforzando i paesi in via di sviluppo nella lotta per porre fine alle ingiuste regole di scambio che influiscono negativamente su RTH.

x -La Campagna parlerà la lingua giusta ai vari settori. Il settore privato verrà avvicinato per sostenere i principi del RTH ; con i governi, l’enfasi sarà di ridare allo stato il potere di sostenere i suoi impegni verso RTH

xi Quando appropriato e conveniente, la Campagna promuoverà l’utilizzo del sistema giudiziario (tribunali) per rendere più facile la giustizia per coloro i cui diritti sono stati violati.

xii-La Campagna non diventerà solamente una operazione di lobby verso la OMS. Se l’OMS non sale a bordo, PHM lo denuncerà e collaborerà con altri alleati strategici.

xiii-Infine, la Campagna non dovrà essere basata soltanto sulla denuncia delle violazioni dei diritti; si concentrerà anche sulla politica di promozione (advocacy), sulla sollecitazione della coscienza e l’istruzione; si stabiliranno le alleanze e si organizzeranno campagne di mobilitazione per dare i poteri alla società civile.

9 Aspettative della Campagna

49. Nello svolgimento de lavoro saranno utilizzati quattro strumenti principali: prevediamo che emerga il seguente scenario dalla Campagna (quella che segue non è necessariamente una lista completa)

A) Documentazione delle violazioni e la conseguente promozione della giustizia nei confronti di esse

• i) Analisi e critica del comportamento sia del governo che del settore privato rispetto alle questioni RTH

• ii) Formazione degli enti di monitoraggio ( osservatori) dei diritti alla salute – con la partecipazione di PHM e della società civile in diversi paesi

• iii) Messa in luce di processi globali importanti che infrangono l’Assistenza RTH (come quelli sopradescritti più l’impatto delle riforme strutturali e dei PRSP sui budget sanitari, denunciando inoltre l’attenzione fuorviante posta alll’assistenza ufficiale allo sviluppo – ODA)

B) La promozione di politiche sanitarie (denuncia delle attuali e formulazione di nuove politiche) a livello nazionale e internazionale.

• iv) la denuncia attiva e continua di politiche vecchie e nuove con impatto negativo sul RTH.

• v) un rinnovato impegno per l’attuazione dei principi di Alma Ata.

• vi) l’identificazione dei passi più concreti necessari per rendere operativi i diritti alla salute in tutti i paesi

• vii) La formulazione di richieste concrete riguardo la governance globale a fronte di agenzie globali come la WTO, la WB e l’IMF che hanno un’influenza straordinaria sulle questioni collegate all’assistenza RTH.

• viii) La formulazione di richieste volte in modo che gli MDG o altri approcci verticali siano riallienati (o che siano il punto d’ingresso) ai processi che rendono i sistemi sanitari più equi dando l’accesso all’assistenza sanitaria omnicomprensiva ai più bisognosi. Questo si può fare soltanto definendo e tenendo sott’occhio le scadenze degli obiettivi fattibili dei processi RTH a livello globale e nazionale.

• ix) L’opposizione al modello di assistenza sanitaria commercializzato e senza regole e il ritorno al principio di “accesso universale all’assistenza sociale” con obiettivo centrale; un servizio sanitario con manodopera ben addestrata e autorevole e con un coinvolgimento comunitario veramente attivo

• x) La preparazione di un “Piano d’azione globale sul Diritto alla Salute” che dimostrerà in linea di massima, in dati e cifre, come i servizi sanitari essenziali di qualità possono essere messi a disposizione di ogni essere umano ADESSO, fornendo la base per delle campagne più proattive di promozione internazionale, oltre alla preparazione di piani d’azione a livello di nazione e piani di azione decentralizzati sul diritto alla Salute.

C) Stimolare la coscienza e l’istruzione

• xi) L’istruzione di attivisti sanitari circa altre aree di intervento (non sanitarie) che sono cruciali per il miglioramento della sanità

• xii) una coscienza aumentata all’interno della società civile ed un riconoscimento esplicito da parte degli stati del Diritto all’Assistenza Sanitaria a livello nazionale in un numero maggiore di paesi.

