Azione:
Il musicista è seduto su una sedia. Una luce accecante invade il
campo, è puntata sulla sua faccia
Musicista
Ho questa cazzo di luce in faccia…. Bianca, bianca luce…. Luce al neon
che non mi fa dormire. E poi ho caldo. Che cazzo di caldo. Mica una
sensazione piacevole, non il sole dei miei appennini sulla pelle, non
il golfino di lana della mamma o le coperte che lei ti rimboccava alla
sera prima di salutarti.
E’ una sensazione di peso sulla faccia, sul petto, sulla pancia. Mi
sembra che entri dentro.Un caldo che invade il corpo, anziché
pervaderlo di piacevolezza.
Cambio registro:
la voce si fa infantile
Io col visino vicino ad un pezzo di tronco che
brucia... io che per gioco provo a resistere: uno... due...tre...quattro...
cinque, via, via, non ce la faccio! E’ troppo caldo…
Azione: Compare la mamma, seduta per
terra, accanto al musicista.
Una mattina d’inverno a casa, il naviglio fuori
che scorre, una mattina d’inverno, Milano è grande da impazzire, mio
nonno dice che nemmeno i milanesi la conoscono tutta Milano, ma io
sono qui, a casa, una mattina d’inverno… che freddo! Papà non c’è,
papà è al lavoro… papà…
Azione: La mamma si muove come se
cercasse di ripararsi dalle botte che sta prendendo
Papààààà! Che stai facendo alla mamma, papà, che
stai facendo…
Aiutooo!
Cambio
registro: di nuovo voce iniziale.
Per favore, è un
caldo infernale, opprimente.
E’ il calorifero qui vicino, è lui il diavolo con le corna! Non c’è
una ventola, un umidificatore neanche a pagarlo... qui non si
respira... oddio che afa!
Ho bisogno di aria, devo assolutamente respirare...
Mammaaaa, mammaaaa... mamma brucio dal caldo.
Cambio
registro : la voce si fa infantile
Ho la febbre...
quaranta e mezzo.
Azione:
la mamma, manierata, interagisce col musicista
Mamma
“Non ti avvicinare troppo al camino”
Musicista
Si, mamma... non mi avvicino.
Mamma
“Attento alla pentola sul fuoco”
Musicista
Sì, mamma, lo so, l’acqua bollente.
Mamma
“Lascia stare i fiammiferi”
Musicista
Sì, mamma... sono pericolosi... mamma.
Mangerei un gelato... mamma, mi compri il gelato?
Mamma
“Tra
poco si mangia”
Musicista
Ma mamma...
No, no la pezza sulla fronte non la voglio!
Mamma
“Hai
la febbre!”
Musicista
Sì mamma... quaranta e mezzo... ho la febbre.
Ho caldo, apri
la finestra!
Mamma
“Ti
raffreddi”
Musicista
Mamma... ho sete, voglio l’acqua.
Mamma
“Hai
appena vomitato, e poi tra poco si mangia”
Musicista
Mamma, dov’è andato papà? Cosa ti faceva, prima, mamma piangevi…
Mamma “Stai zitto! Hai la febbre, deliri…”
Cambio registro: di nuovo voce iniziale
Musicista Aiutooo, un po’ d’aria!
Vado ad aprire la finestra…
Azione
Il musicista si alza, cade. Ha la camicia
di forza e i piedi legati. Prima non se ne era accorto.
Ma che cazzo è sta
cosa? No… Nooooo! Chi mi ci ha portato qui dentro questa volta?
Mammaaaaaaaaaa! Chi cazzo mi ci a portato qui dentro!!!?
Mamma
“Ssst,
stai zitto... non dire queste cose. Mangia, il brodo si sfredda…”
Musicista
Cosa ho fatto questa volta che non ti è piaciuto, mamma! Ho rubato le
caramelle? Ho mangiato troppa nutella? Ho messo una bomba a scuola?
Cosa ho fatto, mamma?!!!
Azione: Appare il medico, la mamma si
mette in secondo piano e culla il vento.
Medico: La mamma è morta.
Musicista Cristo, cosa dice questo qua?
