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Società sterilizzate. La medicina del contagio e il controllo sui corpi.
Scenari
da fantascenza o realtà tangibile? La medicalizzazione di ogni aspetto della
nostra vita nasce e prolifera insieme ai meccanismi di potere. Alimentando la paura
si genera "l’ipocondria collettiva" che apre la strada all’invasione della
medicina nella vita quotidiana. Sono possibili vie d'uscita?
di Lorenzo
Marvelli
Si direbbe che viviamo società igienizzate ovvero
continuamente disinfettate e tendenti all’asepsi.
Non potremmo spiegare altrimenti l’enorme numero di
coscritti nell’esercito di pulitori che, simbioticamente incastrati nelle
loro macchine aspiranti, deceranti, lucidanti, aggrediscono chimicamente lo
sporco in una guerra permanete contro i germi.
Quest’esercito della pulizia annovera lavoratori
precari in regime di semischiavitù simile solo i flessibili dei “call
center”; sono lavoratori impegnati per la maggior parte della giornata,
osservano un assurdo regime normativo interno, sono malpagati e tenuti sotto
costante ricatto di licenziamento.
Il risultato è che quanto più questi lavoratori atipici
sono precarizzati, tanto più si ostinano nella pulizia, nella lotta contro
lo sporco, nell’asservimento alla strategia igienizzante dei datori di
lavoro.
Si direbbe che viviamo società tendenzialmente
ossessionate dalla pulizia, terrorizzate dalla sporcizia e dalle infezione.
Se da un canto infatti, l’esercito di pulitori in
continuo servizio lavorativo, provvedono alla sterilizzazione degli spazi di
vita, dall’altra vengono lanciate campagne di vaccinazione di massa al fine
di tenere lontani dalle città, virus e batteri; quando la paura diviene
delirio paranoico, quando la minaccia d’infezione diviene senso di malattia
fino alla possibile pandemia, i Ministeri della Sanità attraverso gli
Ufficiali Medici Territoriali, somministrano antibiotici di copertura a
largo spettro che aggrediscono come killer tutte le forme viventi.
La strategia ministeriale è evidentemente quella di
soffiare sul fuoco della paura di ammalare e quindi di soffrire sino alla
morte.
Ed anzi, quando la cifra della paura sociale è sotto un
livello di guardia, ecco che l’azione mediatica mirata alla costituzione del
“morbo del secolo”, si fa invadente, incessante, esplosiva sino a rendersi
necessario il ricorso alle armi mediche per la ricomposizione del regime di
paura diffusa: come fu per la peste, l’umanità ora sembra sotto minaccia di
virus di distruzione di massa che prefigurano carneficine, putrefazioni
muscolari, follia, paralisi respiratorie, autoamputazioni degli arti.
La storia della medicina di questi ultimi secoli è
anche la storia della paura planetaria della sifilide, dell’AIDS, dell’ebola,
della SARS, del morbo della mucca pazza e dell’influenza dei polli.
Ed è anche la storia del mutamento dei comportamenti
umani nel senso della docilità proprio a partire dalla paura esagerata.
L’isolamento nei centri di detenzione temporanea delle
persone in transito, la loro collocazione fuori dallo spazio urbano della
vita, il loro isolamento medicalizzato può appunto trovare senso in questa
ossessione per i cordoni sanitari come anche l’esame obiettivo dei corpi
attraverso il rilievo della temperatura corporea negli aeroporti o anche
l’obbligo al prelievo ematico per certe categorie di lavoratori, come
condizione obbligatoria allo svolgimento della professione.
L’ossessione per l’igiene produce quarantene e il
delirio del contagio, l’ipocondria collettiva producono l’invasione della
medicina nella vita quotidiana.
Capita così di considerare come una forma del progresso
scientifico e tecnologico, il libero accesso dei sistemi sanitari degli
Stati, all’interno di spaventosi database contenenti informazioni sanitarie
riservate, dati biometrici e biomedici.
Questi accessi spacciati come processi finalizzati alla
realizzazione di condizioni di salute generalizzate, in realtà sono passaggi
necessari alla ricerca ed alla sperimentazione medica ovvero sono meccanismi
del potere sui corpi, finalizzati alla produzione ed alla
commercializzazione di farmaci e presidi medicali che, offrendo apparente
riparo dalle malattie contagiose, in realtà limitano le libertà e
condizionano i comportamenti umani.
Ogni struttura organizzata è ormai medicalizzata,
l’ossessione del potere sui corpi dei sudditi e sulle loro funzioni, ha
raggiunto livelli di tecnocontrollo mai visti sino ad oggi, un vero e
proprio regime sanitario sembra essersi definitivamente realizzato.
Tale regime che, come abbiamo visto, si pone come fine
ultimo l’invasione e la conquista del corpo e dei suoi comportamenti,
funziona solo nella misura in cui è in grado di costruire nelle società,
stati di paura collettiva permanente che, in misura intermittente, si fanno
vero e proprio delirio securitario.
Le professioni mediche sono allora sempre più
professioni di polizia e le visite mediche possono essere percepite come
perquisizioni (la presenza di personale sanitario a Genova ESF, nella
caserma di Bolzaneto ed a fianco del famigerato G.O.M., ne è precisa
traduzione), le cure mediche possono avere l’aspetto dell’inutile
accanimento o addirittura della violenza sino alla punizione magari per una
infezione il cui senso è legato ad un’idea di colpa per un comportamento
sconveniente e amorale.
Le dittature militari sono sempre stracolme, oltre che
dei soliti ecclesiasti, di medici e ricercatori pronti a tutto.
Ma non è solo in questi contesti che funzionano
meccanismi quali lo stato di necessità, il trattamento sanitario
obbligatorio, l’obbligo alla cura medica, il pericolo di vita, il pronto
soccorso, l’area critica di emergenza e urgenza: una vastissima letteratura
medica vicina al genere horror, ne descrive dettagliatamente i
funzionamenti.
La ricerca e la pratica ostinata del consenso alla
cura, l’eutanasia, la sottrazione a tutti questi meccanismi finalizzati alla
raccolta di dati sanitari sulla persona, il rifiuto della terapia, sembrano
allora costituire possibili vie di fughe verso il superamento della paura
indotta dal potere medico.
Riferimenti alle illustrazioni nel testo:
George Grosz - Ricordati lo zio Augusto, lo sfortunato inventore 1919
Raoul Hausmann - Tatlin in casa sua 1920
Max Ernst - Oedipus rex 1926
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