• xiii) una descrizione più chiara di quello che sono i “diritti sanitari” a livello sia globale che nazionale.

• xiv) Portare l’RTH nell’agenda della sanità globale e renderlo un punto di riferimento nel discorso della sanità globale.

• xv) Il completamento della Dichiarazione sul “Diritto alla Salute per Tutti” che impegna i governi e gli enti internazionali all’obiettivo di accesso universale per un’assistenza sanitaria di qualità in un quadro basato sui diritti.

D) Stabilire le alleanze e impegnarsi in una mobilitazione della società civile

• xvi) Il potenziamento di azioni che danno i poteri alla comunità. (Si noti che PHM pratica il diritto alla partecipazione in tutti gli aspetti del suo lavoro come prescritto specificatamente nel Commento Generale 14).

• xvii) Un coinvolgimento attivo nelle questioni dei diritti alla salute con delle commissioni nazionali sui diritti umani e altri enti simili in diversi paesi.

• xviii) Una richiesta in concomitanza per l’attuazione delle clausole GC14 da parte del Relatore Speciale per il Diritto alla Salute dell’OMS, in una forma che renda più facile per la Campagna il monitoraggio e la promozione dei diritti alla salute.

• xix) La creazione di forti legami tra le varie parti che lottano per il diritto alla salute, i.e., diritti sanitari delle donne e per la riproduzione, diritti sanitari dei bambini, diritti sanitari delle persone affette da HIV e AIDS, diritti per la salute mentale, diritti sanitari per le persone disabili – tutti all’interno dello stesso quadro di diritti. Tutti questi forniranno la base per una “grande alleanza” tra tutti i movimenti che lavorano per questi specifici diritti in modo che tutti richiedano sistemi sanitari omnicomprensivi e di qualità, con attenzione speciale per quelli che hanno bisogni speciali. PHM prenderà l’iniziativa di incominciare questa campagna, ma si incoraggeranno vari altri enti nel condividere il compito di gestire e portare avanti la stessa.

50. Ci sarà un chiaro bisogno di un cambiamento delle politiche OMS verso l’approccio alla Salute basato sui Diritti Umani: uno spostamento che mette l’accesso universale ai servizi pubblici al centro e che rinforza il gruppo che all’interno dell’OMS continuerà a lavorare e fornire la leadership in questo lavoro.

51. Il rafforzamento e l’allargamento della rete PHM in vari paesi costituirà un obiettivo e anche un mezzo per portare avanti il Movimento attraverso tutto il processo di sviluppo della Campagna.

10. Cosa si può realisticamente ottenere attraverso il processo proposto

52. Non abbiamo certo l’illusione che anche sollevando sistematicamente la questione del ‘Diritto alla Salute’ questo porti da solo ad una sua completa attuazione effettiva in tutti i paesi del mondo. Offrire universalmente anche solo un servizio sanitario di base implica grandi cambiamenti di bilancio, operativi e sistemici; perciò oltre allo spostamento verso un paradigma fondato sui diritti, è necessario un grande riorientamento politico e giuridico – e non si può sperare che cambiamenti così grandi possano manifestarsi in pieno nel prossimo futuro, data la politica economica dell’assistenza nella maggior parte dei paesi del mondo d’oggi.