Mamma dove sei? Mammaa!
Azione
L’infermiere alza il musicista e lo fa
sedere. Il medico gli mette una mano sulla bocca
Medico:
La mamma è morta. E tu hai fatto una delle tue stronzate.
Musicista
Toglimi le mani di dosso. Cazzo, mi soffochi.
Non dico nulla, sto zitto.
Insomma, togli la mano, ti ho detto di lasciarmi in pace!
Non dico più parolacce, va bene?
Sto zitto, zitto, zitto, zit... guarda, guarda: respiro e basta, così,
guarda...
Cristo, non riesco a muovermi... ma dove sono?
E tu chi sei? Perché fate finta di non sentirmi; mi volti le spalle
eh? (riferito all’infermiera girata di spalle)
Vi prego, ho caldo, questo posto è un inferno e la luce...
Spegnete la luce, non ho bisogno di vedere, voglio riposare, voglio
riposare in pace...
Cambio registro voce soave ora,
trasognata.
Azione:
Appare l’angelo che accarezza il
volto del musicista
La pace di quelle braccia... torpore... dico fresco e non
caldo, il buio e la sua mano sulla mia pancia...
Mamma
“Ninna nanna ninna oh, questo bimbo a chi lo do...” (subentra
l’angelo a cantare la ninna)
Musicista
Faccio fatica a non chiudere gli occhi: se dormo perdo tutto.
Apro gli occhi e... il suo profilo... naso, labbra grandi, l’intreccio
dei capelli.
Chiudo gli occhi... torpore... dico fresco e non caldo... buio...
pace.
Azione
Angelo che balla. Mamma che culla a
vuoto.
Musicista
Sono andati tutti via, meglio, quel riso mi dava sui nervi, cretini.
Ah… ma non finisce, non finisce così.
Io sono davanti al mio angelo, tu sei davanti a me.
Mamma
“hai la febbre”
Musicista
“Sì mamma, 40 e mezzo, ma ora stai zitta”
Mamma
“Hai la febbre, deliri, vedi cose che non ci sono, dici cose senza
senso. Vuoi il gelato?”
Musicista
“mamma, stai zitta, dai!”
Io non parlo, tu non parli.
Io ricordo, tu ricodi.
Ti guardo mentre mi guardi: bianca, fredda, gelida... torpore... dico
fresco e non caldo.
Poi solo... via di casa, lontano. A seguire il mio angelo. Ti hanno
portato via da me, le pasticche, tutte quelle cazzo di iniezioni, e io
non ti ho più vista…
Dopo ci sono state altre cose: belle, brutte.
Tutte uguali.
Non sento voci ora, sento uno strano rumore, un rumore ritmico e fisso
che mi entra nel cervello, sì proprio sulla fronte, come un chiodo
battuto da un martello, no no, più forte e squillante, un allarme, sì,
un allarme di una macchina della polizia, di una banca, di una cazzo
di casa...
E’ il rumore del cuore, è il mio cuore che batte o il rumore dei
manganelli?, Tonf tonf tonf... non voglio sentirlo, chi se ne frega
del verso del cuore? Ma io lo sento, l’ho sempre sentito battere il
mio cuore… come in quelle macchinette che registrano i battiti… beep
beep beep.
Cambio
registro: di nuovo voce iniziale
Che palle,
volete farmi morire, eh bastardi!! Volete che io impazzisca, che mi
metta a gridare, a colpire, a... ma cosa volete da me? E perché mi
avete legato?
Ma dove siete tutti?
Solo.
Le sbarre... questa camera sembra una cella.
Come cazzo ci sono finito.
Aiutoooo!
Sto male: non sopporto gli spazi chiusi.
Le sbarre, la cella. Mi daranno l’ora di libertà?
E tu che cazzo ridi? (riferito all’infermiera)
Vaffanculo soldato di merda! Tu con quella divisa bianca non sai
nemmeno cos’è la libertà!
Mi hai gonfiato di botte, guarda il sangue, guarda qui sul labbro...
Infermiera
“non sono stata io”
Musicista
E chi è stato? Mia madre?
Medico:
La mamma è morta. E tu hai fatto una delle tue stronzate
Musicista
Non ho rubato la macchina, volevamo fare un giro. C’erano troppi
lacrimogeni per strada…
Va bene, la zona rossa... ma insomma! Mi dovevano proprio prendere a
manganellate in faccia?
Cambio
registro: voce diabolica, attenuata
Nessuno,
nessuno.
Prima non era così, no, prima mi bastava uscire di casa per avere
tutti intorno.
Ero una stella prima, musica e successo...
Infermiere
“Delira, dottore, delira…”
Musicista
A proposito dov’è la mia chitarra... ehi, bastardi, mi avete fregato
la chitarra! Voglio la mia chitarra, non vivo se non ce l’ho.
Ehi voi, ma dove cazzo siete, sento le vostre voci … (sono spariti
tutti, tranne la mamma)
Mamma
“Sente le voci, dottore, sente le voci…”
Musicista
vi prego, la chitarra, solo la chitarra.
Suonavo prima, o meglio, mi lasciavo suonare dalla mia chitarra.
Suonavo per vedere il mio Angelo. (l’angelo riappare e danza
attorno al musicista, liberandolo dalla camicia di forza) Aprivo
le porte dell’anima e lasciavo che mi possedesse, lasciavo che mi
ballasse davanti, e io suonavo, suonavo…
Arrivavo lì appunto, sull’orlo del precipizio, al baratro... e il mio
Angelo era lì ad aspettarmi, la vedevo allungare le braccia verso di
me come ad afferrarmi.
Suonavo per la paura di arrugginire… ma il mio Angelo me lo diceva,
che no, non sarei arrugginito, mi diceva che il mio corpo è fatto di
vento e polvere, e il vento non può arrugginire…
Mi piaceva suonare, vedere il mio Angelo, la mia via di fuga dalla
sofferenza…
Mamma
“Hai la febbre”
Musicista
“No mamma, lo sia anche tu, non è la febbre…”
Mamma
“Hai la febbre, 40 e mezzo”
Musicista
“Mamma…”
Mamma
“Sei tutto rosso in faccia, sul corpo…”
Musicista
“Mamma sono le botte di papà! Sono rosso per le botte di papà… Lo vedi
il sangue, qui sul labbro? La febbre non fa sanguinare così le
labbra!”
Mamma
“Non ti avvicinare troppo al camino”
Musicista
“Basta con questa storia mamma!”
No, non avevo paura di soffrire, anzi, io, io... gridavo quel
dolore, lo gridavo con forza sino a sentirne il graffio sulla gola.
E l’ho suonato, dopo, l’ho suonato per il mio Angelo, la mia
salvezza, lo suonavo sulla chitarra, il dolore delle corde, il male
sulle dita...che male, che male!
Mi piaceva il sangue della mia musica e più soffrivo più riscuotevo
successo; divenni una star grazie al dolore che mi martoriava l’anima.
Era importante il sangue per me: infatti chi arrugginisce non può
sanguinare…
Una star… e chi l’avrebbe detto! (l’angelo lascia il campo e và
sullo sfondo)
“La chitarra della crudeltà…” così disse la tipa alla quale rilasciai
la prima intervista. Che stronza… Le parole sono importanti! La
chitarra della crudeltà… di crudele ci sono solo le poesie. Io suonavo
per il mio Angelo, che cazzo vuoi da me? (rivolto ad una ipotetica
giornalista)
Ero a Roma, anzi no a... ma era poi un concerto? No, forse era in uno
di quei posti che la gente frequenta solo per decidere dove andare a
scopare...
Gente, tanta gente e nebbia di fumo.
Il blues nell’aria.
Aria sporca di tutto.
Bagni con puzza di vomito.
Video psichedelici .
Bam!
Bottiglia in frantumi. Non ho resistito. La chitarra della crudeltà…
dico, che cazzo vuoi da me? Una intervista? Per parlare di che? Sei
davvero così interessata al sangue che sgorga dalla mia situazione?
Lasciami col mio Angelo, dai!
Gran vociare nel fumo e di fronte lei: la tipa dell’intervista.