53. Tuttavia, possiamo proporre e lavorare su un numero di obiettivi più raggiungibili che ci portino verso il più ampio obiettivo dei Diritti Umani. Alcuni di questi obiettivi raggiungibili nella nostra Campagna sono: a) il riconoscimento esplicito del Diritto all’Assistenza a livello nazionale; b) la formazione, in alcuni paesi, di organismi di controllo del diritto alla salute con la partecipazione del PHM e della società civile; c) una definizione più chiara del diritto alla salute a livello nazionale e mondiale; d) lo spostamento dell’attenzione dell’OMS verso sistemi fondati sul diritto alla salute / accesso universale, e il rafforzamento di gruppi che lavorino lungo queste linee all’interno dell’OMS stessa; e) la collocazione del Diritto all’Assistenza nell’agenda politica mondiale, facendone così il punto di riferimento centrale della problematica mondiale della salute; f) il rafforzamento della rete del PHM in quanti più paesi possibile in modo che tutti i suoi membri lavorino attorno a un comune e ampiamente mobilitante centro di interesse, attraverso la costruzione di rapporti con altri enti.

11. L’organizzazione del PHM e i suoi partners e la Campagna: un processo iterativo per il rafforzamento di entrambi

54. Una ovvia, e valida, obiezione alla Campagna qui indicata è che ‘lo sviluppo interno del PHM è diseguale nei diversi paesi, e che in molti di essi i circoli PHM non sono all’altezza di sobbarcarsi un’attività così impegnativa’. Pur accettando questa situazione, dobbiamo però riconoscere che i circoli nazionali del PHM – che si sono formati durante o dopo la prima Assemblea dei Popoli per la Salute sulla base della preoccupazione e dell’intendimento comuni attorno ai temi della salute e del settore sanitario – devono andare oltre i dibattiti e sviluppare attività forti e condivise di difesa dei diritti; ciò è essenziale se si vuole che crescano e che attirino più gruppi nel nostro movimento. A livello nazionale c’è ora bisogno di sviluppare e realizzare azioni di rappresentanza e difesa dei diritti condivise e maggiormente efficaci. Esse devono puntare a coinvolgere tanto i gruppi dei diretti interessati che quelli di chi prende le decisioni (i funzionari) nel tentativo di introdurre cambiamenti nella situazione esistente (che spesso è in via di deterioramento). Una ‘Campagna per il Diritto alla Salute e all’Assistenza Sanitaria’ può mettere in moto questo processo unificante e catalizzatore facendo sì che vecchi e nuovi circoli del PHM si incontrino, e che nuovi potenziali partner e nuove reti vengano coinvolte. Il potenziale per dar spazio a nuove organizzazioni e reti è grande nella Campagna, anche se finora non è stato applicato all’interno del PHM. In questo senso, la campagna può essere vista come qualcosa che viene portato avanti dal PHM-e-i-suoi-partner. Nell’impegnarsi in questa campagna , PHM non cadrà nell’errore di cercare di incrementare il numero dei suoi membri; piuttosto costruirà sulla partecipazione attiva dei membri delle differenti reti già esistenti e nel dare un senso di motivazione, appartenenza e coerenza .... il numero di membri aumenterà di conseguenza.

Tutto ciò può servire a far avanzare a livello nazionale obiettivi specifici di difesa e rappresentanza, capaci oltre che di sviluppare nuove forme di partecipazione attorno ad attività comuni, anche di rafforzare ed espandere l’organizzazione interna del movimento per la salute mondiale. La valutazione della fattibilità della Campagna inizierà verificando l’esistenza di una massa critica minima di forza e potere del PHM-e-i-suoi-partner in un congruo numero di paesi; questo sancirà la fattibilità ultima dell’approccio qui proposto. Il nostro appello è che si cominci questo processo il più rapidamente possibile. Durante la seconda Assemblea (luglio 2005), attraverso una serie di dibattiti, abbiamo discusso gli aspetti concettuali della Campagna e si è ottenuto un consenso di base per portare avanti l’iniziativa. Dobbiamo ora fare uso della spinta e dell’impulso ottenuti a PHA2 per elaborare, definire e pianificare il prossimo percorso della Campagna – con l’intesa che ogni paese procederà al proprio passo.

-Abhay Shukla e Claudio Schuftan, People’s Health Movement di India e Vietnam.

abhayseema@vsnl.com; claudio@hcmc.netnam.vn

(traduzione dall’inglese di Elena Medi, 28 settembre 2005)