Lei la ricordo... carina, piena zeppa di piercing, che roba... in
fondo anche a lei piaceva farsi male.
Ricordo le sue labbra, le sue domande, le sue domande, le sue
domande...
Ero così stanco delle sue domande che iniziai a rispondere
incidendomi con una lametta il braccio.
Sì, zac! Proprio così, dei tagli! Anzi nò… Mi incidevo l’alfabeto sul
braccio…
Ora ricordo: domanda del cazzo?... via giù con la lametta, zac! Zac!
Zac! Lettera a, b, c…
bella domanda?... succhio il sangue dai tagli.
E la tipa con la mano sugli occhi: “Ma che fai... che schifo!”.
No, bella tipa, sei tu che mi fai schifo, non l’hai ancora capito e
poi insomma, vaffanculo, lasciami coi miei fantasmi.
Volevo fare schifo, perché la gente ripugna ciò che fa schifo,
nasconde e nega ciò che fa schifo. E io volevo starmene col mio
angelo. Chi se ne frega delle parole? Io volevo solo suonare per il
Mio Angelo, e che lei ballasse per me…
(L’angelo
balla) E allora eccolo, il primo ricovero in psichiatria. (L’angelo
sviene, l’infermiere rimette la camicia, il musicista è impotente)
Infermiere
“Il paziente ha agiti autolesivi…”
Musicista
Agiti autolesivi? e le botte di mio padre?
Te la do io la chitarra crudele, stronza!
Eccovi di nuovo, bastardi... cioè, no, scusate, insomma, volevo dire
che, hm, sapete com’è, qui fa caldo, ma perché non mi togliete sta
camicia di tortura, perché fate finta di non sentirmi, e cosa volete
farmi con quella siringa, ehi tu (riferito all’infermiera), calma
piccola, calma, sì tu vestita di bianco, ma perché non lasci perdere e
ce la spassiamo un po’?
No eh?
Fai orecchie da mercante, dì la verità: te lo impongono qui dentro,
chi sono i tuoi capi?
Che fai, toglimi le mani di dosso, aiutoooo, il sangue, il sangue, la
siringa…
Infermiere
Largactil una fiala, dottore.
Musicista
Cosa fai con quella siringa, puttana, sei una puttana insensibile, sei
una lurida cagna, tu sei la morte, la morte sì, bella e crudele,
crudele come certe poesie... la chitarra della crudeltà… che stronza…
no...no... bastardi tutti! Noooo!
Azione:
Iniettano il largactil. Il musicista è sedato
Due più due
…quattro. Quattro più quattro… Ancora, coraggio. Devo pensare, devo
tenermi sveglio. I 7 Re di roma… Romolo, Numa pompiglio, Tullo
Ostiglio… Anco Marzio… Otto! Fa Otto! Quattro più quattro fa… otto!
Gli otto Re di Roma: Romolo… Numa… Pompiglio…
Azione:
Si addormenta. Lo liberano. Lo spogliano e lo lavano.
Musicista:
Belfagor, Fantomas, Parigi, il sangue, la rivoluzione dei
sanculotti...
Medico
“Non hai studiato, impreparato”.
Musicista
Impreparato non fa media.
Medico
“Vedremo alla fine dell’anno...”
Musicista
Il sangue in bocca, il sangue in gola.
Brutta sensazione.
La manifestazione. Il mare. La zona rossa.
Fa male il manganello.
Non sono ancora morto.
Il sangue in gola, il tubo che l’aspira, i denti spezzati.
Anch’essi in gola.
Misti al sangue.
Corri ambulanza, corri...
… corri in psichiatria. In psichiatria? Ho il naso fratturato, che
cazzo ci faccio in psichiatria? E’ già la seconda volta…
Medico
“Stia calmo”
Musicista
Stia calmo un cazzo, ho male dappertutto.
Medico
“Lei si è schiantato in moto, non aveva il casco, si è spaccato la
faccia. Chiaro?”
Musicista
Ma che cazzo dici, dottore! Mi hanno dato una manganellata in faccia!
Medico
“Stia calmo, le ho detto! Soldati! Secondini! Preparate una fiala
di largactil, soldati! E le fascette, il paziente è agitato…”
Musicista
Agitato? Non sono agitato… dov’è la mia chitarra, dottore?
Medico
“La sua chitarra? Ecco parliamo della chitarra.”
Musicista
Fu mia sorella a regalarmi la chitarra.
Lo fece prima di morire di crepacuore.
Mia madre... prima!
Zac, lamette sul braccio... Lettera a, b, c…
Sangue.
Mia sorella... dopo!
Zac, lametta... sul braccio. L, m, n…
No, sul cuore!
Crepa di cuore mia sorella.
Crepacuore... zac... sangue. P, q, r…
Oggi la chitarra è mia sorella o... mia sorella è la chitarra: rendo
l’idea, no?
Voglio dire che non posseggo altro che quella maledettissima chitarra
che voi, dottori ed infermieri, mi avete fregato
Sì voi, voi che non smettete di guardarmi, di toccarmi, di
costringermi, di manipolarmi, di iniettarmi, di nutrirmi, di
legarmi...
Ma guarda che facce!
Medico
Soldati! Avete preparato il largactil?
Musicista
Cosa credevate, di avere davanti un pezzo di carne, un animale inerme
ed insensibile, una bestia da clonare?
Una pecora.
No, non è giusto, sai l’etica...
La pecora bioetica.
E gli embrioni in provetta?
Gli organismi mutati geneticamente?
Non sono un musicista transgenico... sai, non è giusto.
Bioetica e scienza.
Scienziati... e poi… i pediatri!!! Mi ricordo, i pediatri!!!!
Medico
Soldati, cazzo, state vicini! Non vedete che il paziente è agitato?
Preparate le fascette, secondini!
Musicista
Mammaaa, il cucchiaio in gola!
Pediatri... mamma... pediatri...
Medico
“Tonsille gonfie”.
Musicista
Mi viene il vomito.
Medico
“Antibiotico a largo spettro”.
Musicista
Largo che?
Medico
“Dieci intramuscolo”
Musicista
No!
Mamma
“Ci pensa la zia, è così brava”
Musicista
La zia mi fa male
Medico
“Allora operiamo... zac... un attimo”.
Musicista
Sangue.
Non mi toccare, pediatra!
Mamma
“Ti compro il gelato”.
Musicista
Come faccio a mangiarlo con questi ferri in bocca!
Sangue.
Mamma, dove sei.
Medico
“La Mamma è morta”.
Musicista
No, mamma è morta... prima...zac!
Mia sorella è morta... dopo... crepacuore... zac! X, y, z…
Domanda del cazzo? Zac, lametta sul braccio... te la do io la chitarra
crudele!
Medico
“Non hai studiato, impreparato”.
Musicista
Impreparato non fa media.
Medico “Quest’anno
ti boccio”
Musicista
La mamma muore di crepacuore se mi bocci.
No, mia sorella è morta di crepacuore... zac!
Medico
Soldati cazzo! Soldati!!!!!
Azione:
Fermano il musicista. Iniettano. Il musicista si muove come un
burattino tirato da fili immaginari in mano al dottore.
Musicista
Guarda il sangue.
Infermieraaa!
Medico
Soldati! Secondini! Il paziente chiama…
Musicista
Paziente? Paziente un cazzo, non ne ho più di pazienza.
E non ridere sai, non ridere... ehi... aspetta, aspetta, dove cazzo
vai, aspetta!
ho capito, ho capito!
Ho capito che sono in questo cazzo di ospedale psichiatrico e voi me
ne state facendo di tutti i colori... Volete salvarmi, eh?
Ma chi credete di essere voi, una schiera di Santi miracolosi?
Mamma
“Santa Maria Madre di Dio... eterno riposo dona a loro... riposino in
pace”
Riposino in pace: mamma... zac! Mia sorella... zac!
Amen.
Ed io ?
Solo, nessuno.
Mamma
“Poverino, poverino”
Medico
Soldati! aprite questa cazzo di porta!
Azione:
Il dottore arriva con l’infermiera
Musicista
Slegami i polsi.
Non dico più parolacce, sto zitto.
Infermiera
“Non posso slegarti, sei agitato. Se fai il bravo, ti porto fuori
un’oretta, poi…”
Musicista:
“L’ora di libertà? Che stronza…”
Medico
“Eppure il largactil…”
Musicista
Voi non mi credete! Vi ho detto che ho preso una manganellata in
faccia, la manifestazione, zone rosse, zone nere… blocchi neri, zone
rosse…
Medico
“Il paziente delira…Gli dia il Serenase. Soldato ha capito? Gli dia il
serenase.”
Musicista
Voi non volete che io esca da quest’inferno, godete del mio male.
Guarda come mi tocchi, come sposti le mie braccia.
Ti sei accorta che questo è il mio braccio?
Medico
“Soldato le ho detto di procedere, cazzo!”
Musicista
Tu godi a bucarmi, lo fai tre, quattro, cinque volte e ti accanisci
contro il mio corpo che non ti sopporta più. Perché se non mi buchi
cosa succede? Hai Paura? Il tuo capo non è contento?
Guardalo! mi da le spalle, le dà anche a te, sembra non essersi
accorto che esistiamo.
Ha a che fare con la sua terapia, lo scienziato, il piccolo Eistain,
il genio della baracca: si diverte ad innescare i farmaci che mi
distruggono.
Perché io ci sento, ci vedo. Io esisto. Lo capisci che esisto?
Dov’è il mio angelo? Dove sei? Angelo mio… Portami via, angelo bianco.
Portami via da questo inferno. (L’angelo, che era svenuto, piano si
alza..)
Infermiera
“Il paziente continua a delirare dottore”
Medico
“Eppure il serenase…”
Musicista
Non li lasciare abusare del mio corpo, angelo, non voglio dar loro la
gioia di vedermi resistere alle loro torture. Non lo hanno meritato
Uccidimi angelo… portami via…
Mi hanno fregato la chitarra, non hanno ascoltato la mia sofferenza,
si sono accaniti contro la mia malattia e non si sono accorti che,
dietro quella, c’è un corpo, un corpo di carne ed ossa, c’è un corpo
con la sua mente, con la sua chitarra, c’è un corpo con la sua
musica... una musica che loro neanche conoscono! E non conoscono
nemmeno te, angelo mio…
Azione
L’angelo slega la camicia di forza, balla
vorticosamente…
Non vi regalerò
i miei muscoli, i miei polsi, i miei sogni,e non mi farete
arrugginire, no.. non ho più paura di arrugginire, bastardi tutti!
ecco, guardate... guardate come sono bravo… sono slegato e vaffanculo
ad Eistein ed alla sua scienza.
Sì, piccolo soldato, suda ora, preoccupati, chiama i compari.
Medico
“Ma che cazzo è successo?”
Musicista
Sì, sì, così, correte, correte, tanto non potete avvicinarvi più.
Azione:
l’angelo ferma medico e infermiere, li tocca e cadono uno sull’altro
Ed ora, signori
e signori, il salto finale, volo carpiato con doppia capriola e su,
su, con il mio angelo, sino a dove nessuno di voi riesce a vedere.
Siete così miopi…
Guardate che faccio adesso, bastardi voi e i vostri manganelli, le
vostre fascette, le vostre iniezioni. Fermo il mio cuore, e che il mio
corpo non si tocchi più! Che il mio corpo non si tocchi più!!! stronzo,
lascia la tua scienza, ora è il mio cuore che si ferma e che ti
chiama, dai corri, genio!
Sì correte, affrettatevi, non mi fate la respirazione bocca a bocca?
Non riuscite a muovervi più, bastardi!!!
Poveri illusi! Non riuscite più a raggiungermi
Mi avete fregato la chitarra.
Che cazzo ne capite di musica... Correte illusi, correte... non ce la
farete mai!
Che il mio corpo non si tocchi più!! Sono libero… Ho vinto, ho vinto,
ho vinto!
Azione: il musicista cade morto e
l’angelo lo porta via. Ultima strofa di “la mia ora di libertà” in
sottofondo. Buio